Boldrini, Mercatone Uno, interrogazione sui clienti

Cosa ne sarà dei danari spesi dai clienti del Marcatone Uno? Ossia dei cittadini che hanno fatto ordini e sono in attesa della merce? E’ quel che chiede la senatrice Pd, Paola Boldrini, prima firmataria di una interrogazione presentata venerdì all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio. Premesso dunque che il fallimento del colosso ha avuto ripercussioni non solo sui lavoratori, ma anche sugli acquirenti che hanno effettuato pagamenti, «spesso attraverso finanziamenti», per cui stanno continuando a pagare rate; che stanno valutando l’ipotesi di una class action per fare rivalere i propri diritti, Boldrini e i colleghi sottoscrittori chiedono al titolare del Dicastero se non ritenga «doveroso occuparsi», parallelamente alle misure di tutela per i dipendenti che dall’oggi al domani si sono ritrovati senza lavoro, «dei cittadini che, in un rapporto fiduciario – rimarca Boldrini – hanno fatto acquisti allo stesso Mercatone Uno». E aggiunge: «E questo mentre probabilmente i vertici già conoscevano quelle che sarebbero state le sorti del brand».

Boldrini, interrogazione Mercatone Uno

Un’interrogazione al Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, con risposta in Commissione Lavoro e Previdenza Sociale per sapere quali «iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la salvaguardia dei circa 1800 lavoratori coinvolti dalla chiusura dei 55 punti vendita del Mercatone Uno, presenti in tutta Italia», tra cui 3 anche nella provincia di Ferrara. E’ quella presentata ieri (martedì), dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, dal collega Edoardo Patriarca e sottoscritta altri senatori Pd. Partendo dalle modalità di comunicazione del fallimento del colosso ai dipendenti via Fb; ricordando che pur essendo la Shernong Holding già dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con sentenza del maggio 2018, si è comunque aggiudicata – grazie al riscontro positivo del Comitato di Vigilanza del Mise –  il Mercatone Uno (finito nel 2015  in amministrazione controllata); ribadendo la ‘gestione’ complicata, tra difficoltà di pagamento dei fornitori, fuga dei soci e recente annuncio ai sindacati di potenziali investitori, Boldrini e Patriarca denunciano di fatto il tardivo intervento del MISE e la poca vigilanza sull’attività della Shernon Holding Srl. «C’erano tutti gli elementi per evitare che la situazione non solo non degenerasse, ma addirittura non avesse inizio – il commento lapidario di Boldrini – . Spero che il Ministro abbia un piano B, veloce e rassicurante. E’ inammissibile che un lavoratore apprenda della propria sorte dai social, senza avere strumenti per affrontare la situazione. Pretendiamo – il monito – una risposta».

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