Boldrini su interpellanza Motovedetta Goro

Motovedetta di Goro. Una seconda interrogazione al Ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. È quella che annuncia la senatrice Pd, Paola Boldrini, dichiarandosi parzialmente soddisfatta della risposta ricevuta ieri (giovedì) «e a distanza di tempo», alla prima, dello scorso luglio. Materia del contendere, il mezzo sottratto alla Capitaneria di Porto per essere destinato alla sorveglianza delle acque libiche. Nel documento, alla luce dei timori paventati anche dagli addetti ai lavori, si chiedeva in quanto tempo si sarebbe provveduto alla sostituzione della motovedetta, indispensabile per presidiare il tratto di costa. Ebbene, dalla risposta ricevuta ieri si evince che il mezzo è stato sostituito, e su questo nulla da eccepire. Lascia tuttavia «perplessi il fatto che si parli esplicitamente di temporaneità del mezzo messo a disposizione». Un aspetto che allarma Boldrini. «Farò una seconda interpellanza per avere risposte definitive. Non è pensabile – il monito – che si rischi di trovarsi di fronte a nuove vulnerabilità. Si era chiesta una soluzione definitiva».

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Motovedetta di Goro. Bodrini: “Il ministro parla di temporaneità del mezzo”

Boldrini su West Nile, chiede fondi per ‘vaccino’

Inserire nella legge di bilancio 2019 una voce con risorse specifiche da destinare all’Istituto Superiore di Sanità per effettuare uno studio, preludio di un vaccino sulla West Nile che con 101 casi regionali di forme neuro invasive, di cui 14 a Ferrara, 21 decessi, di cui 10 a Ferrara, 27 casi di infezioni asintomatiche, di cui 8 a Ferrara, «ha fatto in questi mesi fin troppe vittime».  E’ la proposta della senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della Commissione Sanità, all’indomani della comunicazione data in materia di West Nile dal sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi, in Commissione Affari Sociali. Boldrini, lo scorso settembre, ad ‘epidemia’ in corso, aveva presentato una interrogazione al Ministro della Salute, Giulia Grillo,  sottolineando che ad oggi per debellare il contagio non esiste né un vaccino né una cura, se non la prevenzione, intesa soprattutto come riduzione del rischio; e chiedendo di realizzare un protocollo scientifico. Ma la risposta del Sottosegretario Bartolazzi, che ha ripercorso tappe e contenuti del piano nazionale integrato di sorveglianza, è secondo Boldrini parziale. «I confronti effettuati e in calendario per i prossimi mesi tra esperti ed enti, dalle Regioni alle Università, sono certamente positivi. Il rischio però è che siano dispersivi. Deve essere data la possibilità all’Istituto Superiore di Sanità di coordinare, dando la linea e recependo tutta la ricerca esistente sulla West Nile anche a livello internazionale». E’ dal 2008, rimarca la senatrice, che si parla di West Nile, «e il 2018 è stato un anno orribile, che non possiamo permetterci di replicare. Bisogna arrivare al 2019 preparati, proseguendo sulla strada della cultura della prevenzione, che chiama in causa la responsabilità dei singoli, ma anche – chiude Boldrini con una prospettiva concreta supportata da finanziamenti altrettanto concreti».

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Boldrini (Pd) chiede fondi per un vaccino contro la West Nile

Boldrini, aggiornamento di fibromialgia

“Alla Commissione Sanità sono in corso le audizioni per arrivare a una legge che riconosca la fibromialgia come malattia. Stiamo sollecitando la commissione di aggiornamento dei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) per l’inserimento della patologia”. Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, ad Agire Sociale, all’incontro organizzato da La Fenice, il gruppo di donne fibromialgiche che da oltre un anno è attivo a Ferrara con incontri informativi. Boldrini, che già nella passata legislatura si è spesa per il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica, portandola “finalmente all’attenzione del Ministero”, lavorando parallelamente “alla Regione, che grazie all’impegno del consigliere Pd, Paolo Calvano, ha istituito una commissione ad hoc ed ha emanato linee guida” assicura che “continuerò a seguire il percorso con impegno senza alimentare aspettative, ma con la consapevolezza che passi avanti sono stati fatti”.

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Boldrini su aborto

«Chi è che non è per la tutela della vita, della persona e della famiglia? E per la valorizzazione di maternità e paternità, in una parola della genitorialità? Tutti noi». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, interviene sul dibattito sollevato dalla mozione presentata dal consigliere comunale di FDI, Alessandro Balboni. «Un testo – rileva Boldrini – che riduce tutto agli aspetti economici, non alla volontà. La legge sull’aborto chiama in causa altri principi, a partire da quello dell’auto determinazione». Secondo Boldrini il continuo porre l’accento sulle ‘difficoltà’ delle donne in gravidanza è lesivo della loro autonomia. «Sono tante le motivazioni per cui si può decidere di interrompere una gravidanza, esattamente come previsto nella 194». Questo tornare continuamente sul tema, indica un tentativo di «retrocessione di cui non c’è bisogno».  Boldrini ricorda di avere nel merito sottoscritto un disegno di legge teso a rafforzare i consultori e la rete sociale. Tuttavia, «non bisogna creare confusione». Ancora, rimarca come il ricorso all’aborto sia negli anni diminuito e come sarebbe bene «sorvegliare sull’utilizzo della pillola del giorno dopo, soprattutto da parte delle giovanissime, e diffondere una cultura della contraccezione». Tutto il resto, «è un modo per svilire le donne e la loro possibilità di scelta». La chiosa: «La legge va migliorata, non cancellata, perché  verrebbero meno diritti acquisiti».

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Resto del Carlino

Paola Boldrini, bocciata mozione su bando periferie

Nulla da fare. I 18 milioni di euro destinati alla riqualificazione del Nuovo Quartiere Darsena rimarranno congelati. La mozione sottoscritta, tra gli altri, dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, è stata ieri sera (martedì) respinta per voce del sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia. «Siamo alla follia, nessun impegno è stato assunto», il commento di Boldrini. Tre le richieste presentate: dare seguito agli impegni assunti dal Premier Giuseppe Conte all’incontro dello scorso 11settembre in Anci, approvando un provvedimento teso a reintegrare le risorse necessarie per il finanziamento delle  96 convenzioni sospese; 2) adottare iniziative utile a supportare gli enti in questione, per completare gli iter burocratici in corso; 3) avviare un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei singoli interventi, così da poter effettuare una efficace programmazione. Nulla di fatto. «Questo Governo non vuole prendesi nessuna responsabilità, non c’è altra lettura. In questo modo, smentisce quanto promesso dallo stesso Premier». Tanto più perché approvata è stata la mozione di Lega e 5stelle in cui si chiedeva di assumere impegni nella Legge di bilancio 2019, oltre che rimborsi per gli interventi già sostenuti. «Un modo per legittimare la marcia indietro». L’affondo: «Su Ferrara, a distanza di poco tempo, Conte è già stato smentito su questione azzerati e oggi su bando periferie. Evidentemente, al suo ruolo non corrisponde la sua autorevolezza». Boldrini evidenzia un altro aspetto che definisce «di assoluta gravità». Ai sindaci presenti in tribuna «è stata fatta togliere la fascia tricolore, come se fosse un simbolo vietato in Senato.  Una delegittimazione del ruolo dei rappresentanti di milioni di cittadini». La chiosa: «Sul bando comunque non molliamo».

Paola Boldrini su bando periferie

Il bando periferie torna in aula. Ieri (giovedì), sotto forma di question time e martedì prossimo come mozione. Entrambi sottoscritti anche dalla senatrice Pd, Paola Boldrini. E se al primo documento  – in cui si chiedeva, tra l’altro, che provvedimenti il Governo intenda adottare a supporto degli enti che nel 2017 hanno sottoscritto le convenzioni – il ministro Erika Stefani ha sommariamente risposto che la questione è «incidentalmente» di sua competenza e che forse si provvederà nella legge di bilancio –  «di cui a tutt’oggi   rileva Boldrini – , dopo i festeggiamenti sul balcone, ancora di ufficiale non si sa nulla», l’auspicio è che col voto di martedì ci sia la svolta. Ossia che i fondi già assegnati ai Comuni – a Ferrara, 18 milioni di euro per il Nuovo Quartiere Darsena’ – , congelati dal Governo fino al 2020 con emendamento inserito nel decreto MIlleproroghe, vengano resi disponibili. «Azioni di questo tipo – spiega Boldrini – tolgono la fiducia completa nelle istituzioni. In anni di risorse risicate, bloccare quelle già assegnate, rispetto alle quali sono stati fatti progetti, è inammissibile. Questo è lo stesso Governo i cui rappresentanti, anche a Ferrara, invocano continuamente la sicurezza. Che passa però anche dal contrasto al degrado e dal recupero del decoro. Con che giustificazioni Lega e 5 stelle spiegheranno ai ferraresi che la riqualificazione di una parte tanto importante della città non è più necessaria?» Boldrini, ricordando che la Sicilia ha già fatto ricorso alla Consulta, confida per martedì nel buon senso di tutti e in un ripensamento della maggioranza. «Le opere non si possono continuamente rimandare. Soprattutto con iter già in corso. E’ una situazione paradossale». L’assicurazione: «Come Pd non la faremo cadere nel dimenticatoio».

Paola Boldrini su Rete Registro Tumori

Paola Boldrini su Rete Registro Tumori

Spera che i tempi siano maturi per una legge sull’istituzione della rete nazionale dei Registri dei Tumori iniziata dall’ARTIUM (Associazione Italiano Registro Tumori), la senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della commissione Igiene e Sanità e prima firmataria di un Ddl all’esame in questi giorni della stessa commissione, in cui si chiede che tutti i registri esistenti vengano messi in rete. Boldrini, alla luce, anche, dell’aumento dei tumori –  370 mila in più nel 2018, con maggiore frequenza di quello alle mammelle (fonte AIOM e Artium) –  parla di strumento indispensabile «per la ricerca delle cause, per la prevenzione e la cura», che permetterebbe di avere informazioni sui malati «con una suddivisione anagrafica, di genere, territoriale, per trattamenti effettuati». Ponendo l’accento, anche, sulla possibilità di misurare l’impatto dell’inquinamento ambientale sull’incidenza di patologie oncologiche. Una battaglia che la senatrice sta portando avanti dal precedente mandato. Le audizioni sono cominciate nei giorni scorsi, presente, tra gli altri, Artium. Insieme all’Associazione Europa Donna, Boldrini ha presentato la proposta di legge per istituire la giornata di sensibilizzazione del tumore al seno metastasico. E dare così voce alle pazienti – 35 mila in Italia, con possibilità di cura, non guarigione – affinché rimangano inserite nel percorso delle Breast Unit, ossia centri specializzati di tumore al seno. Evitando che le stesse debbano peregrinare per esami e terapie ma continuino a mantenere le stese opportunità di cura.

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Boldrini (Pd): “Tempo di fare una rete nazionale dei registri tumori”