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Boldrini capogrupppo Commissione Igiene e Sanità

Capogruppo Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. E’ dei giorni scorsi la nomina della ferrarese Paola Boldrini, già membro della medesima commissione alla Camera nella precedente legislatura, che dà contenuto al nuovo ruolo opponendosi all’emendamento pentastellato in base al quale le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) sarebbero valide solo se registrate nel Comune di nascita. «Si tratta di un evidente tentativo di ostacolare l’esercizio di un diritto e di una grave lesione della libertà individuale. E questo  – rileva – quando per lo stesso sistema sanitario nazionale il riferimento è la residenza». L’emendamento prevede peraltro che le DAT arrivino direttamente al medico, eliminando di fatto la figura del fiduciario, «il cui ruolo è invece essenziale». Tranciante il giudizio di Boldrini sull’istituzione di un regolamento, da realizzare entro il prossimo 30 giugno, sulle modalità di raccolta delle Dat. Il che, oltre a creare ulteriori ritardi nell’entrata a regime della legge, fa presumere che debba essere effettuato uno ‘smistamento’ e un successivo  ‘trasloco’ dei singoli documenti. «Quando ci sono regioni e realtà, come Ferrara, in cui tutto è già stato predisposto e funziona perfettamente». La capogruppo Pd ipotizza principi di incostituzionalità per sovrapposizione delle competenze. «Si fa di tutto per limitare la libertà dei cittadini su un fronte, come quello del testamento biologico, in cui la libertà è il fondamento».

Fonte: Il Resto del Carlino

Boldrini, legge sul pane, incontro con associazioni di categoria

Potrebbe parlare ‘ferrarese’ la nuova legge sul pane. Accogliere sollecitazioni utili a licenziare in maniera definitiva e in tempi brevi la legge nazionale (169) sul pane, è stato infatti l’obiettivo dell’incontro tenutosi sabato e voluto dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, come membro della Commissione  Sanità, e dal collega Mino Taricco, Capogruppo Pd in Commissione Agricoltura in Senato, con le associazioni di categoria. «Confronti come questo sono utili affinché la legge risponda alle esigenze delle imprese e dei consumatori», ha puntualizzato Taricco, che ne ha declinato i punti cardine in termini di formazione, prodotti e produzione, tutela della qualità, utilizzo di tecnologie sempre più spinte, filiera. E definizioni: ossia pane fresco, conservato, confezionato. Unanime, da parte delle associazioni, la richiesta di trasparenza e semplicità. In ordine di intervento. Confartigianato: evitare che le sanzioni si trasformino in orpello burocratico. Mettere il consumatore nella condizione di scegliere anche in virtù della tracciabilità. Confesercenti: specificare la provenienza dei prodotti e incentivare l’utilizzo di quelli italiani, a cominciare dalle farine. Decidere cosa fare delle giacenze, dato che il pane non può essere venduto il giorno dopo. CNA: attenzione a non ampliare troppo le definizioni. Le regole devono essere precise, basilari, concise. Ascom: Immediatezza nell’interpretazione delle cosiddette etichette e nel ciclo produttivo, effettuato in sicurezza. Entro dieci giorni (il 2 aprile, scade il termine per la presentazione degli emendamenti) le associazioni invieranno le loro sollecitazioni scritte alla Boldrini, che ha definito l’incontro fruttuoso «per giungere ad una sintesi che tenga conto di tutte le esigenze».  I presenti. Per Confartigianato, Giuseppe Vancini, Guido Montanari, Riccardo Mantovani. Ascom: Massimo Ravaioli. Per Confesercenti: Alessandro Orsatti e Olindo Vassalli. Per CNA: Luca Grandini, Laura Salami.

Paola Boldrini su Rete Registro Tumori

In quanto prima firmataria di un DDL presentato in Commissione in cui si chiedeva che tutti i registri esistenti fossero messi in rete, Paola Boldrini, capogruppo Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato, si definisce «molto soddisfatta» per l’approvazione definitiva –  col via libera della Camera –  della legge (8 articoli) che istituisce la rete nazionale dei Registri dei Tumori. «Inglobando così quelli regionali già esistenti». Una lotta iniziata dall’AIRTUM di cui Boldrini si era fatta portavoce nella scorsa legislatura, inserendola da programma ufficialmente presentato tra gli obiettivi del mandato attuale. «E’ un grandissimo passo in avanti per il Paese – commenta – tanto più considerando l’aumento dei casi di tumore cui assistiamo  (370 mila in più nel 2018, con maggiore frequenza di quello alle mammelle, fonte AIOM e AIRTUM). E’ uno strumento indispensabile per la ricerca delle cause, per la prevenzione e la cura». E dettaglia: «Si potranno infatti avere informazioni sui malati con una suddivisione anagrafica, di genere, territoriale, per trattamenti effettuati. Oltre che misurare l’impatto dell’inquinamento ambientale sull’incidenza di patologie oncologiche». Poi, una considerazione politica. «Dell’approvazione si sono intestati tutto il merito, come ormai da prassi, i 5 Stelle, nonostante sia nella precedente legislatura che in questa io avessi collaborato alla redazione del testo finale. Mi fa piacere che se ne siano occupati per fare approvare definitivamente la legge, perché gli esiti positivi saranno sulla popolazione. Ed è questo il senso dell’essere in Parlamento. Tuttavia – il rilievo – credo che avrebbero fatto miglior figura a riconoscere di aver condiviso questa lotta. Sarebbe stato un atto di onestà davvero apprezzabile. Tanto più che parliamo di salute»

“Come le donne diventeranno libere” : in un libro la storia della rivista di Rina Melli


“Come le donne diventeranno libere” è il titolo dell’appuntamento di venerdì 15 marzo 2019 alle 17.30 alla Biblioteca Aldo Luppi di Porotto (via Arginone 320, Ferrara). In questa occasione verrà infatti presentato il libro di Susanna Garuti con questo titolo (Editrice Socialmente, Bologna, 2018) dedicato a “Socialismo ed emancipazione nel giornale della ferrarese Rina Melli: Eva (1901-1903)”.
Dialogheranno con l’autrice la senatrice Paola Boldrini, l’assessora comunale alla Pubblica istruzione Cristina Corazzari e la rappresentante Udi Ferrara Mariella Michelini.
L’attività rientra nel calendario delle iniziative organizzate tra Ferrara e provincia in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna.

LA SCHEDA a cura degli organizzatori – Partendo dal libro “Come le donne diventeranno libere. Socialismo ed emancipazione nel giornale della ferrarese Rina Melli: Eva (1901-1903)”, dedicato alla vita e all’attività della giornalista e sindacalista ferrarese Rina Melli (Ferrara 1882 – Pavia 1958), e al suo giornale Eva (1901-1903), il primo periodico di propaganda socialista pensato esclusivamente per le donne, ci si confronterà sul ruolo della donna oggi in campo politico, sindacale e nel mondo dell’informazione.
Attivista del Partito Socialista di Ferrara e sindacalista negli anni degli scioperi agrari tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, organizzatrice di leghe bracciantili, Rina Melli si conquistò un ruolo di primo piano per il grande contributo che diede alla causa del socialismo. Nata in una famiglia della borghesia ebraica di Ferrara, giovanissima abbandona il tetto paterno per unirsi con matrimonio civile a Paolo Maranini, dirigente del partito e giornalista. Rina Melli collaborò con diverse testate giornalistiche tra cui il Popolo di Cesare Battisti e La Difesa delle Lavoratrici, fondata da Anna Kuliscioff. Alla sua intensa attività di propaganda e come conferenziera, affiancò Eva, “il giornale delle donne del popolo” come amava definirlo, un giornale per l’educazione delle donne alla lotta di classe, all’organizzazione proletaria e per le conquiste del mondo del lavoro. Rina Melli fu senza dubbio tra quelle “donne nuove, spesso dimenticate dalla storia, che coraggiosamente affrontarono l’emancipazione femminile, con passione e perseveranza, votate a cambiare la società per un avvenire migliore.
Per info: biblioteca Aldo Luppi, via Arginone 320, Ferrara, tel. 0532 731957, email bibl.porotto@comune.fe.it


Fonte: http://www.cronacacomune.it/notizie/35929/come-le-donne-diventeranno-libere-un-libro-la-storia-della-rivista-di-rina-melli.html#null

Commissione Bicamerale per l’Infanzia

Nel mese di novembre sono stata nominata componente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia. La senatrice Licia Ronzulli (FI-BP) è stata scelta come Presidente, i I due vice-presidenti sono Caterina Bini (Pd) e Simone Pillon (Lega), e i Segretari, Grazia D’Angelo (M5S) e Veronica Giannone (M5S).

La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza è stata istituita dalla legge 451/1997, con compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativi ai diritti e allo sviluppo dei soggetti in età evolutiva.

In particolare, la Commissione:

  • richiede informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da pubbliche amministrazioni e da organismi che si occupano di questioni attinenti ai diritti o allo sviluppo di bambini e ragazzi;
  • favorisce lo scambio di informazioni e le sinergie con gli organismi e gli  istituti operanti in Italia e all’estero e con  le associazioni, le organizzazioni non governative e tutti gli altri soggetti operanti nell’ambito della tutela e della promozione dei diritti di minori nonché dell’affido e dell’adozione;
  • riferisce alle Camere, con cadenza almeno annuale, i risultati della propria attività;
  • formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente, in particolare per assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e in riferimento ai diritti previsti dalla Convenzione ONU sui diritti del fanciullo del 1989;
  • esprime parere obbligatorio ai fini dell’adozione del piano nazionale di azione di interventi per la tutela  dei  diritti  e  lo  sviluppo dei soggetti in età evolutiva (il parere deve essere espresso entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dello schema di piano, decorsi i quali il piano può comunque essere adottato).

Attualmente sono in corso audizioni di esperti in materia di bullismo e cyberbullismo nell’ambito di un’indagine conoscitiva.

Link composizione Commissione: http://www.parlamento.it/leg/18/BGT/Schede/Bicamerali/v3/4-00027.htm

Boldrini interpellanza con Liliana Segre su Meis

Un’interrogazione a risposta urgente all’indirizzo del Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. È quella depositata ieri (giovedì) dalla senatrice ferrarese Pd, Paola Boldrini – prima firmataria, seguita dalla senatrice a vita, Liliana Segre, e da altri 37 colleghi Pd – per avere risposte sulla mancata destinazione dei 25 milioni di euro già messi a bilancio per l’ultimazione del Meis (Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah). Un’opera «di valore internazionale» in riferimento alla storia e alla presenza degli ebrei nel nostro Paese, «sebbene il Governo non lo voglia riconoscere o lo voglia addirittura occultare», stigmatizza Boldrini. Ripercorrendo la nascita del Museo (per legge del 2003), la senatrice rimarca come sia oggi «luogo di incontro e di scambio, apprezzato in Italia e all’estero. Un laboratorio di idee e di riflessioni aperto a tutti – si legge nel testo – che stimola il dibattito sull’ebraismo e sul dialogo tra culture». E che, si rimarca, è «stato sempre sostenuto trasversalmente dagli schieramenti politici». La giustificazione, attribuita a un ritardo  della segreteria regionale del Mibac nell’impegnare i fondi che avrebbe fatto saltare il quarto lotto dei lavori di completamento «è inaccettabile e indica sciatteria. Definisce anzi che la cultura non è considerata prioritaria». Lasciarlo a metà, secondo Boldrini e i colleghi, equivale a considerarlo solo un contenitore e non un museo di valore europeo. «Si continua a considerare la cultura un costo e una voce da tagliare. Non un asset strategico e questo conferma la mancanza sia di una visione che di acume politico», l’accusa. La richiesta: «Se si è trattato di errore, seppure ingiustificabile, i fondi cancellati devono essere subito ripristinati. E il MInistro deve dare nel merito una risposta chiara e definitiva».

Fibromialgia, adottato in Commissione Sanità il testo di legge di Boldrini

«Soddisfatta, molto, seppure la strada è ancora lunga. Ma se penso che tre anni fa fa neppure se ne parlava o quasi, oggi sono molto fiduciosa. E spero che questa notizia porti speranza agli oltre 2 milioni di fibromialgici in Italia, che attendono di essere riconosciuti come malati veri. E’ un passaggio culturale di estrema importanza». Così Paola Boldrini, capogruppo Pd nella Commissione Igiene e Sanità del Senato, commenta l’adozione del disegno di legge da lei presentato quando era membro della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera, per il riconoscimento della patologia, di cui anche a Ferrara soffrono migliaia di persone. Ad esserne affetti sono soprattutto donne, di età superiore ai 35 anni, ma anche uomini e bambini, che combattono ogni giorno con forti dolori e con il progressivo indurimento dei muscoli, con conseguente riduzione della capacità di compiere movimenti ordinari. «Nel Ddl – come spiega Boldrini – si mira a riconoscere la fibromialgia come malattia invalidante per consentirne l’inserimento tra le patologie che danno diritto all’esenzione per le spese sanitarie sostenute». Ancora, il ddl ambisce alla individuazione sul territorio nazionale di strutture idonee alla diagnosi e alla riabilitazione. Con accanto, «centri di ricerca per lo studio della sindrome, così da favorire sia la formazione continua che l’attuazione di protocolli terapeutici». Il passo successivo sarà…

Boldrini interrogazione su nutrie

Con una interpellanza presentata al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gian Marco Centinaio, la senatrice Pd, Paola Boldrini, ha accolto l’appello lanciato da Confagricoltura, secondo cui la nostra provincia patisce l’emergenza nutrie, che mette in pericolo la produzione agricola e l’incolumità degli operatori alla guida dei mezzi meccanici. Cui si aggiunge l’alterazione dell’ecosistema e la progressiva estinzione della fauna locale. Premesso che l’Emilia Romagna è stata la prima Regione a dotarsi nel 2016 di un piano regionale, dato che la legge nazionale attribuisce alle stesse Regioni la possibilità di intervenire», Boldrini invoca la destinazione di ulteriori risorse da parte del Governo.  «E’ indiscutibile sia l’impegno della polizia provinciale che dei coltivatori che dei cittadini, che si attengono tutti al piano regionale, implementato nel 2018. Tuttavia, non è sufficiente». Servono altri provvedimenti.  «In gioco – il monito della senatrice – ci sono due aspetti. Uno economico, per il danneggiamento delle produzioni, uno di sicurezza, anche idraulica». Le nutrie scavano infatti tane e gallerie compromettendo la tenuta degli argini. Di qui l’interpellanza al Ministro Centinaio per sapere «quali azioni il Governo intende assumere, anche in coordinamento tra le province interessate, per trovare una soluzione effettiva,  supportando così anche il gravoso impegno già assunto dalla nostra Regione».