Boldrini su risorse piano antiviolenza

«Grande soddisfazione e l’auspicio che il prossimo Governo mantenga lo stesso livello di attenzione e sensibilità».
Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, commenta la decisione presa in sede di Conferenza Stato – Regioni di attribuire a queste ultime  20 milioni di euro per i centri antiviolenza e le case rifugio.  «E’ un passo di straordinaria importanza in un tempo in cui la cronaca ci consegna quotidianamente storie di femminicidi, che paiono non diminuire, ma aumentare.  Anche a Ferrara, come conferma la crescita di richiesta protezione da parte di vittime di violenza denunciato dal Centro Donne Giustizia. Investire su questo fronte è un atto di educazione, cultura, civiltà. Perché il fenomeno non riguarda solo chi lo subisce, o chi assiste, troppo spesso i figli, ma chiama in causa tutti». In proposito Boldrini esprime un plauso all’impegno ferrarese sul tema ad Udi, Centro Donne Giustizia, forze dell’ordine, istituzioni, che lavorano in sinergia con le scuole. «La nostra realtà è sempre in prima linea, come testimoniano le numerose iniziative messe in campo tutto l’anno. Bisogna investire in cultura, formazione, partendo dai giovani». Boldrini confida nel mantenimento, in futuro, delle risorse. «In giorni in cui si parifica il diritto all’aborto, nei 40 anni dall’entrata in vigore della legge,  alla prima forma di femminicidio, come esplicita la campagna CitizenGo, non possiamo abbassare la guardia. E questo provvedimento assume, se possibile, ancora più valore. I centri antiviolenza devono essere messi nelle condizione di funzionare bene. E di progettare percorsi».

Fibromialgia. Boldrini, depositata la proposta di legge

La proposta di legge per il riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica – di cui ricorre oggi, sabato, la giornata mondiale – è stata depositata. A confermarlo, dopo l’annuncio dei giorni scorsi al convegno nazionale dell’Aisf (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) è la senatrice Pd, Paola Boldrini.  «Non appena si insedierà il Governo e sarà nominata la commissione Affari Sociali e Sanità – anticipa la senatrice – procederò anche con una risoluzione, affinché vengano mantenuti gli impegni assunti dal Ministro uscente». L’obiettivo di Boldrini è l’inserimento della patologia nei Lea (Livelli essenziali di assistenza); l’assegnazione di un codice identificativo di patologia; la costituzione di una rete dei centri di riferimento multidisciplinari regionali, così da avere un quadro nazionale di chi ne è affetto; il raggiungimento dell’esenzione di alcune prestazioni di classe A; la promozione di ricerca e formazione. Boldrini sottolinea che colpiti sono 2 milioni di italiani – e migliaia di ferraresi – , soprattutto donne, e che si tratta di una sindrome orfana di farmaci specifici che deteriora la qualità della vita di chi ne è affetto. «A queste persone dobbiamo dare attenzione e risposte». Boldrini ricorda che il dossier contenente un Pdta (percorso diagnostico terapeutico di assistenza) consegnato lo scorso agosto alla Commissione di aggiornamento dei Lea è attualmente all’attenzione dell’Istituto Superiore di Sanità.

Boldrini su Ponte e Trenitalia

Boldrini su Ponte e Trenitalia  

«La motivazione dei possibili ritardi addotta da Trenitalia, sentita RFI, per giustificare l’indisponibilità ad aggiungere fermate nel lungo periodo dei lavori sul Ponte sul Po, fa un po’ sorridere considerando la frequenza dei ritardi in cui, proprio malgrado, si imbatte chi si muove in treno abitualmente. Posto tuttavia che non la metto in discussione, perché certamente suffragata dagli aspetti tecnici evidenziati, ossia la difficoltà di adeguare orari e coincidenze unitamente all’imminente interruzione di un binario tra Terme Euganee e Monselice, la ritengo incomprensibile. Convengo con l’assessore comunale Aldo Modonesi e con il collega Alberto Balboni che in una condizione di emergenza non ci si possa limitare a un no. In circostanze come questa, si deve fare una proposta alternativa». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, che già lo scorso 23 marzo aveva presentato al Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio un’interrogazione per avere certezza della durata dei tempi dei lavori, evidenziando i tanti disagi che ne sarebbero derivati. «Dispiace che a poche settimane dall’inizio degli interventi ci siano ancora tante incognite. Auspico che Trenitalia riveda la sua posizione. Nel frattempo – la chiosa –  concordo sulla necessità di intraprendere un’azione congiunta, di tutti noi parlamentari e delle istituzioni regionali e locali, parlando con un’unica voce. E’ quello che la popolazione interessata, i lavoratori pendolari, gli esercenti e le associazioni di categoria si aspettano da noi».  

Boldrini a convegno nazionale ‘fibromialgia’: «A breve disegno di legge»

Boldrini a convegno nazionale ‘fibromialgia’

«A breve disegno di legge»

Annunciando un imminente disegno di legge e una nuova risoluzione, si è assunta l’impegno di portare avanti la battaglia per l’inserimento della fibromialgia nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) da cui è fin qui stata esclusa perché non ancora riconosciuta come patologia cronica; per assegnare un codice identificativo di patologia, così da censire a livello nazionale i pazienti che ne sono affetti; per giungere all’esenzione di determinate prestazioni di classe A. La senatrice Pd, Paola Boldrini, domenica, a Milano, al congresso nazionale Aif (Associazione italiana sindrome fibromialgica) ha garantito il suo impegno, cominciato nella precedente legislatura come membro della Commissione Affari Sociali e Sanità, a spendersi in prima persona col prossimo Ministro della Salute. «Ho coscienza che per chi ne soffre si tratta di un riconoscimento anche morale», le sue parole di fronte a una sala gremita composta da persone provenienti da tutta Italia. Boldrini ha ripercorso l’iter fin qui compiuto negli ultimi due anni e  ha confermato  che il dossier contenente un PDTA (percorso diagnostico terapeutico di assistenza) consegnato lo scorso agosto alla Commissione di aggiornamento dei Lea è oggi all’attenzione dell’Istituto Superiore di Sanità.  «Siamo a buon punto – la chiosa – anche se l’iter non sarà breve».

Ferrara, 26 aprile, Sala Estense: “Mamma a carico”

Ferrara, 26 aprile, Sala Estense

Una serata piena di emozioni alla Sala Estense durante il monologo “Mamma a carico” interpretato dalla bravissima attrice e scrittrice Gianna Coletti. Un evento organizzato da Confartigianato Ferrara e Agire Sociale col patrocinio di Qn- Il Resto del Carlino e il Comune di Ferrara.
Gianna è riuscita a trasformare la sua personale esperienza in una pièce teatrale, arricchendola di aneddoti della madre, “una giovane ribelle” di 90 anni, e a consegnare al pubblico presente un tema importante e drammatico come quello dei caregiver.
La cura e l’assistenza continua di un familiare, spesso a carico soprattutto delle donne, devono essere punti centrali di una politica attenta al sociale.
La mia presenza vale come impegno a portare avanti questo tema nei miei programmi politici.

Politica: pausa per Mattarella, dopo nulla di fatto della presidente Senato – INT. BOLDRINI

Per la formazione di una maggioranza parlamentare che sostenga il nuovo governo, il Paese resta in attesa.

A nulla sono approdate, infatti, le consultazione della presidente del Senato, che, pure ha cercato di smussare le pregiudiziali più ostinate al “no” ad una alleanza fra M5S e CentroDestra.

Resta il no del MoVimento 5 Stelle ad un governo con l’intero Centro-destra unito, mentre la coalizione Salvini-Berlusconi-Melloni presenta qualche incrinatura tra i fedelissimi di Berlusconi e chi, come Salvini, vorrebbe rompere gli indugi. Intanto brontola anche la base del MoVimento 5 Stelle. Chi valuta come troppo lenta l’azione di Di Maio e chi ritiene Di Majo incapace di far accettare ai propri fans l’alleanza con Berlusconi.

Silenzio fra i DEM, che restano in attesa dell’’Assemblea nazionale, inizialmente in programma il 21 aprile 2018, ma rinviata a data da destinarsi. Rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo scorso, uno stallo politico di un mese e mezzo, che costa al Paese un immobilismo su diversi fronti, come dice ai microfoni di Telestense, la senatrice ferrarese del PD, Paola Boldrini.

Fonte: Telestense.it

Emergenza organici nei Pronto Soccorso, dopo l’allarme Simeu interviene la Sen. Boldrini: “serve coordinamento tra Ministeri”

Rivedere i contenuti del decreto, datato 1992, con cui di fatto è stato istituito il 118. «Va aggiornato, considerando anche l’avvenuto mutamento di tutti i profili professionali, dagli infermieri ai medici, senza trascurare la figura degli autisti soccorritori. Oggi, quando parliamo di Medicina di Emergenza e Urgenza non possiamo non tenerne conto». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, interviene sull’allarme ‘carenza organico nei Pronto Soccorso’ lanciato dalla SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza) alla Regione Emilia Romagna. «Le proposte esplicitate dalla SIMEU regionale – dettaglia la senatrice – hanno una valenza nazionale. Serve un coordinamento tra Ministeri, quindi Miur e Salute, Regioni e sigle sindacali di categoria». E se dieci sono le proposte della SIMEU, almeno tre, secondo Boldrini, sono prioritarie  e «da inserire immediatamente» nell’agenda del Governo in via di formazione: «Il riconoscimento del titolo di specialità attraverso concorsi, quindi con acquisizione sul campo e passaggio alle dipendenze dei medici oggi convenzionati; potenziamento del numero degli specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza, così da coprire il reale fabbisogno; definizione di indennità economiche, nel rispetto della meritocrazia, per quanti lavorano nei Pronto Soccorso, tenuto conto delle condizioni di forte stress e usura». Traguardi che, secondo Boldrini, andrebbero nella direzione di «combattere il precariato; rendere più appetibile per i giovani professionisti il duro lavoro all’interno dei PS; rassicurare, sul fronte delle prestazioni, i cittadini/pazienti». Con ricadute positive «sui singoli territori», quindi anche Ferrara.

Nei Pronto Soccorso dell’Emilia Romagna si registrano circa 1.800.000 accessi all’anno su 4.000.000 di abitanti (dati del 2015), cioè circa un cittadino su due ogni anno si rivolge a tali servizi. Da una rilevazione del 2018, effettuata dalla stessa Regione, sono 824 i medici che fanno fronte a questa enorme mole di lavoro nelle strutture di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Di essi risultano sottoposti a forme di contratto “precario” circa il 30%. Inoltre, allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza risulterebbe ancora una carenza di 140 medici.

Questa situazione, già fonte di notevole difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore, appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti.

A lanciare l’allarme sulla grave carenza degli organici di Pronto Soccorso è il Direttivo Emilia Romagna della SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza), che ha stilato un documento di proposte rivolte agli organi competenti della Regione Emilia Romagna. Il documento è stato condiviso con i direttori di tutti i Pronto Soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (ANAAO-CGIL-CISL-ANPO-CIMO-FIMMG ES).

La Regione e le Aziende, in risposta a queste problematiche hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse per una branca della medicina che richiede notevoli sacrifici ed appare poco remunerativa, avara di soddisfazioni, notevolmente stressante, sebbene sia non riconosciuta come attività usurante.

Il problema è profondo e rappresenta una vera emergenza che tocca aspetti essenziali di tutta l’organizzazione sanitaria. Un Sistema Sanitario Nazionale moderno, efficiente ed efficace, degno di una nazione civile avanzata, non può esistere senza una rete solida e ben strutturata dell’Emergenza-Urgenza. Ma sono ora proprio i lavoratori del settore a denunciare il rischio di implosione nel giro di pochissimo tempo.

Il documento della SIMEU dell’Emilia Romagna abbraccia in 10 punti diverse proposte che tra le altre comprendono: la programmazione delle piante organiche in base alle effettive necessità di servizio; la stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; l’allargamento delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; il riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; la valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera e la tesaurizzazione dell’esperienza di servizio, da impiegare in attività didattiche ed ottimizzazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Con le proposte avanzate, intese come base di confronto tra gli organismi preposti e le rappresentanze sindacali, SIMEU ha inteso offrire un contributo tecnico per arginare gravi problemi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere a breve servizi indispensabili per i cittadini e corretto utilizzo delle risorse sia del territorio che delle aziende ospedaliere.

Fonte: Telestense.it

Ponte sul Po, la chiusura sarà solo per quattro mesi

Accordo raggiunto tra Anas e Ati aggiudicatrice dell’appalto. Si lavorerà anche di notte a partire dal 21 maggio

I lavori del ponte sul Po dureranno solo quattro mesi. Lo assicura l’Anas, che ieri ha incontrato i responsabili dell’Ati (Associazione temporanea d’impresa) aggiudicataria dei lavori concordando un “programma ridotto che prevede, a fronte dei 224 giorni contrattualmente previsti, un periodo di chiusura del ponte di solo quattro mesi”.

Tutto questo per “ridurre al minimo i disagi all’utenza e considerata la necessità di procedere alla demolizione e rifacimento totale della soletta del ponte sul fiume Po”. Il relativo contratto con l’Ati, a queste condizioni, verrà sottoscritto prossimo il 16 aprile e successivamente si potrà procedere alla consegna dei lavori per consentire all’appaltatore di predisporre le aree di cantiere e svolgere tutte le attività propedeutiche all’avvio delle lavorazioni. Il programma dei lavori, come specificato da Anas, “potrà essere avviato subito dopo il passaggio della 13^ tappa del Giro d’Italia, quindi presumibilmente a partire dal 21 maggio”, con Anas che si farà carico dei maggiori oneri per compensare il lavoro notturno.

Si lavorerà dunque anche di notte per ridurre i tempi al minimo.

 

Per quanto riguarda il ponte sul fiume Reno, per il quale è prevista la sola demolizione e rifacimento “parziale” della soletta del ponte, Anas prevede la chiusura al transito dell’opera ai veicoli pesanti e l’istituzione di un senso unico alternato, regolato da semaforo, per i veicoli leggeri per un periodo di 4 mesi a partire dal 4 giugno.

Anas informa che “gli interventi previsti saranno condotti in ottica di collaborazione con gli enti territoriali e le Regioni interessate dalle limitazioni, con cui sono già in corso interlocuzioni per condividere le modalità operative dei lavori al fine di arrecare il minor disagio possibile alla circolazione”.

Le rassicurazioni dell’Anas sono arrivate anche sul tavolo del Ministro Delrio, al quale la parlamentare ferrarese Paola Boldrini aveva presentato un’interrogazione ponendo una domanda proprio sui tempi dei lavori , oltre a una seconda domanda, quella cioé di sondare la disponibilità di Autostrade a rendere gratuito il pedaggio tra Occhiobello e Ferrara.

Per il primo quesito, di competenza Anas, la società infatti riferito di aver elaborato una nuova ipotesi di crono programma, basata su più turni di lavoro, che avrebbe potuto consentire la riapertura al traffico della SS16 tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena con termini inferiori rispetto a quelli previsti dal contratto, salvo ulteriori approfondimenti con l’impresa appaltatrice, con la quale è stato infatti raggiunto l’accordo.

Anche il Pd Ferrara, con i circoli Pd della zona nord, si è attivato ormai da mesi, assieme all’Amministrazione comunale, presso Regione, Prefettura, Ministero dei Trasporti per mettere in campo nei confronti di Anas, azioni e interventi che limitino i disagi derivanti dai lavori sul ponte del Po tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena. Le richieste sono ormai note: dal monitoraggio dei lavori per garantire il minor disagio ai cittadini alla gratuità del pedaggio autostradale, dai tempi certi della durata del cantiere alla salvaguardia del transito ciclopedonale, fino all’aumento delle fermate dei treni alle stazioni di Pontelagoscuro e Occhiobello. “Questo – spiegano dal Pd – è quanto portiamo in tutti i tavoli istituzionali e non, ovvero quanto la nostra comunità ci ha chiesto di monitorare per raggiungere questi obiettivi, in vista anche di un’assemblea pubblica in cui comunicare a tutti i cittadini gli esiti dei prossimi incontri”.

Intanto anche il sindaco di Occhiobello, Davide Chiarioni, si è mosso per affrontare il problema e incontrerà giovedì 12 aprile, assieme all’assessore ai lavori pubblici Davide Valentini e gli altri enti, la società Autostrade per affrontare la gratuità del pedaggio nel tratto Occhiobello–Ferrara nord. Il tavolo è previsto a Bologna. “Ho esteso l’invito a partecipare agli assessori veneti Elisa De Berti e Cristiano Corazzari – anticipa il sindaco – perché possa essere unica la sede in cui avviare il confronto sulla questione più ostica, la spesa a carico dei nostri cittadini”. La settimana scorsa, il sindaco e gli assessori regionali De Berti (infrastrutture) e Corazzari (territorio) hanno stretto un fronte comune per una richiesta forte, anche rivolta al ministero delle Infrastrutture, affinché il pedaggio autostradale non sia a pagamento qualora la chiusura del ponte sia totale. Le altre ipotesi che le istituzioni hanno concordemente avanzato sono il mantenimento del passaggio ciclopedonale, fermate dei treni regionali veloci a Santa Maria Maddalena e senso unico alternato per le auto.

Fonte: Estense.com

Ponte sul Po chiuso per lavori, Anas possibilista su tempi più corti

Cantiere sul ponte sul Po: ci sono delle novità da parte di Anas, che non esclude di finire i lavori, e quindi riaprire il ponte, prima dei 4 mesi previsti per la conclusione dei lavori.

La chiusura per lavori del ponte sul Po tra Pontelagoscuro e Occhiobello, previsto dalla seconda metà di maggio e per l’estate, continua a essere al centro dell’attenzione di tanti soggetti.

Economici e politici: e proprio dalla politica è arrivata una novità. Una prima parziale risposta scritta all’interrogazione dello scorso 23 marzo da parte della senatrice ferrarese del Pd, Paola Boldrini, al Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, è giunta lunedì dall’Anas.

Due le richieste che la senatrice aveva avanzato: la prima, avere certezza dei tempi di realizzazione dei lavori di ristrutturazione del cavalcavia tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena. Anas, premesso che “il contratto di appalto è della durata di 270 giorni”, assicura che per “contenere i tempi necessari per l’esecuzione degli interventi” avrebbe “elaborato una nuova ipotesi di crono programma”, e quindi nuove tempistiche.

ponte-po-pontelagoscuroBasati su più turni di lavoro, il nuovo crono programma potrebbe consentire la riapertura al traffico della S.S. 16 tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena prima dei termini previsti dal contratto, vale a dire entro 4 mesi dalla consegna dei lavori. Una proposta – prosegue la nota – condivisa con gli Enti territoriali, che necessita, tuttavia, di ulteriori approfondimenti con l’impresa appaltatrice.

La seconda richiesta della senatrice Boldrini era sondare la disponibilità di Autostrade di rendere gratuito il pedaggio tra Occhiobello e Ferrara. E finora però, alle richieste arrivate dal territorio, la risposta da parte della società Autostrade è stata negativa

Il PD di Ferrara, intanto, con i circoli PD della zona nord, si sarebbe attivato ormai da mesi, assieme all’amministrazione comunale, in Regione, in Prefettura e al Ministero dei Trasporti per mettere in campo nei confronti di ANAS, azioni e interventi che limitino i disagi derivanti dai lavori sul ponte del Po. Come il monitoraggio dei lavori, pedaggio autostradale gratuito, salvaguardia del transito ciclopedonale, permanenza del servizio di trasporto pubblico locale, senza costi aggiuntivi per i passeggeri, e l’aumento delle fermate dei treni alle stazioni di Pontelagoscuro e Occhiobello.

 Fonte: telestense.it

Ponte su Po. Boldrini ‘interroga’ Delrio

Ponte sul Po. Un’interrogazione parlamentare a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. È quella depositata ieri (venerdì) dalla senatrice Pd, Paola Boldrini. Nel testo, esposte le preoccupazioni delle istituzioni locali e regionali per gli inevitabili disagi durante il periodo, 3/4 mesi, previsto per le opere di consolidamento dell’infrastruttura  – oltre che delle comunità interessate e delle associazioni di categoria, che temono ripercussioni per il tessuto economico  – Boldrini chiede esplicitamente di sapere “quali iniziative intenda adottare al fine di ridurre la tempistica dei lavori di ristrutturazione del calvacavia tra Pontelagoscuro e Santa Maria Maddalena e per  “ridurre i disagi di cittadini e imprese”. Accogliendo le istanze già avanzate dai consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, Boldrini sollecita il Dicastero ad intercedere con la Società  Autostrade affinché “renda gratuito il pedaggio tra Occhiobello e Ferrara Nord e viceversa, per quanti nei prossimi mesi avranno necessità di utilizzare l’autostrada per recarsi al lavoro, a scuola, negli esercizi commerciali”

7 camminata della Mimosa per la salute

Questa mattina a Porotto, nonostante la pioggia, si è svolta la 7 camminata della Mimosa per la salute.
Una bella iniziativa riuscita grazie al lavoro di tutti i volontari e gli organizzatori della camminata.
Come al solito le associazioni, gli sponsor e la comunità di Porotto rispondono sempre di fronte alle buone cause!
Il ricavato andrà alla LILT ( Lega Italiana lotta contro i tumori).

Convegno “Internazionalizzazione degli Istituiti agrari: esperienze a confronto”

Ieri al Convegno “Internazionalizzazione degli Istituiti agrari: esperienze a confronto”
organizzato dal Polo scolastico Agroalimentare Estense (Vergani e Navarra).
Istituti agrari a confronto, dove la ricerca e il sostegno alla scuola diventano un faro per l’agricoltura.
Dai campi alla tavola Ferrara fa scuola in Italia.
Alla fine cooking show sul tema della valorizzazione della dieta mediterranea.

Convegno “Medicina di genere:parliamone”

Per stemperare un po’ le tensioni del clima politico, oggi pomeriggio, nella splendida Biblioteca Nazionale di Napoli,
ho partecipato al Convegno
“Medicina di genere:parliamone” dove ho spiegato l’art.3 – Applicazione e diffusione della medicina di genere nel servizio sanitario nazionale – ora legge 3 dell’11/1/2018 (entrata in vigore il 15/2/2018).
E’ grande la soddisfazione che si prova a raccontare l’iter che ha portato all’approvazione della legge sulla medicina di genere, che ora è legge dello stato.
Ecco cosa si può ottenere facendo politica con determinazione e passione!