Fibromialgia, adottato in Commissione Sanità il testo di legge di Boldrini

«Soddisfatta, molto, seppure la strada è ancora lunga. Ma se penso che tre anni fa fa neppure se ne parlava o quasi, oggi sono molto fiduciosa. E spero che questa notizia porti speranza agli oltre 2 milioni di fibromialgici in Italia, che attendono di essere riconosciuti come malati veri. E’ un passaggio culturale di estrema importanza». Così Paola Boldrini, capogruppo Pd nella Commissione Igiene e Sanità del Senato, commenta l’adozione del disegno di legge da lei presentato quando era membro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, per il riconoscimento della patologia, di cui anche a Ferrara soffrono migliaia di persone. Ad esserne affetti sono soprattutto donne, di età superiore ai 35 anni, ma anche uomini e bambini, che combattono ogni giorno con forti dolori e con il progressivo indurimento dei muscoli, con conseguente riduzione della capacità di compiere movimenti ordinari. «Nel Ddl – come spiega Boldrini – si mira a riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante per consentirne l’inserimento tra le patologie che danno diritto all’esenzione per le spese sanitarie sostenute». Ancora, il ddl ambisce alla individuazione sul territorio nazionale di strutture idonee alla diagnosi e alla riabilitazione. Con accanto, «centri di ricerca per lo studio della sindrome, così da favorire sia la formazione continua che l’attuazione di protocolli terapeutici». Il passo successivo sarà…

Boldrini interrogazione su nutrie

Con una interpellanza presentata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gian Marco Centinaio, la senatrice Pd, Paola Boldrini, ha accolto l’appello lanciato da Confagricoltura, secondo cui la nostra provincia patisce l’emergenza nutrie, che mette in pericolo la produzione agricola e l’incolumità degli operatori alla guida dei mezzi meccanici. Cui si aggiunge l’alterazione dell’ecosistema e la progressiva estinzione della fauna locale. Premesso che l’Emilia Romagna è stata la prima Regione a dotarsi nel 2016 di un piano regionale, dato che la legge nazionale attribuisce alle stesse Regioni la possibilità di intervenire», Boldrini invoca la destinazione di ulteriori risorse da parte del Governo.  «E’ indiscutibile sia l’impegno della polizia provinciale che dei coltivatori che dei cittadini, che si attengono tutti al piano regionale, implementato nel 2018. Tuttavia, non è sufficiente». Servono altri provvedimenti.  «In gioco – il monito della senatrice – ci sono due aspetti. Uno economico, per il danneggiamento delle produzioni, uno di sicurezza, anche idraulica». Le nutrie scavano infatti tane e gallerie compromettendo la tenuta degli argini. Di qui l’interpellanza al Ministro Centinaio per sapere «quali azioni il Governo intende assumere, anche in coordinamento tra le province interessate, per trovare una soluzione effettiva,  supportando così anche il gravoso impegno già assunto dalla nostra Regione».

Boldrini su WM Cento

Insoddisfatta della risposta e preoccupata per il settore dell’automotive in Italia. E, di conseguenza, per le sorti della VM di Cento, cui fino al 2022 è stata affidata da FCA l’evoluzione del V6 e che non dovrebbe, in questi tre anni, perdere la produzione diesel. Così si definisce la senatrice Pd, Paola Boldrini, che ha ricevuto ieri dal Ministero allo Sviluppo guidato da Luigi Di Maio la risposta all’interpellanza presentata – con firma di 23 colleghi – lo scorso novembre, in cui chiedeva l’istituzione di un tavolo per elaborare una strategia per il settore, quindi ben oltre il 2022. La senatrice parte dalla legge di Bilancio, con cui “il Governo giallo verde ha messo in campo l’ecotassa sul diesel e gli incentivi per le auto elettriche, senza avere alcuna strategia nazionale per affrontare gli impatti negativi che le misure avranno nel settore in termini  produttivi e occupazionale. “Al solito – affonda – vince l’improvvisazione”. Il vantaggio, secondo Boldrini, sarà per le produzioni estere. Nel merito dell’interrogazione, Boldrini sottolinea come il Ministero non abbia tenuto conto dell’annuncio, da parte di FCA, di revisionare il proprio piano industriale, che appunto metterebbe al ‘sicuro’ la stessa VM per un tempo limitato. E abbia definito “possibile” l’istituzione di un tavolo nazionale che dovrebbe essere invece periodico. “Siamo molto preoccupati – conclude BOldrini – e insieme a noi tutti i dipendenti del gruppo Fca e le imprese dell’indotto. E quindi anche Cento”

Boldrini su risposta interrogazione parlamentare bracconaggio

Parzialmente soddisfatta nel merito, meno nel metodo, vigile per l’attuazione. Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, si definisce di fronte alla risposta ricevuta martedì all’ interpellanza dello scorso 13 ottobre – che faceva seguito a quella del 3 luglio – all’indirizzo del Ministero della Difesa sull’istituzione di un fondo anti bracconaggio di tre milioni di euro equamente suddivisi per il 2018, il 2019, il 2020. Il sottosegretario Raffaele Volpi ha assicurato che decreto ad hoc è in corso di emanazione, fatto che Boldrini ritiene positivo, «seppure la risposta tardiva, rispetto a un problema molto sentito e più volte segnalato, anche nel nostro territorio, impone già ora di rivedere la distribuzione dei danari», essendo a 2019 inoltrato. L’auspicio della senatrice è che nell’attuazione si vada, «velocemente»,  nel solco di quanto già attuato dalla Regione Emilia Romagna e del protocollo d’intesa sottoscritto dalla stessa con Piemonte, Veneto, Lombardia. Protocollo con cui, come riportano i documenti ufficiali, si è messo a punto un primo piano di azioni per contrastare un fenomeno criminoso che sta depauperando il patrimonio ittico del Po. Il tutto con attivazione di forze dell’ordine e di polizie provinciali e locali.  «In questo modo – motiva la senatrice – non si comincerebbe da zero, si darebbe valore all’esperienza già in corso e si intraprenderebbe anche un percorso omogeneo, che andrebbe così consolidandosi». Boldrini ricorda che nel ferrarese il fenomeno del bracconaggio ittico è di grande importanza e attuare politiche mirate significa salvaguardare salute – date le condizioni igieniche precarie con cui viene praticato – e lavoro dei pescatori, trattandosi di pratica abusiva. La chiosa: «Vigilierò su tempi e contenuti del decreto».

Boldrini capogrupppo Commissione Igiene e Sanità

Capogruppo Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. E’ dei giorni scorsi la nomina della ferrarese Paola Boldrini, già membro della medesima commissione alla Camera nella precedente legislatura, che dà contenuto al nuovo ruolo opponendosi all’emendamento pentastellato in base al quale le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) sarebbero valide solo se registrate nel Comune di nascita. «Si tratta di un evidente tentativo di ostacolare l’esercizio di un diritto e di una grave lesione della libertà individuale. E questo  – rileva – quando per lo stesso sistema sanitario nazionale il riferimento è la residenza». L’emendamento prevede peraltro che le DAT arrivino direttamente al medico, eliminando di fatto la figura del fiduciario, «il cui ruolo è invece essenziale». Tranciante il giudizio di Boldrini sull’istituzione di un regolamento, da realizzare entro il prossimo 30 giugno, sulle modalità di raccolta delle Dat. Il che, oltre a creare ulteriori ritardi nell’entrata a regime della legge, fa presumere che debba essere effettuato uno ‘smistamento’ e un successivo  ‘trasloco’ dei singoli documenti. «Quando ci sono regioni e realtà, come Ferrara, in cui tutto è già stato predisposto e funziona perfettamente». La capogruppo Pd ipotizza principi di incostituzionalità per sovrapposizione delle competenze. «Si fa di tutto per limitare la libertà dei cittadini su un fronte, come quello del testamento biologico, in cui la libertà è il fondamento».

Fonte: Il Resto del Carlino

Paola Boldrini in Commissione per l’Infanzia e l’Adolescenza

La senatrice Pd, Paola Boldrini, è stata nominata membro della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza, la stessa che vede come Presidente Licia Ronzulli (Forza Italia) e vice Caterina Bini (Pd) e Simone Pillon (Lega). Soddisfatta si definisce la senatrice, membro anche della commissione Igiene e Sanità, che parla di continuità. «Ci sono molti punti in comune – spiega – , basti pensare al tema vaccini, che rientra nella tutela dei diritti dei minori». Tra gli obiettivi della Boldrini, creare un percorso che valorizzi tutte le risorse presenti in materia a Ferrara, dove la senatrice intende dare il via a una serie di iniziative. E mentre plaude alle leggi sul cyperbullismo e sulla protezione dei minori non accompagnati, approvate nella precedente legislatura, Boldrini ritiene che oggi si debba contrastare con forza l’incombente povertà educativa «e quindi morale». «Occuparsi di infanzia e adolescenza – rimarca – significa occuparsi anche di famiglie, di strumenti e modelli di comunicazione tra generazioni, di genitori e figli, di genitori, figli e scuola. Non sono compartimenti stagni». Sulla vicepresidenza a Pillon, contro il cui decreto sull’affido si è tenuta sabato scorso la manifestazione nazionale,  il commento è lapidario: «Direi che ha dato fin qui segni di chiusura, mai di apertura. Confido che sappia essere all’altezza del ruolo che ricopre».

Paola Boldrini, bocciata mozione su bando periferie

Nulla da fare. I 18 milioni di euro destinati alla riqualificazione del Nuovo Quartiere Darsena rimarranno congelati. La mozione sottoscritta, tra gli altri, dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, è stata ieri sera (martedì) respinta per voce del sottosegretario all’Economia, Massimo Garavaglia. «Siamo alla follia, nessun impegno è stato assunto», il commento di Boldrini. Tre le richieste presentate: dare seguito agli impegni assunti dal Premier Giuseppe Conte all’incontro dello scorso 11settembre in Anci, approvando un provvedimento teso a reintegrare le risorse necessarie per il finanziamento delle  96 convenzioni sospese; 2) adottare iniziative utile a supportare gli enti in questione, per completare gli iter burocratici in corso; 3) avviare un monitoraggio sullo stato di avanzamento dei singoli interventi, così da poter effettuare una efficace programmazione. Nulla di fatto. «Questo Governo non vuole prendesi nessuna responsabilità, non c’è altra lettura. In questo modo, smentisce quanto promesso dallo stesso Premier». Tanto più perché approvata è stata la mozione di Lega e 5stelle in cui si chiedeva di assumere impegni nella Legge di bilancio 2019, oltre che rimborsi per gli interventi già sostenuti. «Un modo per legittimare la marcia indietro». L’affondo: «Su Ferrara, a distanza di poco tempo, Conte è già stato smentito su questione azzerati e oggi su bando periferie. Evidentemente, al suo ruolo non corrisponde la sua autorevolezza». Boldrini evidenzia un altro aspetto che definisce «di assoluta gravità». Ai sindaci presenti in tribuna «è stata fatta togliere la fascia tricolore, come se fosse un simbolo vietato in Senato.  Una delegittimazione del ruolo dei rappresentanti di milioni di cittadini». La chiosa: «Sul bando comunque non molliamo».

Paola Boldrini su bando periferie

Il bando periferie torna in aula. Ieri (giovedì), sotto forma di question time e martedì prossimo come mozione. Entrambi sottoscritti anche dalla senatrice Pd, Paola Boldrini. E se al primo documento  – in cui si chiedeva, tra l’altro, che provvedimenti il Governo intenda adottare a supporto degli enti che nel 2017 hanno sottoscritto le convenzioni – il ministro Erika Stefani ha sommariamente risposto che la questione è «incidentalmente» di sua competenza e che forse si provvederà nella legge di bilancio –  «di cui a tutt’oggi   rileva Boldrini – , dopo i festeggiamenti sul balcone, ancora di ufficiale non si sa nulla», l’auspicio è che col voto di martedì ci sia la svolta. Ossia che i fondi già assegnati ai Comuni – a Ferrara, 18 milioni di euro per il Nuovo Quartiere Darsena’ – , congelati dal Governo fino al 2020 con emendamento inserito nel decreto MIlleproroghe, vengano resi disponibili. «Azioni di questo tipo – spiega Boldrini – tolgono la fiducia completa nelle istituzioni. In anni di risorse risicate, bloccare quelle già assegnate, rispetto alle quali sono stati fatti progetti, è inammissibile. Questo è lo stesso Governo i cui rappresentanti, anche a Ferrara, invocano continuamente la sicurezza. Che passa però anche dal contrasto al degrado e dal recupero del decoro. Con che giustificazioni Lega e 5 stelle spiegheranno ai ferraresi che la riqualificazione di una parte tanto importante della città non è più necessaria?» Boldrini, ricordando che la Sicilia ha già fatto ricorso alla Consulta, confida per martedì nel buon senso di tutti e in un ripensamento della maggioranza. «Le opere non si possono continuamente rimandare. Soprattutto con iter già in corso. E’ una situazione paradossale». L’assicurazione: «Come Pd non la faremo cadere nel dimenticatoio».

Boldrini su ‘azzerati’

«Bisogna perseverare sulla richiesta di aumento del Fondo. Non cercare altre strade, altri ‘aggiustamenti, come si vorrebbe fare con l’emendamento al decreto MIlleproroghe. In questo modo si evita solo di risolvere definitivamente il problema». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, sulla questione ‘azzerati’, dopo l’approvazione dell’emendamento presentato in Commissione Bilancio della Camera di 5Stelle e Lega, che prevede il risarcimento del 30% sulle somme riconosciute con parere favorevole nell’arbitrato. Boldrini rilancia ricordando la recente interrogazione da lei e da altri colleghi rivolta al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per sboccare il Fondo. Testo in cui non solo si sottolineava che era già stato istituito nella legge di Bilancio 2018, con una dotazione iniziale di 100 milioni di euro per il periodo 2018-2020, ma si chiedeva «di aumentarlo così da consentire ad un numero più ampio di imprese e risparmiatori l’accesso all’indennizzo». La proposta contenuta nell’emendamento, che di fatto riduce le aspettative degli interessati, secondo Boldrini, «conferma una tendenza dell’attuale Governo, che con il Premier Giuseppe Conte aveva addirittura annunciato e promesso risarcimenti completi,  all’incoerenza».

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Azzerati, scontro a tutto campo tra Lega e Pd