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Diabete infantile: dal Senato la volontà di arrivare a una norma

Recuperare il ‘vuoto’ normativo, fare sintesi dei protocolli esistenti per giungere a una prassi nazionale, elaborare un piano dedicato che contempli un’alleanza tra Ministeri della Salute e dell’Istruzione. È, in sintesi, il messaggio lanciato ieri(giovedì), dalla senatrice Paola Boldrini, capogruppo Pd in Commissione Sanità, al convegno da lei voluto tenutosi nella Sala Isma del Senato nella Giornata Mondiale del Diabete per trattare del cosiddetto infantile, ‘tra sensibilizzazione e necessità legislative’. Un messaggio, quello di Paola Boldrini,  accolto dal sottosegretario al Ministero alla Salute, Sandra Zampa, che ha tirato le fila degli interventi dei relatori – moderati da Ester Maragò, Quotidiano Sanità – assicurando la disponibilità ad aprire un ragionamento che tenga conto di tutti gli ambiti coinvolti, dalla scuola alla famiglia, con una programmazione a lungo termine. Una patologia, il diabete infantile, che contrariamente a quel che suggerisce la definizione è cronica, colpisce 1 bimbo ogni 10 mila nati, conta oggi in Italia circa 300 mila affetti e da cui non si guarisce. Ed quindi cosa diversa dal tipo 2, che simanifesta in età adulta. Concetti suffragati da Monica Priore, nuotatrice brindisina nonché testimonial dell’evento, da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione e per questo Cavaliere della Repubblica, che nel ringraziare  Paola Boldrini ha sollecitato la politica a “pensare a interventi a supporto della famiglia, partendo dalla possibilità, per i genitori, di usufruire della legge104”. Senza trascurare “l’inserimento nei team medici della figura dello psicologo e di percorsi di formazione del personale scolastico per la somministrazione dei farmaci agli alunni”.  Anche per evitare, come ha rimarcato Priore, stigmatizzazioni, esclusioni, mancato senso della sicurezza. Sentimenti che penalizzano la crescita dei più piccoli, “che devono invece sapere che nella vita potranno realizzarsi, come ho fatto io attraverso lo sport”. Puntare sulla dotazione tecnologica –  microinfusori e sensori – concependole come “un investimento economico, sociale e umano”, questo l’appello del deputato Paolo Siani, intervenuto nella doppia veste di parlamentare e pediatra. Presente anche Geremia Bolli, docente di Endocrinologia all’Università di Perugia, che ha insistito sulla necessità di azioni di tutoraggio. All’evento hanno partecipato pressoché tutte le realtà scientifiche e le associazioni di pazienti e famigliari. 

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Diabete infantile: una patologia lunga tutta una vita. Il punto tra sensibilizzazione e necessità legislative Senatrice Boldrini invita come testimonial Monica Priore

Viene definito ‘infantile’. Un aggettivo che trae in inganno, perché riduce ad un arco cronologico preciso, quando in realtà si tratta di una patologia cronica, senza possibilità di regressione e guarigione, che condiziona e impatta tutta la vita. E’ il diabete mellito di tipo I, una patologia auto immune che si manifesta perlopiù in bambini e adolescenti e da cui in Italia sono affette dalle 200 alle 300 mila persone costrette a vivere tra misurazione continua della glicemia e dotazione costante di un apposito kit per la somministrazione (più volte al giorno, ndr) di insulina. Giovedì 14 novembre, nella Giornata Mondiale del Diabete, dedicata nell’edizione 2019 alla Famiglia, la senatrice Paola Boldrini, Capogruppo Pd in Commissione Sanità, ha deciso di accendere i riflettori su questo aspetto, che riguarda il 10 per cento della popolazione diabetica, con un evento in programma a partire dalle 14.30 alla Sala Isma del Senato (Piazza Capranica, 72, Roma) e che vedrà la presenza, tra gli altri, del Sottosegretario al Ministero della Salute, Sandra Zampa. Testimonial sarà Monica Priore, la campionessa di nuoto brindisina affetta da diabete mellito di tipo I che da anni, con campagne di sensibilizzazione nazionale, si spende per fare conoscere la malattia e aiutare i bambini che ne sono colpiti e le loro famiglie nel difficile percorso dell’accettazione e della convivenza. Un impegno, quello di Priore – prima diabetica in Europa ad attraversare a nuoto nel 2007 lo Stretto di Messina e nel 2010 il Golfo di Napoli – che nel 2017 le è valso il riconoscimento di Cavaliere della Repubblica da parte del Presidente, Sergio Mattarella «per la testimonianza dell’importante contributo dello sport nel superamento dei limiti derivanti dalla malattia». L’auspicio, come spiega la senatrice Boldrini, «è che ci sia la partecipazione delle società scientifiche, dei medici, di tutte le realtà coinvolte e opportunamente invitate a dare un contributo. Sarà l’occasione per fare il punto e elaborare proposte legislative». Il riferimento è anche al mondo della scuola, dove si registra la carenza di personale formato e/o specializzato nella somministrazione di insulina ai piccoli studenti. Con conseguenti disagi, anche lavorativi, per i genitori. L’evento, che sarà moderato dalla giornalista di Quotidiano Sanità, Ester Maragò, vedrà la presenza anche dell’onorevole Paolo Siani, capogruppo Pd nella Commissione Bicamerale Infanzia. E’ previsto il contributo del pubblico.

Si allega il programma.

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Presentazione de Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia

Delle leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia si parlerà oggi (venerdì), alle 17.30, all’Istituto di Storia Contemporanea presieduto da Anna Quarzi, con la presentazione dell’omonimo testo documentario a cura della Fondazione Nilde Iotti. A parlarne, moderate dalla giornalista Camilla Ghedini, saranno Quarzi, la senatrice Pd, Paola Boldrini – prima firmataria della legge sulla medicina di genere, oggi inserita nel piano sanitario nazionale  e citata nel volume  –  e Fulvia Signani, docente di sociologia di genere, che insieme a Boldrini figura tra le autrici del volume. Auspicati gli interventi delle realtà e delle associazioni femminili – presente la Cgil, con Susanna Garuti – , perché «come spiega Quarzi – la riflessione deve essere corale e deve vertere su una domanda: come sarebbe oggi il nostro Paese  se non ci fossero state le battaglie di emancipazione condotte da movimenti, partiti, istituzioni? E oggi, all’approssimarsi del 2020, a che punto siamo e quanto conosciamo?». Lungo e articolato l’elenco delle leggi in questione, suddivise per schede tematiche: si va dalla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri (9 gennaio 1963), alle modifiche al codice civile e pale in favore degli organi per crimini domestici (11 gennaio, 2018).

Boldrini su Segre

«La scorta assegnata alla Senatrice a vita, Liviana Segre, in seguito alle minacce ricevute nei giorni successivi all’approvazione della mozione da lei promossa per l’istituzione di una ‘commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza’, è la conferma più evidente che odio e razzismo si stanno rinsaldando. Tentare di sminuire, come ha fatto il senatore Alberto Balboni, di Fratelli d’Italia, significa fingere di non vedere fatti sotto gli occhi di tutti. Anche a Ferrara». Così Paola Boldrini, senatrice Pd e membro della Commissione parlamentare Infanzia,  replica al collega Balboni, esprimendo al contempo «soddisfazione» per l’ordine del giorno sottoscritto anche dal Pd. Boldrini ricorda a Balboni i fatti di bullismo avvenuti la scorsa primavera, in un istituto scolastico cittadino, ai danni di uno studente ebreo. «Un fatto che, come Balboni sa, è stato ufficialmente riportato come grave anche nel documento conclusivo elaborato dalla Commissione Infanzia». A Balboni, che ha definito la classificazione delle parole previste dalla mozione ‘un antidemocratico strumento di censura’, Boldrini ricorda che «si parte proprio dalla scelta delle parole per creare un clima di tolleranza o di odio. Proprio perché sono fondamentali nel forgiare e indirizzare sentimenti, viene data tanta importanza al loro contestuale utilizzo».

Rassegna:

Boldrini (Pd): “Scorta alla Segre è conferma che razzismo si sta rinsaldando”

 

Paola Boldrini ”Giornata nazionale tumore al Seno entro il 2020”

«E’ fondamentale continuare a tenere alta l’attenzione sull’importanza della prevenzione, che rimane lo strumento principale per la lotta al tumore al seno. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, la percentuale di guarigione è in aumento, ma non bisogna abbassare la guardia. Per questo va accolta la proposta di Europa Donne Italia di istituire una giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore metastatico al seno. Un obiettivo da raggiungere in questa legislatura». Così Paola Boldrini, capogruppo Pd in Commissione Sanità in Senato e prima firmataria del disegno di legge, ieri(venerdì), nell’incontro istituzionale con Europa Donne Italia. La senatrice, già fautrice del Registro nazionale dei Tumori, assicura che «continuerò a lavorare in questa direzione con l’obiettivo di istituirla per il 2020».

Boldrini su appello Cna

«Siamo al lavoro. E per essere certi di conseguire un risultato, ci stiamo muovendo su due fronti». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, risponde all’appello lanciato dal direttore provinciale CNA, Diego Benatti, che ai senatori ferraresi ha esplicitamente chiesto di intervenire – in materia ecobonus – per  l’abolizione dell’articolo 10 del decreto Crisi di impresa, che prevede sconti in fattura ai clienti su prestazioni relative all’efficienza energetica e al rischio sismico. Un ‘lusso’ che secondo CNA le piccole e medie imprese, per motivi di liquidità, non possono permettersi. Boldrini declina: «Abbiamo ben presente la questione, per questo stiamo predisponendo un emendamento teso ad abolire, come chiede CNA,  l’articolo 10 (comma 1, 2, 3). L’auspicio è che venga accolto in commissione». E se così non dovesse essere, è previsto un piano B. «Stiamo predisponendo un secondo emendamento per la detrazione delle spese su 5 anni, con danari bonificati direttamente sul conto corrente del cliente».  Con vantaggio dunque di quest’ultimo e dell’impresa, che – sintetizzando – non si sostituisce allo Stato. Boldrini è fiduciosa: «I limiti dell’articolo 10 e le conseguenze per il tessuto produttivo sono state evidenziate. Io, accogliendo le richieste di CNA,  confido che ci sia la massima disponibilità da parte di tutti i colleghi a rivedere e migliorare il decreto».

Ecobonus, la senatrice Boldrini (Pd) raccoglie l’appello della Cna

Fine vita: Boldrini su appello Vescovo

«Apprezzo e accolgo le parole pacate del Vescovo, monsignor Gian Carlo Perego, sull’appello rivolto al Parlamento perché legiferi sul fine vita, rafforzando i concetti di prossimità e cura. E’ del tutto evidente che la vita deve essere salvaguardata, sempre, questo non è un punto in discussione. Ed e’ quello che noi abbiamo chiesto depositando diversi disegni di legge. E’ bene però dare un contenuto al concetto di vita, chiederci quando può essere definita tale, fin quando ciascuno di noi  definisce la sua tale». Così Paola Boldrini, capogruppo Pd in Commissione Sanità in Senato, in risposta all’appello rivolto dal vescovo ai parlamentari ferraresi «per farsi interpreti – le parole di Perego – del valore della dignità della persona». Boldrini, ricordando la difficoltà con cui si è giunti, nel 2017, alla legge sul biotestamento, auspica che «il vuoto normativo evidenziato e parzialmente colmato dalla Corte Costituzionale, lo scorso 25 settembre, con la sentenza di non colpevolezza di Marco Cappato, ‘assolto’ dall’accusa di istigazione al suicidio di dj Fabo, porti «tutti noi a lavorare per una legge giusta, perché parlare del fine vita significa dare valore alla vita e alla dignità della stessa. Dobbiamo ricordare – il monito di Boldrini – che i malati sono sì persone deboli, ma la loro capacità di intendere e volere va garantita, così come la loro capacità di autodeterminarsi. Colmare il vuoto normativo è quanto mai urgente proprio a tutela dell’interesse dei pazienti. Ed è importante che non giochiamo con le parole, ricordando sempre la differenza, ad esempio,  tra aiuto e istigazione, volontà e costrizione».  

Convegno Fibromialgia – Abruzzo

Si è tenuta questa mattina alle 11.30 la conferenza stampa di presentazione delle iniziative del Partito Democratico in tema di fibromialgia.

Hanno partecipato il consigliere Antonio Blasioli, il capogruppo Silvio Paolucci e i consiglieri regionali PD, il dottor Marco Gabini, consigliere nazionale della Società Italiana Reumatologia e direttore dell’Unità Ospedaliera Complessa a valenza regionale dell’Asl di Pescara e la senatrice PD Paola Boldrini, relatrice del disegno di legge n. 299 recante le Disposizioni in favore delle persone affette da fibromialgia. Saranno presenti anche le associazioni di settore.

Rassegna stampa:

Consiglio Regionale Abruzzohttps://www.consiglio.regione.abruzzo.it/acra/fibromialgia-limpegno-del-partito-democratico

Youtube Regionehttps://www.youtube.com/watch?v=-2_nDUyGAHY

ANSAhttp://www.ansa.it/abruzzo/notizie/consiglio/2019/10/01/fibromialgiarisoluzione-pd-in-consiglio_fca76ce3-ced2-4766-86da-fbeba25ca982.html
In allegato il Centro Abruzzo
Rete 8http://www.rete8.it/cronaca/123fibromialgia-in-abruzzo-il-pd-chiede-riconoscimento-malattia-invalidante/

TV6http://www.tvsei.it/2019/10/fibromialgia-patologia-invalidante/

Abruzzoweb:https://www.abruzzoweb.it/contenuti/regione-pd-riconoscere-fibromialgia-malattia-invalidante-/702588-283/

Liberohttp://247.libero.it/rfocus/39822695/1/regione-pd-riconoscere-fibromialgia-malattia-invalidante/

Geonewshttps://it.geosnews.com/p/it/abruzzo/fibromialgia-patologia-invalidante_26173380

Metronews24http://www.metronews24.it/2019/10/01/fibromialgia-patologia-invalidante-risoluzione-pd/52462/

Boldrini esprime solidariertà a Paolo Calvano

«Esprimo solidarietà al segretario regionale del Pd, Paolo Calvano, per le minacce ricevute via social. E auspico che la stessa solidarietà arrivi dal Governo cui Calvano si è rivolto Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Quanto successo è inqualificabile e dà la misura di un clima di aggressività sdoganata, in cui la cattiveria e la manifestazione della stessa diventa virtù.  Confido che il Governo, sempre tanto attento e spesso suscettibile quando viene attaccato sul proprio operato, metta in campo concrete e celeri azioni per evitare che si ripetano fatti tanto incresciosi. Il non farlo equivarrebbe a legittimarli».

Paola Boldrini, senatrice Pd.

Visita di una delegazione di bambini del Popolo Saharawi in Senato

Il 1 agosto si è svolto in Senato, nella Sala degli Specchi di palazzo Giustiniani, l’incontro tra la Presidente del Senato, sen. Casellati, e una piccola delegazione di bambini appartenenti al popolo Saharawi. L’incontro è stato promosso dall’Intergruppo Parlamentare “Amici del Popolo Saharawi” di cui sono componente, in collaborazione con la Rete Solidale Italiana con il popolo Saharawi che ogni anno accoglie all’incirca 400 bambini saharawi ed i loro accompagnatori, per i mesi di luglio e agosto, regalando un periodo di vacanza, occupandosi della loro salute, facendoli interagire con modelli culturali diversi e facendoli uscire per un momento dalla loro condizione di rifugiati di

La questione dell’autodeterminazione del popolo Saharawi, che da oltre 40 anni vive diviso, in parte nei campi di rifugiati in Algeria e in parte nel Sahara occidentale sotto il dominio del Marocco è una delle vicende più controverse della storia contemporanea.

Una guerra durata 15 anni, ufficialmente conclusa, anche se il conflitto in realtà non conosce tregua. Un referendum per l’indipendenza richiesto dall’Onu che non è mai stato fatto, dopo oltre 50 anni d’attesa.

Da 40 anni il popolo Saharawi vive nei campi profughi, sconta il non concluso percorso di decolonizzazione dell’ex patronato spagnolo e la popolazione ancora oggi vive ostaggio della dominazione straniera, addirittura segregata da uno dei muri più lunghi ora esistenti, 2. 720 km di lunghezza, con torrette di presidio e marcato da mine anti uomo. Un muro lungo più di 2.000 chilometri nel deserto africano.

La situazione del popolo Saharawi rappresenta un caso emblematico della nostra epoca, ancora dominata dalla costruzione di muri che non sono di difesa ma strumenti di oppressione e di emarginazione. La situazione del Sahara Nord occidentale rappresenta una tra le diaspore più lunghe della storia.

La presenza di questa delegazione di bambini del popolo Saharawi testimonia non solo la grande attenzione delle nostre Istituzioni ma anche che si può compiere un gesto simbolico per alzare il velo di complicità e di silenzio che avvolge la vicenda, nella speranza di contribuire a rimettere in moto un processo di riconoscimento giuridico. E’ molto importante tenere alta l’attenzione della comunità internazionale.

La Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito che “il diritto all’autodeterminazione è norma di diritto internazionale generale, fondamentale e di carattere universale. Il che implica che tutti la devono rispettare e tutti possono chiederne il rispetto. Di conseguenza, se non si conclude il processo di decolonizzazione si sta violando il diritto internazionale perché si sta violando il diritto fondamentale del popolo all’autodeterminazione. E questo è

E’ importante portare questi temi all’interno delle nostre istituzioni perché si svolga una riflessione non solo etica ma soprattutto politica sulla necessità di garantire il rispetto del diritto.

http://www.senato.it/4534?album_presidente=2501

DDL AGGRESIONI PERSONALE SANITARIO: MANCANO LE RISORSE

Il principio va benissimo, ma è nel metodo e nel merito che ci sono carenze. ci siamo accorti che è un testo purtroppo bandiera, perché intanto è con invarianza finanziaria e questo già dice cosa significa una proposta di legge che non ha fondi da poter utilizzare». Inoltre, «costituisce un Osservatorio, al quale fanno parte ovviamente il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e via dicendo, ma che fa una raccolta dati, un’analisi dei fatti per vedere poi cosa mettere in pratica per poter contrastare questo fenomeno. Un’altra cosa che fa è quella di aggiungere un’ulteriore aggravante all’articolo 61 del codice penale che dice che anche nei confronti delle professioni sanitarie c’è un’aggravante di reato, ma questo non risolve il problema».

Assenti alcune misure richieste dalle categorie coinvolte. «Ci hanno detto “benissimo che ci avete messo all’attenzione, ma ci aspettavamo molto di più”»,. Cosa? «Che le aziende si costituissero parte civile, tutti ce lo avevano chiesto. Tuttavia, questi emendamenti non sono stati accolti, come anche la proposta di indicare come luogo giuridico l’azienda invece del domicilio». Quest’ultima misura in particolar modo tutelerebbe l’operatore sanitario da «eventuali ripercussioni e proprio per dare l’idea che l’operatore non rimanga da solo di fronte a un caso di violenza».

Intervenire anche sulla “solitudine fisica” degli operatori sanitari. «Un altro emendamento importante era quello di considerare la valutazione del rischio nei luoghi dove si svolgono le attività. Faccio un esempio, abbiamo visto tante donne, soprattutto medico, che vengono aggredite mentre fanno la guardia medica. Noi abbiamo detto di fare una valutazione ulteriore visto che abbiamo il decreto legislativo 81 che su questo tema è molto importante e valutare i luoghi dove vengono fatte le guardie mediche, perché non è possibile trovare una guardia medica in un territorio dove non c’è nessuno intorno, così queste donne medico devono portarsi il marito o il compagno perché hanno paura. Quindi non svolgono neanche il servizio con tranquillità, come invece dovrebbero».

Poi la prevenzione, dalle campagne informative alla formazione professionale. «Fare un’informazione nella società civile per far ricredere nel ruolo della professione sanitaria. Sempre di più adesso si ritiene che le persone debbano controbattere sulla propria salute, quindi dare delle indicazioni loro al medico come se ci fosse un senso di sfiducia che sta crescendo sempre di più nei confronti della classe medica. Quindi fare anche una contro informazione, dire di avere anche fiducia nei medici e questo potrebbe ovviamente contrastare il fatto che invece si viene sempre di più a chiedere di avere più salute ma a volte in maniera impropria. E poi fare la formazione. Tante Regioni lo stanno facendo, formazione con i professionisti per capire come potersi comportare in situazioni conflittuali, perché purtroppo abbiamo una società che è in conflitto sempre con tutto». Noi ovviamente quando saremo in Aula ripresenteremo gli emendamenti che riterremo importanti e poi vedremo che cosa deciderà il Governo, quando voteremo il provvedimento.

https://www.sanitainformazione.it/politica/ddl-antiviolenza-senza-fondi-la-denuncia-della-senatrice-boldrini-pd-ecco-cosa-non-e-stato-fatto/

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/50764.htm

DL CODICE ROSSO: OCCASIONE MANCATA, CODICE INSUFFICIENTE

Abbiamo perso l’occasione di fare del Codice Rosso uno strumento davvero utile a contrastare il drammatico fenomeno della violenza sulle donne. La maggioranza non ha nemmeno voluto prendere in considerazione uno solo degli emendamenti che abbiamo proposto: hanno bocciato in maniera burocratica e arrogante tutti i nostri emendamenti, senza mai entrare nel merito. Eppure molti nostri suggerimenti provavano a dare voce alle tantissime perplessità espresse da chi lavora nei centri antiviolenza, degli avvocati e dei magistrati, degli operatori, degli ufficiali di polizia giudiziaria di quanti o hanno a che fare con il contrasto alla violenza di genere. Nel merito questa legge affronta temi importanti, ma anche secondo gli operatori lo fa in maniera insufficiente. Così è per il collegamento del procedimento civile a quello penale, così è per la formazione per gli operatori: come si può attuare con una spesa invariata? Volevamo rafforzare le misure di tutela e protezione e quelle di contrasto al revenge porn, alla lesione del viso, ai matrimoni forzati, la maggioranza non ce l’ha permesso. E poi la norma principale: i 3 giorni concessi al magistrato per intervenire minano l’efficacia delle indagini, rischiano la vittimizzazione secondaria delle donne e anche di intasare le procure, soprattutto mettendo in seria discussione la possibilità di avvalersi di magistrati specializzati. Purtroppo ancora una volta è prevalsa la logica della propaganda su quella del buon governo.

Tutte e tutti siamo d’accordo sulla necessità di inasprire le pene nei confronti di quegli uomini che agiscono con violenza, ogni forma di violenza, contro le donne. Ma la repressione non basta. Anche perché se non si interviene prima per prevenire e dopo per evitare che succeda di nuovo, non riusciremo a produrre nessun reale cambiamento. Dobbiamo smettere di intendere la violenza sulle donne come un fenomeno emergenziale. Si tratta, piuttosto, di un problema strutturale della nostra società che va affrontato con strumenti e quindi risorse strutturali. Nel “codice rosso” ci sono le pene ma non ci sono né gli strumenti né gli investimenti – la lotta contro la violenza non si può fare a costo zero – per agire sulla prevenzione, sulle competenze di operatori, forze di polizia, psicologi, sul sostegno alle vittime, sulla necessaria e imprescindibile battaglia culturale da compiere. Recependo la Convenzione di Istanbul, il nostro Paese ha aderito a un approccio multidisciplinare e complesso nei confronti di un fenomeno che non può essere trattato solo attraverso politiche di tipo securitario come si è fatto invece con il “codice rosso”.

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019;69