SALUTE MENTALE, COME RILANCIARE APPLICAZIONE DELLA LEGGE BASAGLIA

“Conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia”, rilanciando l’attualità delle linee di fondo e ulteriormente valorizzandole nell’attuale contesto costituzionale, normativo e sociale. Il disegno di legge in materia di salute mentale che ho presentato in Senato martedì 14 maggio non è un’iniziativa legislativa di revisione, ma l’obiettivo che si propone di perseguire è quello di rilanciare l’applicazione della legge 180/1978, rafforzarne i contenuti di assistenza effettiva e universale sul territorio nazionale, confermare la portata di definizioni e principi che non meritano di mutare ma, al contrario, di essere sviluppati ed estesi. La conseguenza autentica della scelta che ha compiuto il nostro Paese nel sottoscrivere e fare proprio il dettato della Convenzione, non può non mettere in campo azioni attente di vigilanza e promozione, nella concretezza della vita e del governo quotidiano, di dispositivi organizzativi, campagne culturali, risorse umane qualificate per affermare e rendere esigibili i diritti delle persone con disabilità, per sostenere le famiglie, per rendere “visibili” i gruppi sociali a maggior rischio di discriminazione, esclusione e stigmatizzazione. Si tratta di un testo al quale hanno lavorato già nella scorsa legislatura alcuni miei colleghi con il determinante contributo di numerosi esperti, professionisti, operatori, associazioni e persone che con impegno e competenza si prodigano quotidianamente per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale.

“L’obiettivo, disegnato con chiarezza, è la concreta attuazione, in tutto il territorio nazionale, di misure adeguate per garantire alle persone l’effettivo accesso alle cure, ai programmi di riabilitazione, al budget di salute, a percorsi di emancipazione, alle possibilità di ripresa riconoscendo i bisogni di ognuno e le storie singolari. Con altrettanta precisioni si definiscono le modalità organizzative dei Dipartimenti di salute mentale, dei programmi che questi devono mettere in atto per formulare programmi individuali per persone avviate a misure di sicurezza, per gestire e orientare il funzionamento delle Rems. Oggi i servizi di salute mentale versano in gravi criticità in tutto il territorio nazionale a causa dell’insufficiente applicazione dei principi e degli orientamenti fissati dalla Legge 180 (che vanno in tutto e per tutto salvaguardati e promossi), dalla non più trascurabile riduzione delle risorse, la fragilità dei centri di salute mentale, da insensati accorpamenti in macroaree dei servizi territoriali, alla assoluta incertezza delle risposte ai bisogni di cura e di crescita delle persone. Non abbiamo bisogno di disegni di legge oscurantisti che ci riportano indietro nel tempo, come è abituato a fare questa maggioranza, ma abbiamo bisogno di applicare in pienezza le buone norme esistenti.

Foto del Convegno “Un cantiere per la salute mentale” :

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/49630.htm

Contenzione in psichiatria. Una proposta di legge del PD per rendere ancora più esplicito il divieto. Nuove norme anche sui rapporti tra sanità, carceri e Rems

Si tratta del disegno di legge A.S 391, a prima firma Boldrin, presentato oggi al Senato. Il provvedimento punta a conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia” prevedendo un’ulteriore garanzia sostanziale e processuale contro la disumana pratica della contenzione meccanica nei servizi psichiatrici”. Nel testo anche norme per incrementare le relazioni e i rapporti istituzionali tra i dipartimenti di salute mentale, gli istituti di pena e le Rems. IL TESTO DEL DDL

14 MAG – Conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia”, rilanciandone l’attualità delle linee di fondoe valorizzandone ulteriormente la concreta applicazione nell’attuale contesto costituzionale, normativo e sociale.
 
È quanto si propone il disegno di legge A.S 391 della senatrice Paola Boldrini, capogruppo del Pd nella Commissione Sanità, presentato in Senato nel corso del convegno “Un cantiere per la salute mentale”. Un provvedimento che non intende cambiare o integrare il testo della legge n. 180, fatta eccezione, si legge nel testo, “per la previsione di un’ulteriore garanzia sostanziale e processuale contro la disumana pratica della contenzione meccanica nei servizi psichiatrici”. Insomma un testo che punta a rafforzare i contenuti di assistenza effettiva e universale sul territorio nazionale, confermando la portata di definizioni e princìpi della legge Basaglia “che non meritano di mutare ma, al contrario, di essere sviluppati ed estesi.
 
All’incontro, presso la  Sala Capitolare di Piazza della Minerva, hanno partecipatoil senatore Pierpaolo Sileri (M5s) presidente della commissione Sanità; la senatrice dem Tatiana Rojc; la deputata dem Elena Carnevali; Stefano Cecconi dell’Osservatorio Stop Opg;  Piero Cipriano, Forum salute mentale; Antonello D’Elia, Psichiatria Democratica; Roberto Mezzina, direttore Dsm di trieste; Gisella Trincas, presidente Unasam; Fabrizio Starace, componente Css e direttore del Dipartimento Salute mentale di Modena.

Il Ddl, che vede prima firmataria l’onorevole Boldrini con Alfieri, Cirinnà, Cucca, Grimani, Iori, Patriarca e Pittella – si compone di quattro capi e 18 articoli. “È un testo al quale hanno lavorato già nella scorsa legislatura alcuni miei colleghi – ha spiegato la senatrice democratica – con il determinante contributo di numerosi esperti, professionisti, operatori, associazioni e persone che con impegno e competenza si prodigano quotidianamente per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale”.

Il capo I (articoli 1-4) punta a svolgere e applicare i princìpi alla base della riforma del 1978,alla luce del mutato sistema di competenze amministrative tra Stato ed enti territoriali; definisce, inoltre, l’orizzonte di sviluppo dell’assistenza psichiatrica italiana, nel quadro dei più rilevanti atti di indirizzo in ambito sovranazionale e, in particolare, le risoluzioni adottate in seno all’Oms e le fonti internazionali.

Nel capo II (articoli 5-12) viene delineato il sistema dei servizi di tutela e assistenza psichiatrica sul territorio. In particolare, si disciplinano e favoriscono le forme di partecipazione e si analizzano le strutture amministrative che afferiscono al dipartimento (centri di salute mentale, strutture residenziali, i centri diurni). Esplicite disposizioni  sono inoltre dedicate al trattamento della crisi e dell’urgenza, nonché ai servizi psichiatrici di diagnosi e cura sui quali, pure, già la legge n. 180 del 1978 era tutt’altro che priva di indicazioni.

Proprio l’articolo 10 esplicita e rende ancora più nitido, anche a livello di disciplina di legge ordinaria, il divieto di praticare la contenzione meccanica in psichiatria. “Si tratta di attività illegittime e illecite cui si fa troppo sovente ricorso – sottolineano i firmatari –  talvolta in via sommersa, silenziosa e strisciante, nella rete dei servizi per l’assistenza psichiatrica. Appare innanzitutto opportuno rammentare i casi, drammaticamente assurti all’attenzione delle cronache, di decessi verificatisi dopo l’illegittimo ricorso alla contenzione nel servizio di diagnosi e cura di Vallo Lucania, in provincia di Salerno, nell’agosto 2009, e dopo un prolungato stato di contenzione nel servizio psichiatrico di diagnosi e cura nell’ospedale di Cagliari nel giugno 2006”.

Con l’articolo 12 si punta poi a incrementare le relazioni e i rapporti istituzionali integrati tra i dipartimenti di salute mentale, gli istituti di pena e le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) che hanno di recente sostituito ruolo e funzione degli Opg e delle case di cura e custodia. Obiettivo: consentire a ciascun magistrato della cognizione e di sorveglianza di poter disporre di un ventaglio di opzioni di assistenza psichiatrica per le persone con disturbo mentale che abbiano commesso un reato, adeguato e in grado di rispondere alle esigenze del singolo individuo.

Il capo III (articoli 13-16) disciplina le tecniche, i mezzi di promozione della salute psichica, (prevenzione dei disturbi mentali) e regola i rapporti del sistema di tutela della salute mentale con le università e i centri di alta formazione.

Infine il capo IV (articoli 17 e 18) fa riferimento alla disciplina della copertura finanziaria per le norme presentate nel Ddl e stabilisce l’entrata in vigore delle sue disposizioni.

“Oggi – conclude la senatrice Boldrini – i servizi di salute mentale versano in gravi criticità in tutto il territorio nazionale a causa dell’insufficiente applicazione dei principi e degli orientamenti fissati dalla Legge 180 (che vanno in tutto e per tutto salvaguardati e promossi), dalla non più trascurabile riduzione delle risorse, la fragilità dei centri di salute mentale, da insensati accorpamenti in macroaree dei servizi territoriali, alla assoluta incertezza delle risposte ai bisogni di cura e di crescita delle persone. Non abbiamo bisogno di disegni di legge oscurantisti che ci riportano indietro nel tempo, come è abituato a fare questa maggioranza, ma abbiamo bisogno di applicare in pienezza le buone norme esistenti”.

Nel corso del convegno sono stati proiettati il cortometraggio di Liliana Boranga“Io ti guardo ogni giorno, ma tu mi vedi?”, e il docufilm a cura di Erika Rossi e Piero Passaniti, “Navighiamo a vista”.

Fonte:http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=73873

SALUTE: BOLDRINI (PD), ‘SI APPROVI PRESTO LEGGE SU FIBROMIALGIA’

Roma, 12 mag. (AdnKronos) – Nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Fibromialgia, che ricorre il 12 maggio, Paola Boldrini, capogruppo Pd in Senato della Commissione Sanità, da anni promotrice dell’inserimento nei Lea della patologia – una malattia che solo nel nostro Paese colpisce circa 3 milioni di italiani, prevalentemente donne, la cui qualità della vita è ridotta per i forti dolori agli arti causati dall’irrigidimento dei muscoli – fa il punto sulla “lunga strada”, ma anche “sui passi compiuti” negli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con le associazioni di pazienti a livello nazionali che se ne occupano (Aisf E Cfu). La Commissione ha adottato il disegno di legge da Boldrini presentato ad inizio legislatura per il riconoscimento della malattia e per le disposizioni su cura, tutela sul lavoro, esenzioni per i soggetti affetti, «il che significa che non si parte da zero». Buona parte degli emendamenti presentati sono ricevibili e proprio dal 27 maggio la discussione sarà riaperta in Commissione per poi passare definitivamente in Aula al Senato e alla Camera.
“A quel punto – chiosa Boldrini – spero che da parte di tutti i parlamentari ci sia la dovuta sensibilità e attenzione e si proceda con la votazione della legge, che restituirà dignità alle persone malate”. Boldrini chiude con un riferimento alla proposta di Matteo Salvini di chiudere i negozi di cannabis. “Ricordo a Salvini che quando affronta il tema cannabis dovrebbe farlo con cognizione di causa. Molte malattie che comportano dolori cronici, come in alcuni casi la fibromialgia, richiedono l’uso di medicinali cannabinoidi regolarmente venduti nelle farmacie. Quindi additare come ‘drogata’ o ‘potenzialmente drogata’ la popolazione che ne fa uso, equivale a banalizzare”. (Mon/AdnKronos)

Giornata Mondiale Fibromialgia, Boldrini su aggiornamento ‘legge’

Nella ricorrenza, oggi (domenica 12 maggio), della Giornata Mondiale della Fibromialgia, Paola Boldrini, capogruppo Pd in Senato della Commissione Sanità, promotrice dell’inserimento nei LEA della patologia – di cui solo a Ferrara soffrono oltre 2 mila persone, prevalentemente donne, la cui qualità della vita è ridotta per i forti dolori agli arti causati dall’irrigidimento dei muscoli – fa il punto sulla «lunga strada» ma anche «sui passi compiuti» negli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con le realtà associative nazionali che se ne occupano (CFU e Aisf). La Commissione ha adottato il disegno di legge da Boldrini presentato ad inizio legislatura per il riconoscimento della malattia e per le disposizioni su cura, esenzioni e tutela sul lavoro per i soggetti affetti, «il che significa che non si parte da zero». Buona parte degli emendamenti presentati sono ricevibili e proprio dal 27 maggio la discussione sarà riaperta in Commissione per poi passare definitivamente al Senato e alla Camera. «A quel punto – la chiosa di Boldrini – spero che da parte di tutti i parlamentari ci sia la dovuta sensibilità e attenzione e si proceda con la votazione all’unanimità  della legge, che restituirà dignità alle persone malate». Boldrini chiude con un riferimento alla proposta di Matteo Salvini di chiudere i negozi di cannabis. «Ricordo a Salvini che quando affronta il tema cannabis dovrebbe farlo con cognizione di causa. Molte malattie che comportano dolori cronici, come in alcuni casi la fibromialgia, richiedono l’uso di medicinali cannabinoidi regolarmente venduti nelle farmacie. Quindi additare come ‘drogata’ o ‘potenzialmente drogata’ la popolazione che ne fa uso, equivale a banalizzare». 

Boldrini «Chi bullizza dovrebbe andare a visitare Auschwitz»

«I fatti verificatisi nella scuola media, con alunni adolescenti che hanno urlato a un compagno ebreo che quando saranno grandi faranno riaprire Auschwitz per ‘ficcarli’ tutti nei forni, fanno rabbrividire e allarmare. Siamo oltre il bullismo e oltre il razzismo. Ci impongono una riflessione tanto seria quanto celere per evitare una deriva. Non basteranno le scuse degli studenti per pacificare la questione, e neanche quelle delle famiglie, perché la leggerezza con cui è stata pronunciata la minaccia, chiamando in causa Auschwitz e i forni crematori, ci dice chiaramente che c’è inconsapevolezza della storia. Che c’è insensibilità, prepotenza. E non si possono derubricare avvenimenti di questo tipo a ragazzate. Un simile episodio è da stigmatizzare ovunque. Ferisce che avvenga in un territorio, come Ferrara, dove c’è il massimo rispetto per la cultura ebraica. Dove abbiamo realtà, come l’Istituto di Storia Contemporanea, quotidianamente impegnate nella divulgazione della ricerca, della conoscenza, con attività mirate rivolte alle scuole. Comprese le visite ai campi di concentramento, dove i giovani in questione dovrebbero andare a loro volta, per vedere coi loro occhi, per ravvedersi. A Ferrara, dove, fatto non trascurabile, c’è il Meis. È evidente che l’hate speech, il cosiddetto odio in rete, si sta diffondendo fuori dalla rete e non c’è più timore di nulla. Sta diventando incontrollato. È stato sdoganato. Sottoporrò il fatto alla commissione di cui sono membro perché l’unione di razzismo e bullismo, la loro rispettiva degenerazione, deve essere arginata».

Paola Boldrini,  membro per il Senato nella Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza

Fibromialgia, vicini all’approvazione della legge

Nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Fibromialgia, lo scorso 12 maggio, Boldrini ho fatto il punto sulla «lunga strada» ma anche «sui passi compiuti» negli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con le realtà associative nazionali che se ne occupano (CFU e Aisf), riguardo il disegno di legge sulla fibromialgia,  patologia che colpisce in Italia oltre 2 milioni di persone, prevalentemente donne, la cui qualità della vita è ridotta per i forti dolori agli arti causati dall’irrigidimento dei muscoli.

La Commissione ha adottato il disegno di legge da Boldrini presentato ad inizio legislatura per il riconoscimento della malattia e per le disposizioni su cura, esenzioni e tutela sul lavoro per i soggetti affetti, «il che significa che non si parte da zero». Buona parte degli emendamenti presentati sono ricevibili e proprio dal 27 maggio la discussione sarà riaperta in Commissione per poi passare definitivamente al Senato e alla Camera. A quel punto la speranza è che da parte di tutti i parlamentari ci sia la dovuta sensibilità e attenzione e si proceda con la votazione all’unanimità della legge. 

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/49450.htm

Cispadana: Il Governo si assuma la responsabilità della convenzione

Sulla questione Cispadana, che continua a vedere la contrapposizione di Regione e pentastellati, sono intervenuta sui media, nel rivendicare la necessità dell’infrastruttura, ricordando che già a luglio 2018  avevo depositato una interpellanza – rimasta senza risposta – al Ministro pentastellato Danilo Toninelli. Ho ribadito che a chiedere l’opera sono gli imprenditori e le associazioni di categoria, che la reputano indispensabile per lo sviluppo del territorio. Ai 5 Stelle, che in risposta alla volontà della Regione di iniziare i lavori nel 2020 – grazie ad un potenziamento delle risorse – perseverano nella volontà di trasformare il progetto autostradale in percorso a scorrimento veloce», non posso che imputare la costante volontà di fare passi indietro su progetti importanti. Di qui la sollecitazione al Governo ad assumersi la responsabilità di sottoscrivere il rinnovo della convenzione con Autostrada del Brennero. 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1070157

Cispadana: Il Governo si assuma la responsabilità della convenzione

Sulla questione Cispadana interviene la senatrice Pd, Paola Boldrini, che già lo scorso luglio aveva depositato una interpellanza – rimasta senza risposta – al Ministro pentastellato Danilo Toninelli, rivendicando la necessità dell’infrastruttura, «chiesta dagli imprenditori e dalle associazioni di categoria e indispensabile per lo sviluppo del territorio». Ai 5 Stelle, che in risposta alla volontà della Regione di iniziare i lavori nel 2020 – grazie ad un potenziamento delle risorse – «perseverano nella volontà di snaturare il progetto trasformandolo in una strada a scorrimento veloce», Boldrini imputa «la costante volontà di fare passi indietro su progetti importanti». In conclusione, la senatrice afferma che «questo comportamento porterà solo a procrastinare ulteriormente l’opera, oggi  a buon punto,  grazie a impegni importanti assunti della Regione. È tempo che il Governo si assuma la responsabilità di sottoscrivere il rinnovo della convenzione con Autostrada del Brennero. Si sta penalizzando il territorio e fermando il Paese».

Aggravante spaccio, educare i ragazzi ma anche le famiglie

«La sentenza bolognese che riconosce come aggravante lo spaccio di droga nella zona universitaria, ha certamente un peso e un senso per quanto riguarda il contrasto. Come riconosciuto da Questura e Arma dei Carabinieri, che sul territorio stanno facendo operazioni di indiscusso valore, la lotta va compiuta anche sulla prevenzione, che non significa solo ‘educazione’ ai giovanissimi, ma ‘anche’ ai giovanissimi, insieme a famiglie e docenti. Quindi su più fronti, tutti correlati: dipendenza da Internet e da droga, cyber bullismo e bullismo. Un esempio? Un adolescente che denuncia lo spaccio e il consumo di droga o atti di bullismo o cyberbullismo spesso diventa vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei. Un altro? Altrettanto spesso genitori e insegnanti, per ignoranza delle nuove tecnologie, non hanno coscienza del ‘traffico’ che si sviluppa nei cellulari di figli e alunni dipendenti dallo smartphone. Aggiungiamo che assumono sostanze stupefacenti senza sottovalutandone le conseguenze. Sono gli stessi esperti a rivelare che le cosiddette droghe leggere, del tipo hashish e marijuana, sono ‘tagliate’ in maniera diversa da un tempo e provocano gravi effetti collaterali. Non a caso sono sempre più frequenti gli accessi di minorenni ai pronto soccorso pediatrici. Ecco perché serve una informazione rivolta anche a famiglie e insegnanti su mondo delle droghe e del web. I genitori devono certamente denunciare senza vergogna situazioni di disagio, e bene vanno le campagne di sensibilizzazione in questa direzione. Bisogna tuttavia intervenire parallelamente, dando loro l’opportunità di avere un quadro, di presidiare davvero e di parlare coi figli.  Vanno offerti loro gli strumenti, senza che siano loro a cercare servizi, che pure non mancano e sono di alto livello, come confermano i numerosi sportelli presenti anche sul nostro territorio.   E’ auspicabile la vicinanza tra forze dell’ordine, polizia postale compresa, scuola, famiglia. Ma bisogna rendere più semplice l’accesso all’informazione che diventa conoscenza, cultura, prevenzione. Con benefici anche per il contrasto.

A questo, in commissione, sto lavorando».  

Paola Boldrini, membro per il Senato nella Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza

Spaccio, educare i ragazzi ma anche le famiglie

«La sentenza bolognese che riconosce come aggravante lo spaccio di droga nella zona universitaria, ha certamente un peso e un senso per quanto riguarda il contrasto. Come riconosciuto da Questura e Arma dei Carabinieri, che sul territorio stanno facendo operazioni di indiscusso valore, la lotta va compiuta anche sulla prevenzione, che non significa solo ‘educazione’ ai giovanissimi, ma ‘anche’ ai giovanissimi, insieme a famiglie e docenti. Quindi su più fronti, tutti correlati: dipendenza da Internet e da droga, cyber bullismo e bullismo. Un esempio? Un adolescente che denuncia lo spaccio e il consumo di droga spesso diventa vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei. Un altro? Altrettanto spesso genitori e insegnanti, per ignoranza delle nuove tecnologie, non hanno coscienza del ‘traffico’ che si sviluppa nei cellulari di figli e alunni dipendenti dallo smartphone. Aggiungiamo che assumono sostanze stupefacenti ignorandone le conseguenze. Sono gli stessi esperti a rivelare che le cosiddette droghe leggere, del tipo hashish e marijuana, sono ‘tagliate in maniera diversa da un tempo e provocano gravi effetti collaterali. Non a caso sono sempre più frequenti gli accessi di minorenni ai pronto soccorso pediatrici. Ecco perché serve una informazione rivolta anche a famiglie e insegnanti su mondo delle droghe e del web. I genitori devono certamente denunciare senza vergogna situazioni di disagio, e bene vanno le campagne di sensibilizzazione in questa direzione. Bisogna tuttavia intervenire parallelamente, dando loro l’opportunità di avere un quadro, di presidiare davvero. Vanno offerti loro gli strumenti, senza che siano loro a cercare servizi, che pure non mancano e sono di alto livello, come confermano i numerosi sportelli presenti anche sul nostro territorio.   E’ auspicabile la vicinanza tra forze dell’ordine, polizia postale compresa, scuola, famiglia. Ma bisogna rendere più semplice l’accesso all’informazione che diventa conoscenza, cultura, prevenzione. Con benefici anche per il contrasto. A questo, in commissione, sto lavorando». 

Paola Boldrini,

membro Commissione Infanzia e Minori in Senato

Boldrini, legge sul pane, incontro con associazioni di categoria

Potrebbe parlare ‘ferrarese’ la nuova legge sul pane. Accogliere sollecitazioni utili a licenziare in maniera definitiva e in tempi brevi la legge nazionale (169) sul pane, è stato infatti l’obiettivo dell’incontro tenutosi sabato e voluto dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, come membro della Commissione  Sanità, e dal collega Mino Taricco, Capogruppo Pd in Commissione Agricoltura in Senato, con le associazioni di categoria. «Confronti come questo sono utili affinché la legge risponda alle esigenze delle imprese e dei consumatori», ha puntualizzato Taricco, che ne ha declinato i punti cardine in termini di formazione, prodotti e produzione, tutela della qualità, utilizzo di tecnologie sempre più spinte, filiera. E definizioni: ossia pane fresco, conservato, confezionato. Unanime, da parte delle associazioni, la richiesta di trasparenza e semplicità. In ordine di intervento. Confartigianato: evitare che le sanzioni si trasformino in orpello burocratico. Mettere il consumatore nella condizione di scegliere anche in virtù della tracciabilità. Confesercenti: specificare la provenienza dei prodotti e incentivare l’utilizzo di quelli italiani, a cominciare dalle farine. Decidere cosa fare delle giacenze, dato che il pane non può essere venduto il giorno dopo. CNA: attenzione a non ampliare troppo le definizioni. Le regole devono essere precise, basilari, concise. Ascom: Immediatezza nell’interpretazione delle cosiddette etichette e nel ciclo produttivo, effettuato in sicurezza. Entro dieci giorni (il 2 aprile, scade il termine per la presentazione degli emendamenti) le associazioni invieranno le loro sollecitazioni scritte alla Boldrini, che ha definito l’incontro fruttuoso «per giungere ad una sintesi che tenga conto di tutte le esigenze».  I presenti. Per Confartigianato, Giuseppe Vancini, Guido Montanari, Riccardo Mantovani. Ascom: Massimo Ravaioli. Per Confesercenti: Alessandro Orsatti e Olindo Vassalli. Per CNA: Luca Grandini, Laura Salami.