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Boldrini «Chi bullizza dovrebbe andare a visitare Auschwitz»

«I fatti verificatisi nella scuola media, con alunni adolescenti che hanno urlato a un compagno ebreo che quando saranno grandi faranno riaprire Auschwitz per ‘ficcarli’ tutti nei forni, fanno rabbrividire e allarmare. Siamo oltre il bullismo e oltre il razzismo. Ci impongono una riflessione tanto seria quanto celere per evitare una deriva. Non basteranno le scuse degli studenti per pacificare la questione, e neanche quelle delle famiglie, perché la leggerezza con cui è stata pronunciata la minaccia, chiamando in causa Auschwitz e i forni crematori, ci dice chiaramente che c’è inconsapevolezza della storia. Che c’è insensibilità, prepotenza. E non si possono derubricare avvenimenti di questo tipo a ragazzate. Un simile episodio è da stigmatizzare ovunque. Ferisce che avvenga in un territorio, come Ferrara, dove c’è il massimo rispetto per la cultura ebraica. Dove abbiamo realtà, come l’Istituto di Storia Contemporanea, quotidianamente impegnate nella divulgazione della ricerca, della conoscenza, con attività mirate rivolte alle scuole. Comprese le visite ai campi di concentramento, dove i giovani in questione dovrebbero andare a loro volta, per vedere coi loro occhi, per ravvedersi. A Ferrara, dove, fatto non trascurabile, c’è il Meis. È evidente che l’hate speech, il cosiddetto odio in rete, si sta diffondendo fuori dalla rete e non c’è più timore di nulla. Sta diventando incontrollato. È stato sdoganato. Sottoporrò il fatto alla commissione di cui sono membro perché l’unione di razzismo e bullismo, la loro rispettiva degenerazione, deve essere arginata».

Paola Boldrini,  membro per il Senato nella Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza

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Aggravante spaccio, educare i ragazzi ma anche le famiglie

«La sentenza bolognese che riconosce come aggravante lo spaccio di droga nella zona universitaria, ha certamente un peso e un senso per quanto riguarda il contrasto. Come riconosciuto da Questura e Arma dei Carabinieri, che sul territorio stanno facendo operazioni di indiscusso valore, la lotta va compiuta anche sulla prevenzione, che non significa solo ‘educazione’ ai giovanissimi, ma ‘anche’ ai giovanissimi, insieme a famiglie e docenti. Quindi su più fronti, tutti correlati: dipendenza da Internet e da droga, cyber bullismo e bullismo. Un esempio? Un adolescente che denuncia lo spaccio e il consumo di droga o atti di bullismo o cyberbullismo spesso diventa vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei. Un altro? Altrettanto spesso genitori e insegnanti, per ignoranza delle nuove tecnologie, non hanno coscienza del ‘traffico’ che si sviluppa nei cellulari di figli e alunni dipendenti dallo smartphone. Aggiungiamo che assumono sostanze stupefacenti senza sottovalutandone le conseguenze. Sono gli stessi esperti a rivelare che le cosiddette droghe leggere, del tipo hashish e marijuana, sono ‘tagliate’ in maniera diversa da un tempo e provocano gravi effetti collaterali. Non a caso sono sempre più frequenti gli accessi di minorenni ai pronto soccorso pediatrici. Ecco perché serve una informazione rivolta anche a famiglie e insegnanti su mondo delle droghe e del web. I genitori devono certamente denunciare senza vergogna situazioni di disagio, e bene vanno le campagne di sensibilizzazione in questa direzione. Bisogna tuttavia intervenire parallelamente, dando loro l’opportunità di avere un quadro, di presidiare davvero e di parlare coi figli.  Vanno offerti loro gli strumenti, senza che siano loro a cercare servizi, che pure non mancano e sono di alto livello, come confermano i numerosi sportelli presenti anche sul nostro territorio.   E’ auspicabile la vicinanza tra forze dell’ordine, polizia postale compresa, scuola, famiglia. Ma bisogna rendere più semplice l’accesso all’informazione che diventa conoscenza, cultura, prevenzione. Con benefici anche per il contrasto.

A questo, in commissione, sto lavorando».  

Paola Boldrini, membro per il Senato nella Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza

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Boldrini capogrupppo Commissione Igiene e Sanità

Capogruppo Pd della Commissione Igiene e Sanità del Senato. E’ dei giorni scorsi la nomina della ferrarese Paola Boldrini, già membro della medesima commissione alla Camera nella precedente legislatura, che dà contenuto al nuovo ruolo opponendosi all’emendamento pentastellato in base al quale le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento) sarebbero valide solo se registrate nel Comune di nascita. «Si tratta di un evidente tentativo di ostacolare l’esercizio di un diritto e di una grave lesione della libertà individuale. E questo  – rileva – quando per lo stesso sistema sanitario nazionale il riferimento è la residenza». L’emendamento prevede peraltro che le DAT arrivino direttamente al medico, eliminando di fatto la figura del fiduciario, «il cui ruolo è invece essenziale». Tranciante il giudizio di Boldrini sull’istituzione di un regolamento, da realizzare entro il prossimo 30 giugno, sulle modalità di raccolta delle Dat. Il che, oltre a creare ulteriori ritardi nell’entrata a regime della legge, fa presumere che debba essere effettuato uno ‘smistamento’ e un successivo  ‘trasloco’ dei singoli documenti. «Quando ci sono regioni e realtà, come Ferrara, in cui tutto è già stato predisposto e funziona perfettamente». La capogruppo Pd ipotizza principi di incostituzionalità per sovrapposizione delle competenze. «Si fa di tutto per limitare la libertà dei cittadini su un fronte, come quello del testamento biologico, in cui la libertà è il fondamento».

Fonte: Il Resto del Carlino

Boldrini su risposta interrogazione nutrie e allarme Confagricoltura

«Quasi 5 mesi per una risposta in cui non compare un’assunzione di responsabilità ma si declinano i motivi per non agire finanziariamente mi paiono tanti, soprattutto dato che l’allarme è reale e riguarda un comparto, come l’agricoltura, cui lo stesso Governo dice di guardare con attenzione». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, commenta la risposta ricevuta all’interpellanza sul ‘problema nutrie’ depositata lo scorso febbraio all’indirizzo del Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Gian Marco Centinaio. Interpellanza in cui, accogliendo l’allarme di Confagricoltura –  che paventava il danneggiamento del comparto, il depauperamento della fauna, il rischio idrogeologico e la mancanza di sicurezza per gli operatori dei mezzi -, chiedeva la destinazione di ulteriori risorse rispetto a quelle predisposte dalle Regioni che, come l’Emilia Romagna, tra le prime, si erano comunque dotate di un piano. Chiamando in causa la responsabilità delle Regioni in materia di risarcimento danni e l’articolo 7, comma 5 della legge 28 dicembre 2015 n.221, sulle “disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”, il Governo ha risposto di ritenere che «siano state poste in essere – si legge nel documento – azioni importanti per contrastare il fenomeno». Seppure annuncia che un ‘Piano nazionale di gestione della Nutria’, sarà sottoposto al parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e che «l’eventuale possibilità di individuare fondi statali destinati ad agevolare l’attuazione dei piani di controllo della nutria dovrà essere valutata in relazione alle diverse priorità di intervento nonché alla sua compatibilità con le esigenze di finanza pubblica». «Di fatto – chiude Boldrini – significa solo che ad oggi nulla si pensa di fare per aiutare economicamente. E lo si poteva dire, 5 mesi fa. Confido nel piano annunciato, ma ricordo che l’emergenza, soprattutto in territori come il nostro, è reale» .

Boldrini, interrogazione fusione Comuni

Una interrogazione al Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a risposta orale in Commissione Bilancio, per sapere «se il Governo intenda finanziare adeguatamente il Fondo di solidarietà comunale in merito al contributo erariale per l’anno 2019 destinato ai 67 Enti costituiti a seguito di fusioni e incorporazioni». In sintesi, per sapere se le ‘nuove Municipalità’ – nel ferrarese, Fiscaglia, Tresignana, Riva del Po e Terre del Reno – vedranno garantite le entrate previste per il 2019 evitando così di dover tagliare servizi a causa di una ripartizione di risorse statali che risulta oggi insufficiente rispetto ai bisogni dei Comuni, con oscillazioni al ribasso che vanno dal 21 al 58 per cento rispetto a quanto spettante. E’ quella sottoscritta dalla senatrice Pd, Paola Boldrini (presentata dal collega Antonio Misiani) e depositata ieri (mercoledì). Boldrini ricorda che «queste situazioni generano sfiducia nelle istituzioni, perché le fusioni sono state incoraggiate nell’ottica di un risparmio di risorse traducibili in una implementazione dei servizi a favore della collettività, di cui i cittadini – rimarca la senatrice – avrebbero quindi dovuto beneficiare, non avere danno». Il problema, come riporta il documento, era già stato sollevato, «quindi anticipato» dall’Anci. «Ora ci troviamo a dover risolvere una emergenza che tale avrebbe potuto non essere», il commento. Boldrini sposa la proposta del collega alla Camera, Luigi Marattin, di un sit-in, il prossimo 10 luglio, dei sindaci dei Comuni interessati davanti a Montecitorio per sollecitare il Governo a trovare una soluzione definitiva. 

 

Boldrini su Superstrada: “Pensare a metropolitana di superficie”

Boldrini su Superstrada pensare a metropolitana di superficie


«E’ tempo di pensare a soluzioni di lungo respiro e praticabili». Così la senatrice Pd, Paola Bodrini, interviene sulla questione ‘Superstrada’, per la cui manutenzione anche nel recente passato ha presentato interpellanze al Ministero dei Trasporti guidato da Danilo Toninelli affinché intervenisse con Anas per rendere il percorso sicuro a vantaggio di chi – lavoratori e turisti – lo percorre.  «Il fatto che un semplice tamponamento si trasformi in una Odissea come avvenuto domenica è inaccettabile. Sia per gli autisti sia per chi deve prestare soccorso, quindi tanto forze dell’ordine quanto sanitari. La mancanza di una terza corsia rende la Superstrada anacronistica e pericolosa. Forse è tempo – la proposta – di individuare un’altra soluzione, non alternativa ad una trasformazione in autostrada, che rimane auspicabile insieme a un eventuale futuro collegamento con la Cispadana. E parlo di rotaie. Ossia creare un collegamento ferroviario coi lidi. La stessa Regione – sottolinea la senatrice – ha lanciato l’idea della  metropolitana di superficie per collegare i lidi ravennati».  Boldrini sa bene che l’ipotesi potrebbe apparire una provocazione. «So bene però che i tempi per la realizzanda Cispasdana, per cui il dibattito  è sempre aperto, non sono brevi. Come so che ‘dibattito’ sarebbe mettendo il pedaggio sul tratto. E si perderebbero anni. Si può invece intanto avviare un confronto con Fer e il Comune di Comacchio, effettuare uno studio per valutarne fattibilità, costi, modi, tempi. Tra l’altro – chiude Boldrini – a giovarne sarebbe la sicurezza e l’aspetto ambientale, caro al territorio e al futuro dei giovani».

Boldrini, Mercatone Uno, interrogazione sui clienti

Cosa ne sarà dei danari spesi dai clienti del Marcatone Uno? Ossia dei cittadini che hanno fatto ordini e sono in attesa della merce? E’ quel che chiede la senatrice Pd, Paola Boldrini, prima firmataria di una interrogazione presentata venerdì all’indirizzo del Ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio. Premesso dunque che il fallimento del colosso ha avuto ripercussioni non solo sui lavoratori, ma anche sugli acquirenti che hanno effettuato pagamenti, «spesso attraverso finanziamenti», per cui stanno continuando a pagare rate; che stanno valutando l’ipotesi di una class action per fare rivalere i propri diritti, Boldrini e i colleghi sottoscrittori chiedono al titolare del Dicastero se non ritenga «doveroso occuparsi», parallelamente alle misure di tutela per i dipendenti che dall’oggi al domani si sono ritrovati senza lavoro, «dei cittadini che, in un rapporto fiduciario – rimarca Boldrini – hanno fatto acquisti allo stesso Mercatone Uno». E aggiunge: «E questo mentre probabilmente i vertici già conoscevano quelle che sarebbero state le sorti del brand».

Boldrini, interrogazione su FCA-VM Cento

CENTO. VM. La senatrice Pd, Paola Boldrini ci riprova, «sperando che ad arrivare sia una risposta certa, non parziale,  insoddisfacente e tardiva come quella ricevuta lo scorso febbraio su una interpellanza presentata a novembre 2018».  E annuncia così una interrogazione, che sarà presentata oggi (mercoledì) al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio sulla questione FCA-VM, per cui è stato confermato il prolungamento della cassa integrazione, che giunge così al terzo mese consecutivo, al reparto progettazione e sviluppo. E questo mentre è imminente l’avvio della produzione del nuovo motore (evoluzione V6) che dovrebbe fungere da ‘polmone’ per lo stabilimento centese. Boldrini, temendo come il sindacato che vi sia una relazione tra il perpetrato utilizzo degli ammortizzatori sociali e il recente accordo tra FCA e Renault, chiede a Di Maio quali saranno le conseguenze della fusione per i lavoratori del comparto automotive, quindi anche del territorio. E denuncia come il Mise «evidentemente non presidi abbastanza, come avvenuto, senza spingerci troppo lontano nel tempo, col Mercatone Uno». La chiosa della senatrice: «Spero che il ministro non aspetterà tre mesi per rispondere, dato che il tema lavoro è tanto centrale quanto urgente».

Rassegna stampa:

Convegno su “Come ridurre il rischio ICA negli ospedali”

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) rappresentano un problema globale che coinvolge fino al 15% di tutti pazienti ospedalizzati nel mondo. In Europa, circa 3.2 milioni di pazienti acquisiscono un’ICA ogni anno, e 37.000 muoiono come diretta conseguenza di tali infezioni, anche a causa dell’aumento di patogeni multiresistenti ad antibiotico (multi-drug resistant, MDR) associati alle ICA (1,2). Studi condotti in ospedali italiani mostrano un’incidenza del 5-10% con un tasso di mortalità fino al 20-30%.

Se ne è discusso in un convegno organizzato con la collaborazione di tutti i gruppi parlamentari della Commissione 12° Igiene e sanità del Senato ed appare evidente che il tema delle Infezioni ospedaliere rappresenti una sfida centrale per la sostenibilita’ del Sistema Sanitario alla quale tutte le Istituzioni e a tutti i livelli sono chiamati a collaborare.

L’intervento della Sen. Paola Boldrini:

https://mega.nz/#!DAxTWQ7T!EKl1zTT3fQD6W0NeRHtlVIvtVMxpOvFfwdvUpE35vN0

Boldrini, interrogazione Mercatone Uno

Un’interrogazione al Ministro del Lavoro, Luigi di Maio, con risposta in Commissione Lavoro e Previdenza Sociale per sapere quali «iniziative urgenti il Ministro in indirizzo intenda adottare al fine di garantire la salvaguardia dei circa 1800 lavoratori coinvolti dalla chiusura dei 55 punti vendita del Mercatone Uno, presenti in tutta Italia», tra cui 3 anche nella provincia di Ferrara. E’ quella presentata ieri (martedì), dalla senatrice Pd, Paola Boldrini, dal collega Edoardo Patriarca e sottoscritta altri senatori Pd. Partendo dalle modalità di comunicazione del fallimento del colosso ai dipendenti via Fb; ricordando che pur essendo la Shernong Holding già dichiarata fallita dal Tribunale di Milano con sentenza del maggio 2018, si è comunque aggiudicata – grazie al riscontro positivo del Comitato di Vigilanza del Mise –  il Mercatone Uno (finito nel 2015  in amministrazione controllata); ribadendo la ‘gestione’ complicata, tra difficoltà di pagamento dei fornitori, fuga dei soci e recente annuncio ai sindacati di potenziali investitori, Boldrini e Patriarca denunciano di fatto il tardivo intervento del MISE e la poca vigilanza sull’attività della Shernon Holding Srl. «C’erano tutti gli elementi per evitare che la situazione non solo non degenerasse, ma addirittura non avesse inizio – il commento lapidario di Boldrini – . Spero che il Ministro abbia un piano B, veloce e rassicurante. E’ inammissibile che un lavoratore apprenda della propria sorte dai social, senza avere strumenti per affrontare la situazione. Pretendiamo – il monito – una risposta».

Rassegna stampa:

Boldrini su Sboccacantieri e Invitalia

«Lo sblocca cantieri mette a rischio la ricostruzione post sisma 2012 con pesanti ricadute anche sul piano occupazionale. Ci hanno bocciato gli emendamenti? Bene, non solo li ripresenteremo ma faremo una interrogazione per capire perché ci sono due pesi e due misure per l’Emilia Romagna e il Centro Sud». A lanciare allarme e monito è la senatrice Pd, Paola Boldrini, che già nei giorni scorsi era intervenuta denunciando la bocciatura, da parte “della maggioranza M5s-Lega, di un emendamento Pd, che avrebbe garantito continuità occupazionale a una ottantina di lavoratori, tra cui anche ferraresi, alle dipendenze di Invitalia”, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del Ministero dell’Economia. Tecnici che, come rimarca Boldrini, «dal 2012 seguono il processo di ricostruzione ma il cui contratto scade il 30 giugno senza possibilità di proroga a causa del decreto dignità». Una situazione che blocca sia occupazione che ricostruzione. «La nostra Regione – rimarca la senatrice – si è comportata in maniera virtuosa riuscendo nel difficile compito di fare tornare il territorio il più vicino possibile alla normalità in tempi celeri. Così si lasciano persone sulla strada, incompiuto il percorso, si disperdono le competenze acquisite». Boldrini ritiene che si possa cambiare direzione, alla luce «del differente trattamento riservato al Centro Sud egualmente colpito dal sisma». Di qui l’annuncio di nuovi provvedimenti: «Situazioni come questa sono inammissibili».

Rassegna stampa:

Boldrini su dati Sole 24 Ore

La classifica sull’Indice della Salute pubblicata dal Sole 24 Ore, «oltre ad essere impietosa per Ferrara, rischia di generare un allarmismo dannoso. Gli indicatori presi a riferimento sono parziali, non automaticamente collegabili tra loro e inducono ad una lettura diversa da quella reale. E non tengono conto di normative che impongono  indicatori. Col rischio, purtroppo, di generare insicurezza nei cittadini». E’ lapidaria Paola Boldrini, capogruppo Pd alla Commissione Sanità del Senato, sulla fotografia scattata dal quotidiano. La classifica consegna a Ferrara la maglia nera – agli ultimi posti su tutti i fronti – su speranza di vita, utilizzo farmaci, incidenza infarto, mortalità per tumore. Boldrini, prima firmataria del Ddl da poco divenuto legge, che istituisce la rete nazionale dei Registri dei Tumori «inglobando così quelli regionali già esistenti»  e che una volta attuato a livello nazionale consentirà di disporre di informazioni sulla base di una suddivisione anagrafica, di genere, territoriale e per trattamenti effettuati, oltre che di misurare l’impatto dell’inquinamento ambientale sull’incidenza di patologie oncologiche, invita alla «prudenza». E mette in discussione gli indicatori scelti dal Sole –  dal tasso di mortalità alla recettività ed emigrazione ospedaliera, passando per l’aumento della speranza di vita e l’uso dei farmaci – che parla per primo di dati non esaustivi. «Confido – il commento di Boldrini – che col Registro dei Tumori si possa passare dalle interpretazioni ai fatti, tenendo conto delle specificità territoriali, anche in termini di popolazione. E confido che la stessa prassi la si utilizzi per altre patologie. Ad oggi, rilevo il risultato ingeneroso, viziato e in quanto tale pericoloso».

Rassegna stampa:

SALUTE MENTALE, COME RILANCIARE APPLICAZIONE DELLA LEGGE BASAGLIA

“Conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia”, rilanciando l’attualità delle linee di fondo e ulteriormente valorizzandole nell’attuale contesto costituzionale, normativo e sociale. Il disegno di legge in materia di salute mentale che ho presentato in Senato martedì 14 maggio non è un’iniziativa legislativa di revisione, ma l’obiettivo che si propone di perseguire è quello di rilanciare l’applicazione della legge 180/1978, rafforzarne i contenuti di assistenza effettiva e universale sul territorio nazionale, confermare la portata di definizioni e principi che non meritano di mutare ma, al contrario, di essere sviluppati ed estesi. La conseguenza autentica della scelta che ha compiuto il nostro Paese nel sottoscrivere e fare proprio il dettato della Convenzione, non può non mettere in campo azioni attente di vigilanza e promozione, nella concretezza della vita e del governo quotidiano, di dispositivi organizzativi, campagne culturali, risorse umane qualificate per affermare e rendere esigibili i diritti delle persone con disabilità, per sostenere le famiglie, per rendere “visibili” i gruppi sociali a maggior rischio di discriminazione, esclusione e stigmatizzazione. Si tratta di un testo al quale hanno lavorato già nella scorsa legislatura alcuni miei colleghi con il determinante contributo di numerosi esperti, professionisti, operatori, associazioni e persone che con impegno e competenza si prodigano quotidianamente per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale.

“L’obiettivo, disegnato con chiarezza, è la concreta attuazione, in tutto il territorio nazionale, di misure adeguate per garantire alle persone l’effettivo accesso alle cure, ai programmi di riabilitazione, al budget di salute, a percorsi di emancipazione, alle possibilità di ripresa riconoscendo i bisogni di ognuno e le storie singolari. Con altrettanta precisioni si definiscono le modalità organizzative dei Dipartimenti di salute mentale, dei programmi che questi devono mettere in atto per formulare programmi individuali per persone avviate a misure di sicurezza, per gestire e orientare il funzionamento delle Rems. Oggi i servizi di salute mentale versano in gravi criticità in tutto il territorio nazionale a causa dell’insufficiente applicazione dei principi e degli orientamenti fissati dalla Legge 180 (che vanno in tutto e per tutto salvaguardati e promossi), dalla non più trascurabile riduzione delle risorse, la fragilità dei centri di salute mentale, da insensati accorpamenti in macroaree dei servizi territoriali, alla assoluta incertezza delle risposte ai bisogni di cura e di crescita delle persone. Non abbiamo bisogno di disegni di legge oscurantisti che ci riportano indietro nel tempo, come è abituato a fare questa maggioranza, ma abbiamo bisogno di applicare in pienezza le buone norme esistenti.

Foto del Convegno “Un cantiere per la salute mentale” :

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/49630.htm

Contenzione in psichiatria. Una proposta di legge del PD per rendere ancora più esplicito il divieto. Nuove norme anche sui rapporti tra sanità, carceri e Rems

Si tratta del disegno di legge A.S 391, a prima firma Boldrin, presentato oggi al Senato. Il provvedimento punta a conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia” prevedendo un’ulteriore garanzia sostanziale e processuale contro la disumana pratica della contenzione meccanica nei servizi psichiatrici”. Nel testo anche norme per incrementare le relazioni e i rapporti istituzionali tra i dipartimenti di salute mentale, gli istituti di pena e le Rems. IL TESTO DEL DDL

14 MAG – Conferire ulteriore efficacia ai principi della “legge Basaglia”, rilanciandone l’attualità delle linee di fondoe valorizzandone ulteriormente la concreta applicazione nell’attuale contesto costituzionale, normativo e sociale.
 
È quanto si propone il disegno di legge A.S 391 della senatrice Paola Boldrini, capogruppo del Pd nella Commissione Sanità, presentato in Senato nel corso del convegno “Un cantiere per la salute mentale”. Un provvedimento che non intende cambiare o integrare il testo della legge n. 180, fatta eccezione, si legge nel testo, “per la previsione di un’ulteriore garanzia sostanziale e processuale contro la disumana pratica della contenzione meccanica nei servizi psichiatrici”. Insomma un testo che punta a rafforzare i contenuti di assistenza effettiva e universale sul territorio nazionale, confermando la portata di definizioni e princìpi della legge Basaglia “che non meritano di mutare ma, al contrario, di essere sviluppati ed estesi.
 
All’incontro, presso la  Sala Capitolare di Piazza della Minerva, hanno partecipatoil senatore Pierpaolo Sileri (M5s) presidente della commissione Sanità; la senatrice dem Tatiana Rojc; la deputata dem Elena Carnevali; Stefano Cecconi dell’Osservatorio Stop Opg;  Piero Cipriano, Forum salute mentale; Antonello D’Elia, Psichiatria Democratica; Roberto Mezzina, direttore Dsm di trieste; Gisella Trincas, presidente Unasam; Fabrizio Starace, componente Css e direttore del Dipartimento Salute mentale di Modena.

Il Ddl, che vede prima firmataria l’onorevole Boldrini con Alfieri, Cirinnà, Cucca, Grimani, Iori, Patriarca e Pittella – si compone di quattro capi e 18 articoli. “È un testo al quale hanno lavorato già nella scorsa legislatura alcuni miei colleghi – ha spiegato la senatrice democratica – con il determinante contributo di numerosi esperti, professionisti, operatori, associazioni e persone che con impegno e competenza si prodigano quotidianamente per il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone che vivono l’esperienza del disturbo mentale”.

Il capo I (articoli 1-4) punta a svolgere e applicare i princìpi alla base della riforma del 1978,alla luce del mutato sistema di competenze amministrative tra Stato ed enti territoriali; definisce, inoltre, l’orizzonte di sviluppo dell’assistenza psichiatrica italiana, nel quadro dei più rilevanti atti di indirizzo in ambito sovranazionale e, in particolare, le risoluzioni adottate in seno all’Oms e le fonti internazionali.

Nel capo II (articoli 5-12) viene delineato il sistema dei servizi di tutela e assistenza psichiatrica sul territorio. In particolare, si disciplinano e favoriscono le forme di partecipazione e si analizzano le strutture amministrative che afferiscono al dipartimento (centri di salute mentale, strutture residenziali, i centri diurni). Esplicite disposizioni  sono inoltre dedicate al trattamento della crisi e dell’urgenza, nonché ai servizi psichiatrici di diagnosi e cura sui quali, pure, già la legge n. 180 del 1978 era tutt’altro che priva di indicazioni.

Proprio l’articolo 10 esplicita e rende ancora più nitido, anche a livello di disciplina di legge ordinaria, il divieto di praticare la contenzione meccanica in psichiatria. “Si tratta di attività illegittime e illecite cui si fa troppo sovente ricorso – sottolineano i firmatari –  talvolta in via sommersa, silenziosa e strisciante, nella rete dei servizi per l’assistenza psichiatrica. Appare innanzitutto opportuno rammentare i casi, drammaticamente assurti all’attenzione delle cronache, di decessi verificatisi dopo l’illegittimo ricorso alla contenzione nel servizio di diagnosi e cura di Vallo Lucania, in provincia di Salerno, nell’agosto 2009, e dopo un prolungato stato di contenzione nel servizio psichiatrico di diagnosi e cura nell’ospedale di Cagliari nel giugno 2006”.

Con l’articolo 12 si punta poi a incrementare le relazioni e i rapporti istituzionali integrati tra i dipartimenti di salute mentale, gli istituti di pena e le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) che hanno di recente sostituito ruolo e funzione degli Opg e delle case di cura e custodia. Obiettivo: consentire a ciascun magistrato della cognizione e di sorveglianza di poter disporre di un ventaglio di opzioni di assistenza psichiatrica per le persone con disturbo mentale che abbiano commesso un reato, adeguato e in grado di rispondere alle esigenze del singolo individuo.

Il capo III (articoli 13-16) disciplina le tecniche, i mezzi di promozione della salute psichica, (prevenzione dei disturbi mentali) e regola i rapporti del sistema di tutela della salute mentale con le università e i centri di alta formazione.

Infine il capo IV (articoli 17 e 18) fa riferimento alla disciplina della copertura finanziaria per le norme presentate nel Ddl e stabilisce l’entrata in vigore delle sue disposizioni.

“Oggi – conclude la senatrice Boldrini – i servizi di salute mentale versano in gravi criticità in tutto il territorio nazionale a causa dell’insufficiente applicazione dei principi e degli orientamenti fissati dalla Legge 180 (che vanno in tutto e per tutto salvaguardati e promossi), dalla non più trascurabile riduzione delle risorse, la fragilità dei centri di salute mentale, da insensati accorpamenti in macroaree dei servizi territoriali, alla assoluta incertezza delle risposte ai bisogni di cura e di crescita delle persone. Non abbiamo bisogno di disegni di legge oscurantisti che ci riportano indietro nel tempo, come è abituato a fare questa maggioranza, ma abbiamo bisogno di applicare in pienezza le buone norme esistenti”.

Nel corso del convegno sono stati proiettati il cortometraggio di Liliana Boranga“Io ti guardo ogni giorno, ma tu mi vedi?”, e il docufilm a cura di Erika Rossi e Piero Passaniti, “Navighiamo a vista”.

Fonte:http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=73873

SALUTE: BOLDRINI (PD), ‘SI APPROVI PRESTO LEGGE SU FIBROMIALGIA’

Roma, 12 mag. (AdnKronos) – Nella ricorrenza della Giornata Mondiale della Fibromialgia, che ricorre il 12 maggio, Paola Boldrini, capogruppo Pd in Senato della Commissione Sanità, da anni promotrice dell’inserimento nei Lea della patologia – una malattia che solo nel nostro Paese colpisce circa 3 milioni di italiani, prevalentemente donne, la cui qualità della vita è ridotta per i forti dolori agli arti causati dall’irrigidimento dei muscoli – fa il punto sulla “lunga strada”, ma anche “sui passi compiuti” negli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con le associazioni di pazienti a livello nazionali che se ne occupano (Aisf E Cfu). La Commissione ha adottato il disegno di legge da Boldrini presentato ad inizio legislatura per il riconoscimento della malattia e per le disposizioni su cura, tutela sul lavoro, esenzioni per i soggetti affetti, «il che significa che non si parte da zero». Buona parte degli emendamenti presentati sono ricevibili e proprio dal 27 maggio la discussione sarà riaperta in Commissione per poi passare definitivamente in Aula al Senato e alla Camera.
“A quel punto – chiosa Boldrini – spero che da parte di tutti i parlamentari ci sia la dovuta sensibilità e attenzione e si proceda con la votazione della legge, che restituirà dignità alle persone malate”. Boldrini chiude con un riferimento alla proposta di Matteo Salvini di chiudere i negozi di cannabis. “Ricordo a Salvini che quando affronta il tema cannabis dovrebbe farlo con cognizione di causa. Molte malattie che comportano dolori cronici, come in alcuni casi la fibromialgia, richiedono l’uso di medicinali cannabinoidi regolarmente venduti nelle farmacie. Quindi additare come ‘drogata’ o ‘potenzialmente drogata’ la popolazione che ne fa uso, equivale a banalizzare”. (Mon/AdnKronos)

Giornata Mondiale Fibromialgia, Boldrini su aggiornamento ‘legge’

Nella ricorrenza, oggi (domenica 12 maggio), della Giornata Mondiale della Fibromialgia, Paola Boldrini, capogruppo Pd in Senato della Commissione Sanità, promotrice dell’inserimento nei LEA della patologia – di cui solo a Ferrara soffrono oltre 2 mila persone, prevalentemente donne, la cui qualità della vita è ridotta per i forti dolori agli arti causati dall’irrigidimento dei muscoli – fa il punto sulla «lunga strada» ma anche «sui passi compiuti» negli ultimi 3 anni grazie alla collaborazione con le realtà associative nazionali che se ne occupano (CFU e Aisf). La Commissione ha adottato il disegno di legge da Boldrini presentato ad inizio legislatura per il riconoscimento della malattia e per le disposizioni su cura, esenzioni e tutela sul lavoro per i soggetti affetti, «il che significa che non si parte da zero». Buona parte degli emendamenti presentati sono ricevibili e proprio dal 27 maggio la discussione sarà riaperta in Commissione per poi passare definitivamente al Senato e alla Camera. «A quel punto – la chiosa di Boldrini – spero che da parte di tutti i parlamentari ci sia la dovuta sensibilità e attenzione e si proceda con la votazione all’unanimità  della legge, che restituirà dignità alle persone malate». Boldrini chiude con un riferimento alla proposta di Matteo Salvini di chiudere i negozi di cannabis. «Ricordo a Salvini che quando affronta il tema cannabis dovrebbe farlo con cognizione di causa. Molte malattie che comportano dolori cronici, come in alcuni casi la fibromialgia, richiedono l’uso di medicinali cannabinoidi regolarmente venduti nelle farmacie. Quindi additare come ‘drogata’ o ‘potenzialmente drogata’ la popolazione che ne fa uso, equivale a banalizzare».