Boldrini su risposta interrogazione nutrie e allarme Confagricoltura

«Quasi 5 mesi per una risposta in cui non compare un’assunzione di responsabilità ma si declinano i motivi per non agire finanziariamente mi paiono tanti, soprattutto dato che l’allarme è reale e riguarda un comparto, come l’agricoltura, cui lo stesso Governo dice di guardare con attenzione». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, commenta la risposta ricevuta all’interpellanza sul ‘problema nutrie’ depositata lo scorso febbraio all’indirizzo del Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Gian Marco Centinaio. Interpellanza in cui, accogliendo l’allarme di Confagricoltura –  che paventava il danneggiamento del comparto, il depauperamento della fauna, il rischio idrogeologico e la mancanza di sicurezza per gli operatori dei mezzi -, chiedeva la destinazione di ulteriori risorse rispetto a quelle predisposte dalle Regioni che, come l’Emilia Romagna, tra le prime, si erano comunque dotate di un piano. Chiamando in causa la responsabilità delle Regioni in materia di risarcimento danni e l’articolo 7, comma 5 della legge 28 dicembre 2015 n.221, sulle “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il Governo ha risposto di ritenere che «siano state poste in essere – si legge nel documento – azioni importanti per contrastare il fenomeno». Seppure annuncia che un ‘Piano nazionale di gestione della Nutria’, sarà sottoposto al parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e che «l’eventuale possibilità di individuare fondi statali destinati ad agevolare l’attuazione dei piani di controllo della nutria dovrà essere valutata in relazione alle diverse priorità di intervento nonché alla sua compatibilità con le esigenze di finanza pubblica». «Di fatto – chiude Boldrini – significa solo che ad oggi nulla si pensa di fare per aiutare economicamente. E lo si poteva dire, 5 mesi fa. Confido nel piano annunciato, ma ricordo che l’emergenza, soprattutto in territori come il nostro, è reale» .

Boldrini, interrogazione fusione Comuni

Una interrogazione al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a risposta orale in Commissione Bilancio, per sapere «se il Governo intenda finanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà comunale in merito al contributo erariale per l’anno 2019 destinato ai 67 Enti costituiti a seguito di fusioni e incorporazioni». In sintesi, per sapere se le ‘nuove Municipalità’ – nel ferrarese, Fiscaglia, Tresignana, Riva del Po e Terre del Reno – vedranno garantite le entrate previste per il 2019 evitando così di dover tagliare servizi a causa di una ripartizione di risorse statali che risulta oggi insufficiente rispetto ai bisogni dei Comuni, con oscillazioni al ribasso che vanno dal 21 al 58 per cento rispetto a quanto spettante. E’ quella sottoscritta dalla senatrice Pd, Paola Boldrini (presentata dal collega Antonio Misiani) e depositata ieri (mercoledì). Boldrini ricorda che «queste situazioni generano sfiducia nelle istituzioni, perché le fusioni sono state incoraggiate nell’ottica di un risparmio di risorse traducibili in una implementazione dei servizi a favore della collettività, di cui i cittadini – rimarca la senatrice – avrebbero quindi dovuto beneficiare, non avere danno». Il problema, come riporta il documento, era già stato sollevato, «quindi anticipato» dall’Anci. «Ora ci troviamo a dover risolvere una emergenza che tale avrebbe potuto non essere», il commento. Boldrini sposa la proposta del collega alla Camera, Luigi Marattin, di un sit-in, il prossimo 10 luglio, dei sindaci dei Comuni interessati davanti a Montecitorio per sollecitare il Governo a trovare una soluzione definitiva. 

 

Boldrini su Superstrada: “Pensare a metropolitana di superficie”

Boldrini su Superstrada pensare a metropolitana di superficie


«E’ tempo di pensare a soluzioni di lungo respiro e praticabili». Così la senatrice Pd, Paola Bodrini, interviene sulla questione ‘Superstrada’, per la cui manutenzione anche nel recente passato ha presentato interpellanze al Ministero dei Trasporti guidato da Danilo Toninelli affinché intervenisse con Anas per rendere il percorso sicuro a vantaggio di chi – lavoratori e turisti – lo percorre.  «Il fatto che un semplice tamponamento si trasformi in una Odissea come avvenuto domenica è inaccettabile. Sia per gli autisti sia per chi deve prestare soccorso, quindi tanto forze dell’ordine quanto sanitari. La mancanza di una terza corsia rende la Superstrada anacronistica e pericolosa. Forse è tempo – la proposta – di individuare un’altra soluzione, non alternativa ad una trasformazione in autostrada, che rimane auspicabile insieme a un eventuale futuro collegamento con la Cispadana. E parlo di rotaie. Ossia creare un collegamento ferroviario coi lidi. La stessa Regione – sottolinea la senatrice – ha lanciato l’idea della  metropolitana di superficie per collegare i lidi ravennati».  Boldrini sa bene che l’ipotesi potrebbe apparire una provocazione. «So bene però che i tempi per la realizzanda Cispasdana, per cui il dibattito  è sempre aperto, non sono brevi. Come so che ‘dibattito’ sarebbe mettendo il pedaggio sul tratto. E si perderebbero anni. Si può invece intanto avviare un confronto con Fer e il Comune di Comacchio, effettuare uno studio per valutarne fattibilità, costi, modi, tempi. Tra l’altro – chiude Boldrini – a giovarne sarebbe la sicurezza e l’aspetto ambientale, caro al territorio e al futuro dei giovani».