Commissione Bicamerale per l’Infanzia

Nel mese di novembre sono stata nominata componente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia. La senatrice Licia Ronzulli (FI-BP) è stata scelta come Presidente, i I due vice-presidenti sono Caterina Bini (Pd) e Simone Pillon (Lega), e i Segretari, Grazia D’Angelo (M5S) e Veronica Giannone (M5S).

La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza è stata istituita dalla legge 451/1997, con compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.

In particolare, la Commissione:

  • richiede informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da pubbliche amministrazioni e da organismi che si occupano di questioni attinenti ai diritti o allo sviluppo di bambini e ragazzi;
  • favorisce lo scambio di informazioni e le sinergie con gli organismi e gli  istituti operanti in Italia e all’estero e con  le associazioni, le organizzazioni non governative e tutti gli altri soggetti operanti nell’ambito della tutela e della promozione dei diritti di minori nonché dell’affido e dell’adozione;
  • riferisce alle Camere, con cadenza almeno annuale, i risultati della propria attività;
  • formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente, in particolare per assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e in riferimento ai diritti previsti dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989;
  • esprime parere obbligatorio ai fini dell’adozione del piano nazionale di azione di interventi per la tutela  dei  diritti  e  lo  sviluppo dei soggetti in età evolutiva (il parere deve essere espresso entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dello schema di piano, decorsi i quali il piano può comunque essere adottato).

Attualmente sono in corso audizioni di esperti in materia di bullismo e cyberbullismo nell’ambito di un’indagine conoscitiva.

Link composizione Commissione: http://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/Bicamerali/v3/4-00027.htm

Boldrini interpellanza con Liliana Segre su Meis

Un’interrogazione a risposta urgente all’indirizzo del Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. È quella depositata ieri (giovedì) dalla senatrice ferrarese Pd, Paola Boldrini – prima firmataria, seguita dalla senatrice a vita, Liliana Segre, e da altri 37 colleghi Pd – per avere risposte sulla mancata destinazione dei 25 milioni di euro già messi a bilancio per l’ultimazione del Meis (Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah). Un’opera «di valore internazionale» in riferimento alla storia e alla presenza degli ebrei nel nostro Paese, «sebbene il Governo non lo voglia riconoscere o lo voglia addirittura occultare», stigmatizza Boldrini. Ripercorrendo la nascita del Museo (per legge del 2003), la senatrice rimarca come sia oggi «luogo di incontro e di scambio, apprezzato in Italia e all’estero. Un laboratorio di idee e di riflessioni aperto a tutti – si legge nel testo – che stimola il dibattito sull’ebraismo e sul dialogo tra culture». E che, si rimarca, è «stato sempre sostenuto trasversalmente dagli schieramenti politici». La giustificazione, attribuita a un ritardo  della segreteria regionale del Mibac nell’impegnare i fondi che avrebbe fatto saltare il quarto lotto dei lavori di completamento «è inaccettabile e indica sciatteria. Definisce anzi che la cultura non è considerata prioritaria». Lasciarlo a metà, secondo Boldrini e i colleghi, equivale a considerarlo solo un contenitore e non un museo di valore europeo. «Si continua a considerare la cultura un costo e una voce da tagliare. Non un asset strategico e questo conferma la mancanza sia di una visione che di acume politico», l’accusa. La richiesta: «Se si è trattato di errore, seppure ingiustificabile, i fondi cancellati devono essere subito ripristinati. E il MInistro deve dare nel merito una risposta chiara e definitiva».

Fibromialgia, adottato in Commissione Sanità il testo di legge di Boldrini

«Soddisfatta, molto, seppure la strada è ancora lunga. Ma se penso che tre anni fa fa neppure se ne parlava o quasi, oggi sono molto fiduciosa. E spero che questa notizia porti speranza agli oltre 2 milioni di fibromialgici in Italia, che attendono di essere riconosciuti come malati veri. E’ un passaggio culturale di estrema importanza». Così Paola Boldrini, capogruppo Pd nella Commissione Igiene e Sanità del Senato, commenta l’adozione del disegno di legge da lei presentato quando era membro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, per il riconoscimento della patologia, di cui anche a Ferrara soffrono migliaia di persone. Ad esserne affetti sono soprattutto donne, di età superiore ai 35 anni, ma anche uomini e bambini, che combattono ogni giorno con forti dolori e con il progressivo indurimento dei muscoli, con conseguente riduzione della capacità di compiere movimenti ordinari. «Nel Ddl – come spiega Boldrini – si mira a riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante per consentirne l’inserimento tra le patologie che danno diritto all’esenzione per le spese sanitarie sostenute». Ancora, il ddl ambisce alla individuazione sul territorio nazionale di strutture idonee alla diagnosi e alla riabilitazione. Con accanto, «centri di ricerca per lo studio della sindrome, così da favorire sia la formazione continua che l’attuazione di protocolli terapeutici». Il passo successivo sarà…

Boldrini interrogazione su nutrie

Con una interpellanza presentata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gian Marco Centinaio, la senatrice Pd, Paola Boldrini, ha accolto l’appello lanciato da Confagricoltura, secondo cui la nostra provincia patisce l’emergenza nutrie, che mette in pericolo la produzione agricola e l’incolumità degli operatori alla guida dei mezzi meccanici. Cui si aggiunge l’alterazione dell’ecosistema e la progressiva estinzione della fauna locale. Premesso che l’Emilia Romagna è stata la prima Regione a dotarsi nel 2016 di un piano regionale, dato che la legge nazionale attribuisce alle stesse Regioni la possibilità di intervenire», Boldrini invoca la destinazione di ulteriori risorse da parte del Governo.  «E’ indiscutibile sia l’impegno della polizia provinciale che dei coltivatori che dei cittadini, che si attengono tutti al piano regionale, implementato nel 2018. Tuttavia, non è sufficiente». Servono altri provvedimenti.  «In gioco – il monito della senatrice – ci sono due aspetti. Uno economico, per il danneggiamento delle produzioni, uno di sicurezza, anche idraulica». Le nutrie scavano infatti tane e gallerie compromettendo la tenuta degli argini. Di qui l’interpellanza al Ministro Centinaio per sapere «quali azioni il Governo intende assumere, anche in coordinamento tra le province interessate, per trovare una soluzione effettiva,  supportando così anche il gravoso impegno già assunto dalla nostra Regione».

Boldrini su WM Cento

Insoddisfatta della risposta e preoccupata per il settore dell’automotive in Italia. E, di conseguenza, per le sorti della VM di Cento, cui fino al 2022 è stata affidata da FCA l’evoluzione del V6 e che non dovrebbe, in questi tre anni, perdere la produzione diesel. Così si definisce la senatrice Pd, Paola Boldrini, che ha ricevuto ieri dal Ministero allo Sviluppo guidato da Luigi Di Maio la risposta all’interpellanza presentata – con firma di 23 colleghi – lo scorso novembre, in cui chiedeva l’istituzione di un tavolo per elaborare una strategia per il settore, quindi ben oltre il 2022. La senatrice parte dalla legge di Bilancio, con cui “il Governo giallo verde ha messo in campo l’ecotassa sul diesel e gli incentivi per le auto elettriche, senza avere alcuna strategia nazionale per affrontare gli impatti negativi che le misure avranno nel settore in termini  produttivi e occupazionale. “Al solito – affonda – vince l’improvvisazione”. Il vantaggio, secondo Boldrini, sarà per le produzioni estere. Nel merito dell’interrogazione, Boldrini sottolinea come il Ministero non abbia tenuto conto dell’annuncio, da parte di FCA, di revisionare il proprio piano industriale, che appunto metterebbe al ‘sicuro’ la stessa VM per un tempo limitato. E abbia definito “possibile” l’istituzione di un tavolo nazionale che dovrebbe essere invece periodico. “Siamo molto preoccupati – conclude BOldrini – e insieme a noi tutti i dipendenti del gruppo Fca e le imprese dell’indotto. E quindi anche Cento”

Boldrini su risposta interrogazione parlamentare bracconaggio

Parzialmente soddisfatta nel merito, meno nel metodo, vigile per l’attuazione. Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, si definisce di fronte alla risposta ricevuta martedì all’ interpellanza dello scorso 13 ottobre – che faceva seguito a quella del 3 luglio – all’indirizzo del Ministero della Difesa sull’istituzione di un fondo anti bracconaggio di tre milioni di euro equamente suddivisi per il 2018, il 2019, il 2020. Il sottosegretario Raffaele Volpi ha assicurato che decreto ad hoc è in corso di emanazione, fatto che Boldrini ritiene positivo, «seppure la risposta tardiva, rispetto a un problema molto sentito e più volte segnalato, anche nel nostro territorio, impone già ora di rivedere la distribuzione dei danari», essendo a 2019 inoltrato. L’auspicio della senatrice è che nell’attuazione si vada, «velocemente»,  nel solco di quanto già attuato dalla Regione Emilia Romagna e del protocollo d’intesa sottoscritto dalla stessa con Piemonte, Veneto, Lombardia. Protocollo con cui, come riportano i documenti ufficiali, si è messo a punto un primo piano di azioni per contrastare un fenomeno criminoso che sta depauperando il patrimonio ittico del Po. Il tutto con attivazione di forze dell’ordine e di polizie provinciali e locali.  «In questo modo – motiva la senatrice – non si comincerebbe da zero, si darebbe valore all’esperienza già in corso e si intraprenderebbe anche un percorso omogeneo, che andrebbe così consolidandosi». Boldrini ricorda che nel ferrarese il fenomeno del bracconaggio ittico è di grande importanza e attuare politiche mirate significa salvaguardare salute – date le condizioni igieniche precarie con cui viene praticato – e lavoro dei pescatori, trattandosi di pratica abusiva. La chiosa: «Vigilierò su tempi e contenuti del decreto».

Boldrini capogrupppo Commissione Igiene e Sanità

Capogruppo Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. E’ dei giorni scorsi la nomina della ferrarese Paola Boldrini, già membro della medesima commissione alla Camera nella precedente legislatura, che dà contenuto al nuovo ruolo opponendosi all’emendamento pentastellato in base al quale le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) sarebbero valide solo se registrate nel Comune di nascita. «Si tratta di un evidente tentativo di ostacolare l’esercizio di un diritto e di una grave lesione della libertà individuale. E questo  – rileva – quando per lo stesso sistema sanitario nazionale il riferimento è la residenza». L’emendamento prevede peraltro che le DAT arrivino direttamente al medico, eliminando di fatto la figura del fiduciario, «il cui ruolo è invece essenziale». Tranciante il giudizio di Boldrini sull’istituzione di un regolamento, da realizzare entro il prossimo 30 giugno, sulle modalità di raccolta delle Dat. Il che, oltre a creare ulteriori ritardi nell’entrata a regime della legge, fa presumere che debba essere effettuato uno ‘smistamento’ e un successivo  ‘trasloco’ dei singoli documenti. «Quando ci sono regioni e realtà, come Ferrara, in cui tutto è già stato predisposto e funziona perfettamente». La capogruppo Pd ipotizza principi di incostituzionalità per sovrapposizione delle competenze. «Si fa di tutto per limitare la libertà dei cittadini su un fronte, come quello del testamento biologico, in cui la libertà è il fondamento».

Fonte: Il Resto del Carlino

Paola Boldrini in Commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza

La senatrice Pd, Paola Boldrini, è stata nominata membro della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, la stessa che vede come Presidente Licia Ronzulli (Forza Italia) e vice Caterina Bini (Pd) e Simone Pillon (Lega). Soddisfatta si definisce la senatrice, membro anche della commissione Igiene e Sanità, che parla di continuità. «Ci sono molti punti in comune – spiega – , basti pensare al tema vaccini, che rientra nella tutela dei diritti dei minori». Tra gli obiettivi della Boldrini, creare un percorso che valorizzi tutte le risorse presenti in materia a Ferrara, dove la senatrice intende dare il via a una serie di iniziative. E mentre plaude alle leggi sul cyperbullismo e sulla protezione dei minori non accompagnati, approvate nella precedente legislatura, Boldrini ritiene che oggi si debba contrastare con forza l’incombente povertà educativa «e quindi morale». «Occuparsi di infanzia e adolescenza – rimarca – significa occuparsi anche di famiglie, di strumenti e modelli di comunicazione tra generazioni, di genitori e figli, di genitori, figli e scuola. Non sono compartimenti stagni». Sulla vicepresidenza a Pillon, contro il cui decreto sull’affido si è tenuta sabato scorso la manifestazione nazionale,  il commento è lapidario: «Direi che ha dato fin qui segni di chiusura, mai di apertura. Confido che sappia essere all’altezza del ruolo che ricopre».