Aprovazione Legge Lettura e lancia ’candidatura’ Ferrara città della Lettura

Parla di «immensa soddisfazione», la senatrice Pd, Paola Boldrini, per l’approvazione, mercoledì in serata, della legge sulla promozione della lettura. Un fatto che la coinvolge come membro della commissione Infanzia e Adolescenza e anche capogruppo Pd Commissione Sanità, «perché parliamo di un provvedimento pensato soprattutto per le nuove generazioni, con un pacchetto iniziative, come i cosiddetti eventi ‘Ad alta voce’ tesi proprio a stimolare la curiosità nei più piccoli – rileva – e perché l’azione della lettura, come confermano i pareri scientifici,  stimola il cervello, continuamente messo a dura prova da sollecitazioni esterne che rischiano di fare perdere determinati automatismi». Ancora, secondo Boldrini, «è un fatto di civiltà», con una approvazione pressoché unanime, quindi senza conflittualità partitiche, che «restituisce un senso di lungimiranza all’azione politica», in un momento in cui “le biblioteche sono spesso costrette a chiudere per insufficienza di personale, perché troppo poco si investe sulle risorse umane e su un patrimonio che è di tutti”. Boldrini, che lo scorso 21 gennaio aveva promosso in Senato un incontro per presentare la legge, col coinvolgimento del mondo editoriale (oltre che, specificamente come relatore del rapporto tra potere, lettura e democrazia, dello scrittore Marcello Simoni)  ricorda che la legge si snoda su alcuni punti fondamentali: diffondere la lettura come abitudine; trattare la lettura come emergenza; incentivare fiscalmente le librerie innovative; istituire il riconoscimento di città della lettura e quindi del libro. E chissà, l’auspicio di Boldrini, che non si riesca a candidare Ferrara. 

Il turpiloquio non fa onore alla nostra città

In questi giorni il Carlino ha aperto una riflessione sul concetto di ‘moderatismo’. Un concetto che pare anni luce lontano dalla nostra città, Ferrara, agli onori della cronaca nazionale per fatti che di istituzionale hanno ben poco. Il sindaco Alan Fabbri, è chiaro, non intende smarcarsi dal comportamento del consigliere comunale oggi auto sospeso, Stefano Solaroli, come da quello del suo vicesindaco Naomo Lodi, che hanno alternato promesse e minacce. Un fatto che amareggia perché Fabbri dovrebbe ricordare di essere sindaco di tutti: Lega, destra, sinistra. E una sua presa di distanza sarebbe stata auspicabile e apprezzata. Nessuno, destra o sinistra, può riconoscersi in un linguaggio da turpiloquio. Non fa onore alla nostra città l’immagine che stiamo dando di Ferrara fuori. Io lo vivo a Roma, dove con stupore mi si chiede ogni giorno se davvero Ferrara è quella narrata dai media. E dispiace dover rispondere che si, è anche questa. La Lega è ancora forte, ha commentato il sindaco all’indomani della vittoria alle regionali di Stefano Bonaccini. Ma questo non può giustificare un abbassamento del livello di guardia. Come può Fabbri pensare di conciliare l’anima storica e artistica di Ferrara, per cui lui stesso ha dichiarato di voler candidare la città estense a capitale italiana della cultura 2021, con lo svilimento dello strumento democratico? Io credo che al di là delle parole vada recuperato buon senso, educazione, dialogo rispettoso. E non è retorica, è necessità”.
Senatrice Pd, Paola Boldrini