Paola Boldrini su Rete Registro Tumori

Paola Boldrini su Rete Registro Tumori

Spera che i tempi siano maturi per una legge sull’istituzione della rete nazionale dei Registri dei Tumori iniziata dall’ARTIUM (Associazione Italiano Registro Tumori), la senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della commissione Igiene e Sanità e prima firmataria di un Ddl all’esame in questi giorni della stessa commissione, in cui si chiede che tutti i registri esistenti vengano messi in rete. Boldrini, alla luce, anche, dell’aumento dei tumori –  370 mila in più nel 2018, con maggiore frequenza di quello alle mammelle (fonte AIOM e Artium) –  parla di strumento indispensabile «per la ricerca delle cause, per la prevenzione e la cura», che permetterebbe di avere informazioni sui malati «con una suddivisione anagrafica, di genere, territoriale, per trattamenti effettuati». Ponendo l’accento, anche, sulla possibilità di misurare l’impatto dell’inquinamento ambientale sull’incidenza di patologie oncologiche. Una battaglia che la senatrice sta portando avanti dal precedente mandato. Le audizioni sono cominciate nei giorni scorsi, presente, tra gli altri, Artium. Insieme all’Associazione Europa Donna, Boldrini ha presentato la proposta di legge per istituire la giornata di sensibilizzazione del tumore al seno metastasico. E dare così voce alle pazienti – 35 mila in Italia, con possibilità di cura, non guarigione – affinché rimangano inserite nel percorso delle Breast Unit, ossia centri specializzati di tumore al seno. Evitando che le stesse debbano peregrinare per esami e terapie ma continuino a mantenere le stese opportunità di cura.

Rassegna:

Boldrini (Pd): “Tempo di fare una rete nazionale dei registri tumori”

Tumore del seno: ‘Giornata’ anche per chi non ne guarisce

Esponenti di diversi partiti politici, aderendo all’appello di Europa Donna Italia, appoggiano la richiesta dell’istituzione di una Giornata Nazionale dedicata alle donne con tumore al seno metastatico

Presentate in Senato, nell’ambito di un convegno organizzato da Europa Donna Italia, due proposte di legge depositate rispettivamente al Senato e alla Camera, che prevedono provvedimenti specifici a supporto delle donne con tumore al seno metastatico e l’istituzione, il 13 ottobre, di una Giornata nazionale dedicata a questa speciale tipologia di pazienti. “L’evento – ha commentato Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia – testimonia la capacità aggregante di un tema drammaticamente attuale. Istituire e ufficializzare una Giornata dedicata al tumore al seno metastatico sottolineerebbe l’apertura e il riconoscimento della società civile verso le 35 mila pazienti croniche italiane”.  “Porre l’attenzione al tumore metastatico, che colpisce oltre 35 mila donne, sostenendo l’istituzione di una giornata dedicata, significa dare voce a tutte le donne che nel corso della malattia invece di guarire si ritrovano a dover ripercorrerla una seconda volta – ha dichiarato Paola Boldrini, senatrice PD e prima firmataria di un disegno di legge attualmente all’esame della Commissione Sanità del Senato – noi dobbiamo reinserirle nel percorso delle Breast Unit e dare loro sostegno, oltre ad individuare per loro linee guida e modalità di sostegno specifiche”.

“C’è necessità di affrontare in modo pieno e specifico il tumore mammario metastatico. Chi vive questa esperienza chiede una maggiore attenzione, più ascolto e supporto dentro percorsi che solo le competenze trasversali dei centri specializzati di senologia (Breast Unit), da rendere una realtà concreta e capillare in tutta Italia, possono dare – ha commentato Luca Rizzo Nervo, deputato PD e primo firmatario di una proposta di legge presentata alla Camera – serve poi semplificare le procedure di accesso alle informazioni sulle tutele previste dalla legge, in ambito lavorativo primariamente, con particolare riferimento alla verifica di una piena e omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale. Per questo è il tempo di una legge che affronti in modo organico tutto questo. Per questo è bene un dibattito pubblico sul tema”.  “Istituire una giornata dedicata rappresenterebbe un momento fondamentale per far conoscere la realtà di pazienti affette da tumore al seno metastatico, malate al quarto stadio che hanno scarse possibilità di guarigione e oggi, fortunatamente, tempi più lunghi di sopravvivenza – ha commentato Doriana Sarli, deputata del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione Affari Sociali – la necessità di queste pazienti è quella di avere dei percorsi diagnostico terapeutici dedicati e protetti che possano semplificare l’accesso alle cure e per questo c’è ancora molto lavoro da fare”.

All’evento sono intervenuti anche le senatrici Isabella Rauti (Gruppo Fratelli d’Italia), Stefania Pucciarelli (Lega) e l’onorevole Dario Galli (Lega), sottosegretario allo Sviluppo economico. Uno dei principali bisogni di queste donne è proprio quello della solidarietà, per uscire dall’isolamento e superare le paure. È questo il senso dell’istituzione di una Giornata nazionale di sensibilizzazione a loro dedicata, contenuta nelle proposte di legge oggi presentate, accanto ad altre misure altrettanto fondamentali: linee guida nazionali che regolamentino il percorso clinico e assistenziale di queste pazienti, accesso facilitato e omogeneo alle terapie innovative e istituzione di un osservatorio nazionale sul tumore al seno metastatico per implementarne la conoscenza e lo studio della casistica.

Fonte: https://www.liberoquotidiano.it/news/salute/13381473/tumore-del-seno-giornata-anche-per-chi-non-ne-guarisce.html

Boldrini, interrogazione West Nile

Dare il via da subito a uno studio  per elaborare un protocollo scientifico capace di contenere il virus West Nile. E’ quanto chiede la senatrice Pd, Paola Boldrini, con un’interrogazione che sarà presentata lunedì al Ministro della Salute, Giulia Grillo. Nel testo, oltre ad evidenziare la mappa delle zone colpite, si sottolinea che ad oggi «non esiste un vaccino né una terapia ad hoc». E che l’unica forma di prevenzione consiste nella riduzione dell’esposizione al rischio di punture da zanzare. Ricordando la circolare ministeriale del 9 agosto, «per richiamare l’applicazione di tutte le misure di prevenzione, sorveglianza e controllo dell’infezione da virus West Nile previste dal Piano nazionale integrato di sorveglianza», Boldrini rimarca che l’alto numero delle vittime impone di andare oltre. «E’ fondamentale arrivare al 2019 preparati».

Rassegna stampa:

Boldrini (Pd): “Subito un protocollo per contenere il West Nile”

Vaccini, Paola Boldrini su retromarcia Lega-5 Stelle

«E’ stata una battaglia che ha portato risultati. Una vittoria della buona politica e del buon senso cui abbiamo contribuito noi parlamentari del Pd e quella parte di società civile che indipendentemente dagli orientamenti politici si è esposta in nome della salute. Un’alleanza che spero prosegua».  Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della Commissione Sanità, commenta la ‘retromarcia’ di Lega e 5 stelle sull’obbligo dei vaccini. Dopo l’audizione di martedì alla Camera, cui hanno presenziato professionisti (medici, i pediatri ed esperti dell’Istituto Superiore di Sanità), «che hanno esplicitamente parlato di messa a rischio della salute dei bambini», è stata la maggioranza di M5s-Lega a chiedere la soppressione del comma 3 dell’articolo 6 del decreto legge che prevede la proroga dell’obbligo di vaccinazione per l’iscrizione scolastica. Proroga che quindi non ci sarà. A rimanere in vigore sarà infatti la legge Lorenzin. Soddisfatta Boldrini, che sul tema era intervenuta all’indomani dello slittamento parlando di speculazione e superficialità. «In questo modo è stata messa in sicurezza famiglia, scuola, comunità. Un fronte – la chiosa – su cui come Pd abbiamo lavorato molto».

Rassegna stampa:

https://www.estense.com/?p=718001

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=11472

Paola Boldrini su slittamento obbligo Vaccini

«Lo slittamento di un anno dell’obbligo vaccinale per nidi e materne sancita in Commissione Affari Costituzionali del Senato con l’approvazione di due emendamenti di Lega e Cinque Stelle, porterà gravissime conseguenze sul fronte salute, come ho detto alla Ministra, Giulia Grillo. In nome dell’auto determinazione genitoriale e del presunto interesse del singolo, si sta mettendo a rischio la cosiddetta immunità di gregge, ossia i bambini che vivono a contatto tra loro». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, membro della commissione Igiene e Sanità, che parla di atteggiamento superficiale, supponente, «soprattutto a pochi giorni dalla morte di due bimbe di pertosse, perché le madri non erano vaccinate». Boldrini sottolinea che «il piano vaccinale nazionale introdotto per legge nel 2017, è stato realizzato in ossequio alle linee guida dell’OMS, con l’obiettivo di raggiungere una copertura del 95%. E oltre ad avere dato buoni risultati, prevede una valutazione triennale. A salvaguardia, proprio, della sicurezza. Abbiamo dimenticato l’epidemia di morbillo del 2016-2017?». Si definisce amareggiata Boldrini: «In nome del consenso, in questo caso del popolo dei No Vax, si fanno speculazioni spacciate per esercizio di democrazia e si scardinano leggi che funzionano e danno buoni esiti. E si illudono genitori in buona fede, che pensano di fare il bene dei figli. Purtroppo, invece, a rimetterci – il monito di Boldrini – saranno piccoli e famiglie».

Rassegna stampa:

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=11369

Obbligo vaccinale. Boldrini: “Lo slittamento porterà gravissime conseguenze”

Slittamento obbligo vaccini, Boldrini (Pd): “Gravissime conseguenza sulla salute”

Fibromialgia: Governo ‘sordo’ e indifferente

Si definisce amareggiata per l’indifferenza mostrata dall’attuale Ministro della Salute, Giulia Grillo, rispetto al riconoscimento della fibromialgia (sindrome orfana di farmaci specifici di cui soffrono 2 milioni di italiani, di cui almeno 2 mila ferraresi) come malattia cronica ed invalidante. Paola Boldrini, senatrice Pd, aveva di recente sottoposto al Dicastero un’interrogazione, in cui chiedeva al Governo un impegno in tal senso. «La risposta ricevuta – commenta – ossia un elenco poco puntuale e sommario di quanto già approvato nella precedente legislatura, non conduce da nessuna parte, ci lascia fermi». «In poco tempo – sottolinea – grazie alla collaborazione con le società scientifiche, avevamo compiuto passi da gigante, fino ad arrivare alla produzione di dossier consegnati alla commissione di aggiornamento dei Lea. Sarebbe stato sufficiente portare avanti il lavoro fin qui compiuto». Il commento politico: «Il Governo Giallo Verde dovrebbe occuparsi seriamente di sanità. Due milioni di italiani, non sono un numero che ci si può permettere il lusso di sottovalutare». Boldrini, componente della commissione Igiene e Sanità,  assicura comunque la sua intenzione di non mollare. «Ho chiesto in Commissione l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare l’impatto sociale, lavorativo, relazionale della malattia. Occorre far capire quanto essa sia limitante». L’obiettivo rimane «giungere ad una prassi consolidata ed uniforme sul territorio nazionale per la presa in carico e il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica ed invalidante».

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Unife, nasce il Centro Studi per la Medicina di Genere

Nasce a Ferrara, presso l’Unife, il Centro Universitario, primo in Italia, che si occuperà di formazione, ricerca e divulgazione della Medicina di Genere. 

Per maggiori info: http://www.unife.it/primo-piano/2018/febbraio/medicina-genere

Ecco alcune immagini dell’evento:

 

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Boldrini su messa in discussione diritti

«Vivo con molta preoccupazione la messa in discussione di diritti importanti, dalle unioni civili al testamento biologico, passando per l’aborto, per cui, a quarant’anni dall’approvazione della legge, si fanno campagne ‘contro’ usando termini e immagini spesso violente. Basti pensare alla recente equiparazione dell’aborto al femminicidio da parte di CitizenGo, a Roma. O alla raccolta di firme per un referendum abrogativo in programma domani, 9 giugno, a Bologna, organizzato con veglia di preghiera dal ‘Comitato No 194’, di cui fa parte lo stesso Ministro alla Famiglia e alla Disabilità, Lorenzo Fontana, le cui posizioni sono note.  Siamo di fronte al rischio arretramento. E lo affermo come parlamentare e come donna. Le leggi servono per tutelare. La negazione della possibilità di abortire, non porterebbe all’annullamento di questa pratica, che verrebbe semplicemente ripresa in clandestinità, con conseguenze in termini sanitari. Oltre che di perdita della vita, spesso, di chi vi si sottopone. Condannare le donne che  vi ricorrono,  senza conoscerne motivazioni e storia, presumendo un loro egoismo di fondo, non è certo la strada giusta per riportare la maternità e la famiglia a valori fondanti della società. Confido che anche nella nostra città, Ferrara, sempre attenta e soprattutto attiva sul fronte dei diritti, si possa organizzare un momento di approfondimento. Così come auspico che tutto il mondo della sinistra, anche del Pd cui appartengo, con forza continui a difendere diritti acquisiti che ci rendono un Paese migliore».

Boldrini su risorse piano antiviolenza

«Grande soddisfazione e l’auspicio che il prossimo Governo mantenga lo stesso livello di attenzione e sensibilità».
Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, commenta la decisione presa in sede di Conferenza Stato – Regioni di attribuire a queste ultime  20 milioni di euro per i centri antiviolenza e le case rifugio.  «E’ un passo di straordinaria importanza in un tempo in cui la cronaca ci consegna quotidianamente storie di femminicidi, che paiono non diminuire, ma aumentare.  Anche a Ferrara, come conferma la crescita di richiesta protezione da parte di vittime di violenza denunciato dal Centro Donne Giustizia. Investire su questo fronte è un atto di educazione, cultura, civiltà. Perché il fenomeno non riguarda solo chi lo subisce, o chi assiste, troppo spesso i figli, ma chiama in causa tutti». In proposito Boldrini esprime un plauso all’impegno ferrarese sul tema ad Udi, Centro Donne Giustizia, forze dell’ordine, istituzioni, che lavorano in sinergia con le scuole. «La nostra realtà è sempre in prima linea, come testimoniano le numerose iniziative messe in campo tutto l’anno. Bisogna investire in cultura, formazione, partendo dai giovani». Boldrini confida nel mantenimento, in futuro, delle risorse. «In giorni in cui si parifica il diritto all’aborto, nei 40 anni dall’entrata in vigore della legge,  alla prima forma di femminicidio, come esplicita la campagna CitizenGo, non possiamo abbassare la guardia. E questo provvedimento assume, se possibile, ancora più valore. I centri antiviolenza devono essere messi nelle condizione di funzionare bene. E di progettare percorsi».

Emergenza organici nei Pronto Soccorso, dopo l’allarme Simeu interviene la Sen. Boldrini: “serve coordinamento tra Ministeri”

Rivedere i contenuti del decreto, datato 1992, con cui di fatto è stato istituito il 118. «Va aggiornato, considerando anche l’avvenuto mutamento di tutti i profili professionali, dagli infermieri ai medici, senza trascurare la figura degli autisti soccorritori. Oggi, quando parliamo di Medicina di Emergenza e Urgenza non possiamo non tenerne conto». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, interviene sull’allarme ‘carenza organico nei Pronto Soccorso’ lanciato dalla SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza) alla Regione Emilia Romagna. «Le proposte esplicitate dalla SIMEU regionale – dettaglia la senatrice – hanno una valenza nazionale. Serve un coordinamento tra Ministeri, quindi Miur e Salute, Regioni e sigle sindacali di categoria». E se dieci sono le proposte della SIMEU, almeno tre, secondo Boldrini, sono prioritarie  e «da inserire immediatamente» nell’agenda del Governo in via di formazione: «Il riconoscimento del titolo di specialità attraverso concorsi, quindi con acquisizione sul campo e passaggio alle dipendenze dei medici oggi convenzionati; potenziamento del numero degli specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza, così da coprire il reale fabbisogno; definizione di indennità economiche, nel rispetto della meritocrazia, per quanti lavorano nei Pronto Soccorso, tenuto conto delle condizioni di forte stress e usura». Traguardi che, secondo Boldrini, andrebbero nella direzione di «combattere il precariato; rendere più appetibile per i giovani professionisti il duro lavoro all’interno dei PS; rassicurare, sul fronte delle prestazioni, i cittadini/pazienti». Con ricadute positive «sui singoli territori», quindi anche Ferrara.

Nei Pronto Soccorso dell’Emilia Romagna si registrano circa 1.800.000 accessi all’anno su 4.000.000 di abitanti (dati del 2015), cioè circa un cittadino su due ogni anno si rivolge a tali servizi. Da una rilevazione del 2018, effettuata dalla stessa Regione, sono 824 i medici che fanno fronte a questa enorme mole di lavoro nelle strutture di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Di essi risultano sottoposti a forme di contratto “precario” circa il 30%. Inoltre, allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza risulterebbe ancora una carenza di 140 medici.

Questa situazione, già fonte di notevole difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore, appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti.

A lanciare l’allarme sulla grave carenza degli organici di Pronto Soccorso è il Direttivo Emilia Romagna della SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza), che ha stilato un documento di proposte rivolte agli organi competenti della Regione Emilia Romagna. Il documento è stato condiviso con i direttori di tutti i Pronto Soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (ANAAO-CGIL-CISL-ANPO-CIMO-FIMMG ES).

La Regione e le Aziende, in risposta a queste problematiche hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse per una branca della medicina che richiede notevoli sacrifici ed appare poco remunerativa, avara di soddisfazioni, notevolmente stressante, sebbene sia non riconosciuta come attività usurante.

Il problema è profondo e rappresenta una vera emergenza che tocca aspetti essenziali di tutta l’organizzazione sanitaria. Un Sistema Sanitario Nazionale moderno, efficiente ed efficace, degno di una nazione civile avanzata, non può esistere senza una rete solida e ben strutturata dell’Emergenza-Urgenza. Ma sono ora proprio i lavoratori del settore a denunciare il rischio di implosione nel giro di pochissimo tempo.

Il documento della SIMEU dell’Emilia Romagna abbraccia in 10 punti diverse proposte che tra le altre comprendono: la programmazione delle piante organiche in base alle effettive necessità di servizio; la stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; l’allargamento delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; il riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; la valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera e la tesaurizzazione dell’esperienza di servizio, da impiegare in attività didattiche ed ottimizzazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Con le proposte avanzate, intese come base di confronto tra gli organismi preposti e le rappresentanze sindacali, SIMEU ha inteso offrire un contributo tecnico per arginare gravi problemi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere a breve servizi indispensabili per i cittadini e corretto utilizzo delle risorse sia del territorio che delle aziende ospedaliere.

Fonte: Telestense.it

incontro con il Gruppo La Fenice Fibromialgia

#fibromialgia
Ieri ho avuto un incontro con il Gruppo La Fenice Fibromialgia. Una sindrome di cui soffrono oltre 2 milioni di italiani, orfana di farmaci specifici, che con dolori muscolari diffusi, astenia, difficoltà a compiere movimenti ordinari, riduce molto la qualità della vita di chi ne è affetto, perché porta a un progressivo isolamento dal mondo affettivo e spesso lavorativo. Finalmente, se ne comincia a parlare. Oggi è all’attenzione della commissione di aggiornamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), da cui è fin qui stata esclusa. Con sollievo di chi ne soffre. Sono stata la prima firmataria di una risoluzione presentata in Commissione Sanità e Affari Sociali, grazie a cui – come riporto nel mio rendiconto parlamentare – sono partite le audizioni delle società scientifiche – Aif (Associazione italiana sindrome fibromialgica) e Cfu (Comitato Fibromialgici uniti), che hanno poi elaborato il dossier contenente un PDTA (percorso diagnostico terapeutico di assistenza) inviato ai vertici della commissione aggiornamento dei Lea (Livelli essenziali di assistenza). Sono 31 mila, le firme di una petizione consegnate la scorsa estate al Ministero. E’ dei giorni scorsi la notizia della pubblicazione delle linee guida da parte della Regione Emilia Romagna, grazie all’impegno del consigliere regionale Pd, Paolo Calvano. I presupposti ci sono per raggiungere il traguardo. E se il mio impegno, da due anni, è continuo, il mio obiettivo triplice: assegnare un codice identificativo di patologia, così da censire a livello nazionale i pazienti cui è stata diagnosticata; inserirla tra le malattie croniche previste dai Lea; adottare misure e tempistiche per definirne la cronicità, così da garantire l’esenzione di determinate prestazioni di classe A. Sono consapevole che c’è un bisogno di riconoscimento, che è anche morale, per chi ne è affetto.