Paola Boldrini su slittamento obbligo Vaccini

«Lo slittamento di un anno dell’obbligo vaccinale per nidi e materne sancita in Commissione Affari Costituzionali del Senato con l’approvazione di due emendamenti di Lega e Cinque Stelle, porterà gravissime conseguenze sul fronte salute, come ho detto alla Ministra, Giulia Grillo. In nome dell’auto determinazione genitoriale e del presunto interesse del singolo, si sta mettendo a rischio la cosiddetta immunità di gregge, ossia i bambini che vivono a contatto tra loro». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della commissione Igiene e Sanità, che parla di atteggiamento superficiale, supponente, «soprattutto a pochi giorni dalla morte di due bimbe di pertosse, perché le madri non erano vaccinate». Boldrini sottolinea che «il piano vaccinale nazionale introdotto per legge nel 2017, è stato realizzato in ossequio alle linee guida dell’OMS, con l’obiettivo di raggiungere una copertura del 95%. E oltre ad avere dato buoni risultati, prevede una valutazione triennale. A salvaguardia, proprio, della sicurezza. Abbiamo dimenticato l’epidemia di morbillo del 2016-2017?». Si definisce amareggiata Boldrini: «In nome del consenso, in questo caso del popolo dei No Vax, si fanno speculazioni spacciate per esercizio di democrazia e si scardinano leggi che funzionano e danno buoni esiti. E si illudono genitori in buona fede, che pensano di fare il bene dei figli. Purtroppo, invece, a rimetterci – il monito di Boldrini – saranno piccoli e famiglie».

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http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=11369

Obbligo vaccinale. Boldrini: “Lo slittamento porterà gravissime conseguenze”

Slittamento obbligo vaccini, Boldrini (Pd): “Gravissime conseguenza sulla salute”

Fibromialgia: Governo ‘sordo’ e indifferente

Si definisce amareggiata per l’indifferenza mostrata dall’attuale Ministro della Salute, Giulia Grillo, rispetto al riconoscimento della fibromialgia (sindrome orfana di farmaci specifici di cui soffrono 2 milioni di italiani, di cui almeno 2 mila ferraresi) come malattia cronica ed invalidante. Paola Boldrini, senatrice Pd, aveva di recente sottoposto al Dicastero un’interrogazione, in cui chiedeva al Governo un impegno in tal senso. «La risposta ricevuta – commenta – ossia un elenco poco puntuale e sommario di quanto già approvato nella precedente legislatura, non conduce da nessuna parte, ci lascia fermi». «In poco tempo – sottolinea – grazie alla collaborazione con le società scientifiche, avevamo compiuto passi da gigante, fino ad arrivare alla produzione di dossier consegnati alla commissione di aggiornamento dei Lea. Sarebbe stato sufficiente portare avanti il lavoro fin qui compiuto». Il commento politico: «Il Governo Giallo Verde dovrebbe occuparsi seriamente di sanità. Due milioni di italiani, non sono un numero che ci si può permettere il lusso di sottovalutare». Boldrini, componente della commissione Igiene e Sanità,  assicura comunque la sua intenzione di non mollare. «Ho chiesto in Commissione l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare l’impatto sociale, lavorativo, relazionale della malattia. Occorre far capire quanto essa sia limitante». L’obiettivo rimane «giungere ad una prassi consolidata ed uniforme sul territorio nazionale per la presa in carico e il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica ed invalidante».

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Unife, nasce il Centro Studi per la Medicina di Genere

Nasce a Ferrara, presso l’Unife, il Centro Universitario, primo in Italia, che si occuperà di formazione, ricerca e divulgazione della Medicina di Genere. 

Per maggiori info: http://www.unife.it/primo-piano/2018/febbraio/medicina-genere

Ecco alcune immagini dell’evento:

 

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Boldrini su messa in discussione diritti

«Vivo con molta preoccupazione la messa in discussione di diritti importanti, dalle unioni civili al testamento biologico, passando per l’aborto, per cui, a quarant’anni dall’approvazione della legge, si fanno campagne ‘contro’ usando termini e immagini spesso violente. Basti pensare alla recente equiparazione dell’aborto al femminicidio da parte di CitizenGo, a Roma. O alla raccolta di firme per un referendum abrogativo in programma domani, 9 giugno, a Bologna, organizzato con veglia di preghiera dal ‘Comitato No 194’, di cui fa parte lo stesso Ministro alla Famiglia e alla Disabilità, Lorenzo Fontana, le cui posizioni sono note.  Siamo di fronte al rischio arretramento. E lo affermo come parlamentare e come donna. Le leggi servono per tutelare. La negazione della possibilità di abortire, non porterebbe all’annullamento di questa pratica, che verrebbe semplicemente ripresa in clandestinità, con conseguenze in termini sanitari. Oltre che di perdita della vita, spesso, di chi vi si sottopone. Condannare le donne che  vi ricorrono,  senza conoscerne motivazioni e storia, presumendo un loro egoismo di fondo, non è certo la strada giusta per riportare la maternità e la famiglia a valori fondanti della società. Confido che anche nella nostra città, Ferrara, sempre attenta e soprattutto attiva sul fronte dei diritti, si possa organizzare un momento di approfondimento. Così come auspico che tutto il mondo della sinistra, anche del Pd cui appartengo, con forza continui a difendere diritti acquisiti che ci rendono un Paese migliore».

Boldrini su risorse piano antiviolenza

«Grande soddisfazione e l’auspicio che il prossimo Governo mantenga lo stesso livello di attenzione e sensibilità».
Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, commenta la decisione presa in sede di Conferenza Stato – Regioni di attribuire a queste ultime  20 milioni di euro per i centri antiviolenza e le case rifugio.  «E’ un passo di straordinaria importanza in un tempo in cui la cronaca ci consegna quotidianamente storie di femminicidi, che paiono non diminuire, ma aumentare.  Anche a Ferrara, come conferma la crescita di richiesta protezione da parte di vittime di violenza denunciato dal Centro Donne Giustizia. Investire su questo fronte è un atto di educazione, cultura, civiltà. Perché il fenomeno non riguarda solo chi lo subisce, o chi assiste, troppo spesso i figli, ma chiama in causa tutti». In proposito Boldrini esprime un plauso all’impegno ferrarese sul tema ad Udi, Centro Donne Giustizia, forze dell’ordine, istituzioni, che lavorano in sinergia con le scuole. «La nostra realtà è sempre in prima linea, come testimoniano le numerose iniziative messe in campo tutto l’anno. Bisogna investire in cultura, formazione, partendo dai giovani». Boldrini confida nel mantenimento, in futuro, delle risorse. «In giorni in cui si parifica il diritto all’aborto, nei 40 anni dall’entrata in vigore della legge,  alla prima forma di femminicidio, come esplicita la campagna CitizenGo, non possiamo abbassare la guardia. E questo provvedimento assume, se possibile, ancora più valore. I centri antiviolenza devono essere messi nelle condizione di funzionare bene. E di progettare percorsi».

Emergenza organici nei Pronto Soccorso, dopo l’allarme Simeu interviene la Sen. Boldrini: “serve coordinamento tra Ministeri”

Rivedere i contenuti del decreto, datato 1992, con cui di fatto è stato istituito il 118. «Va aggiornato, considerando anche l’avvenuto mutamento di tutti i profili professionali, dagli infermieri ai medici, senza trascurare la figura degli autisti soccorritori. Oggi, quando parliamo di Medicina di Emergenza e Urgenza non possiamo non tenerne conto». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, interviene sull’allarme ‘carenza organico nei Pronto Soccorso’ lanciato dalla SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza) alla Regione Emilia Romagna. «Le proposte esplicitate dalla SIMEU regionale – dettaglia la senatrice – hanno una valenza nazionale. Serve un coordinamento tra Ministeri, quindi Miur e Salute, Regioni e sigle sindacali di categoria». E se dieci sono le proposte della SIMEU, almeno tre, secondo Boldrini, sono prioritarie  e «da inserire immediatamente» nell’agenda del Governo in via di formazione: «Il riconoscimento del titolo di specialità attraverso concorsi, quindi con acquisizione sul campo e passaggio alle dipendenze dei medici oggi convenzionati; potenziamento del numero degli specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza, così da coprire il reale fabbisogno; definizione di indennità economiche, nel rispetto della meritocrazia, per quanti lavorano nei Pronto Soccorso, tenuto conto delle condizioni di forte stress e usura». Traguardi che, secondo Boldrini, andrebbero nella direzione di «combattere il precariato; rendere più appetibile per i giovani professionisti il duro lavoro all’interno dei PS; rassicurare, sul fronte delle prestazioni, i cittadini/pazienti». Con ricadute positive «sui singoli territori», quindi anche Ferrara.

Nei Pronto Soccorso dell’Emilia Romagna si registrano circa 1.800.000 accessi all’anno su 4.000.000 di abitanti (dati del 2015), cioè circa un cittadino su due ogni anno si rivolge a tali servizi. Da una rilevazione del 2018, effettuata dalla stessa Regione, sono 824 i medici che fanno fronte a questa enorme mole di lavoro nelle strutture di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Di essi risultano sottoposti a forme di contratto “precario” circa il 30%. Inoltre, allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza risulterebbe ancora una carenza di 140 medici.

Questa situazione, già fonte di notevole difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore, appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti.

A lanciare l’allarme sulla grave carenza degli organici di Pronto Soccorso è il Direttivo Emilia Romagna della SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza), che ha stilato un documento di proposte rivolte agli organi competenti della Regione Emilia Romagna. Il documento è stato condiviso con i direttori di tutti i Pronto Soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (ANAAO-CGIL-CISL-ANPO-CIMO-FIMMG ES).

La Regione e le Aziende, in risposta a queste problematiche hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse per una branca della medicina che richiede notevoli sacrifici ed appare poco remunerativa, avara di soddisfazioni, notevolmente stressante, sebbene sia non riconosciuta come attività usurante.

Il problema è profondo e rappresenta una vera emergenza che tocca aspetti essenziali di tutta l’organizzazione sanitaria. Un Sistema Sanitario Nazionale moderno, efficiente ed efficace, degno di una nazione civile avanzata, non può esistere senza una rete solida e ben strutturata dell’Emergenza-Urgenza. Ma sono ora proprio i lavoratori del settore a denunciare il rischio di implosione nel giro di pochissimo tempo.

Il documento della SIMEU dell’Emilia Romagna abbraccia in 10 punti diverse proposte che tra le altre comprendono: la programmazione delle piante organiche in base alle effettive necessità di servizio; la stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; l’allargamento delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; il riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; la valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera e la tesaurizzazione dell’esperienza di servizio, da impiegare in attività didattiche ed ottimizzazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Con le proposte avanzate, intese come base di confronto tra gli organismi preposti e le rappresentanze sindacali, SIMEU ha inteso offrire un contributo tecnico per arginare gravi problemi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere a breve servizi indispensabili per i cittadini e corretto utilizzo delle risorse sia del territorio che delle aziende ospedaliere.

Fonte: Telestense.it

incontro con il Gruppo La Fenice Fibromialgia

#fibromialgia
Ieri ho avuto un incontro con il Gruppo La Fenice Fibromialgia. Una sindrome di cui soffrono oltre 2 milioni di italiani, orfana di farmaci specifici, che con dolori muscolari diffusi, astenia, difficoltà a compiere movimenti ordinari, riduce molto la qualità della vita di chi ne è affetto, perché porta a un progressivo isolamento dal mondo affettivo e spesso lavorativo. Finalmente, se ne comincia a parlare. Oggi è all’attenzione della commissione di aggiornamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), da cui è fin qui stata esclusa. Con sollievo di chi ne soffre. Sono stata la prima firmataria di una risoluzione presentata in Commissione Sanità e Affari Sociali, grazie a cui – come riporto nel mio rendiconto parlamentare – sono partite le audizioni delle società scientifiche – Aif (Associazione italiana sindrome fibromialgica) e Cfu (Comitato Fibromialgici uniti), che hanno poi elaborato il dossier contenente un PDTA (percorso diagnostico terapeutico di assistenza) inviato ai vertici della commissione aggiornamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Sono 31 mila, le firme di una petizione consegnate la scorsa estate al Ministero. E’ dei giorni scorsi la notizia della pubblicazione delle linee guida da parte della Regione Emilia Romagna, grazie all’impegno del consigliere regionale Pd, Paolo Calvano. I presupposti ci sono per raggiungere il traguardo. E se il mio impegno, da due anni, è continuo, il mio obiettivo triplice: assegnare un codice identificativo di patologia, così da censire a livello nazionale i pazienti cui è stata diagnosticata; inserirla tra le malattie croniche previste dai Lea; adottare misure e tempistiche per definirne la cronicità, così da garantire l’esenzione di determinate prestazioni di classe A. Sono consapevole che c’è un bisogno di riconoscimento, che è anche morale, per chi ne è affetto.

La medicina di genere è legge – Intervista all’On. Boldrini

Approvato il 22 dicembre al Senato, il disegno di legge Lorenzin contiene all’articolo 3 anche il progetto di legge sulla medicina di genere che diviene così legge dello Stato.

Prima firmataria del progetto sulla medicina di genere è la parlamentare ferrarese Paola Boldrini che ci presenta il significato di questa velocissima approvazione e le sue conseguenze sul sistema sanitario nazionale e più concretamente sulla salute dei cittadini in un’intervista rilasciata al primo appuntamento con “A tu per tu” del nuovo anno.

Sentiamo un flash dell’intervista che andrà in onda venerdì 5 gennaio alle ore 22.10 su Telestense.

Video: https://www.youtube.com/watch?v=sdMt3IIEubI&feature=youtu.be

Fonte: Telestense.it

La Medicina di genere e il progetto Unife domani a Bruxelles

Ferrara, 27 giugno.

La Medicina di genere e il progetto Unife domani  a Bruxelles    

La Medicina di genere, della cui proposta di legge è prima firmataria la deputata Pd, Paola Boldrini, membro della Commissione Affari Sociali e Sanità, e il progetto pilota ‘Genere orientato’ per le Università italiane – che ha visto l’immediato coinvolgimento dell’Ateneo ferrarese e de La Sapienza di Roma – sono approdate oggi a Bruxelles. L’europarlamentare Elena Gentile (Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti Democratici), ha infatti organizzato una conferenza sulle prassi italiane e tedesche  in cui è stato esposto il modello italiano – a relazionare la stessa Boldrini – , la cui legge è in discussione in questi giorni in Parlamento sotto forma di emendamento al DDL Lorenzin.  «Emendamento che  – sintetizza Boldrini – prevede un orientamento attento alle differenze di sesso e di genere nella ricerca, nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura, con formazione e aggiornamento del personale medico e sanitario». Con Boldrini, in rappresentanza di Unife, erano Tiziana Bellini (Pro rettrice alla Didattica per l’Area Biomedica), Roberto Manfredini (Direttore Dipartimento Scienze Mediche), Michele Rubbini (Docente Dipartimento Scienze Biomediche), Fulvia Signani (Psicologa Ausl e Docente Unife). Soddisfatta Boldrini, che ricorda come in accordo con la Conferenza nazionale permanente dei presidi di corso di laurea in Medicina e Chirurgia riunitasi lo scorso autunno, si sia decisa la partenza per l’orientamento al genere nell’anno accademico 2017-2018 (non sotto forma di cattedra, ma di contenuti in almeno un insegnamento). Una cinquantina gli Atenei aderenti. «Questo significa – il commento – che abbiamo intercettato un bisogno, in termini scientifici e culturali, che si tradurrà in una formazione per i futuri professionisti, senza necessità di colmare successive lacune». Con l’esposizione a Bruxelles, Gentile mira a realizzare un documento da proporre al Parlamento e alla Commissione Europea come per l’elaborazione di progetti europei per diffondere un approccio di genere nelle politiche per la salute degli Stati membri. «Per noi – la chiosa di Boldrini – motivo di grande orgoglio».

«Sulla cannabis terapeutica serve un accordo»

9 GIUGNO 2017

«Sulla cannabis terapeutica serve un accordo»    

«Chiediamo al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin di venire in Commissione Affari Sociali e Sanità per spiegare questa decisione, che preoccupa molti malati». L’invito, in quanto membro della stessa Commissione, è della deputata Pd, Paola Boldrini. Con decreto valido dal prossimo 18 giugno, il Dicastero ha fissato infatti a 9 euro al grammo la vendita al pubblico della cannabis terapeutica – indipendentemente dalla tipologia –  usata da molti pazienti come analgesico, antiematico, miorilassante. Un prezzo che costringerebbe i farmacisti a vendere al pubblico a un prezzo inferiore a quello di acquisto (cui va aggiunto trasporto, lavorazione). Risultato: sempre meno farmacie, in assenza di un guadagno,  lo confezionerebbero e molti pazienti sarebbero costretti a peregrinare alla ricerca delle poche che continuerebbero a produrlo, se non addirittura a rinunciarvi. E su questo punto insiste Boldrini. «Non vorremmo conseguenze negative per i malati. Questo e solo questo a noi interessa». E rimarca: «Per molte patologie si sta rivelando efficace, sono tanti i pazienti che ne traggono sollievo, con beneficio e miglioramento della qualità della loro vita. Non vorremmo si facesse un passo indietro. Bene sarebbe trovare un accordo».

Commissione Parlamentare Uranio, sopralluoghi ai poligoni nel Triveneto

Giovedì 12 gennaio e venerdì 13 una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’Uranio impoverito, si è recata nel Triveneto per svolgere sopralluoghi nel poligono militare di Cellina-Meduna, nell’ex base Nato di Monte Venda, e nel poligono di Foce Reno.

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Approfondimento 1
Approfondimento 2

Assemblea Associazione Lotta alla Talassemia di Ferrara

Oggi, alle ore 14.30, presso l’Aula n.7 dell’Ospedale S.Anna di Ferrara, si è tenuta l’Assemblea annuale dell’Associazione Lotta alla Talassemia di Ferrara.

All’incontro era presente anche l’On. Boldrini che ha commentato così: “Oggi ho partecipato all’interessante assemblea a Cona organizzata dall’Associazione ALT “Rino Vullo” (Associazione Lotta alla Talassemia) di Ferrara. La ricerca, soprattutto per i farmaci contro l’epatite C, ha fatto passi enormi per ridare speranza e aspettativa di vita migliore anche per i pazienti talassemici”.

Ecco alcune foto:

 

 

(Fonte: http://www.altferrara.it/joomla3/eventi-medici-scientifici/23-eventi-medici-scientifici/realizzati/121-16-dicembre-2016-assemblea-annuale-alt-ferrara )

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