Fibromialgia: Governo ‘sordo’ e indifferente

Si definisce amareggiata per l’indifferenza mostrata dall’attuale Ministro della Salute, Giulia Grillo, rispetto al riconoscimento della fibromialgia (sindrome orfana di farmaci specifici di cui soffrono 2 milioni di italiani, di cui almeno 2 mila ferraresi) come malattia cronica ed invalidante. Paola Boldrini, senatrice Pd, aveva di recente sottoposto al Dicastero un’interrogazione, in cui chiedeva al Governo un impegno in tal senso. «La risposta ricevuta – commenta – ossia un elenco poco puntuale e sommario di quanto già approvato nella precedente legislatura, non conduce da nessuna parte, ci lascia fermi». «In poco tempo – sottolinea – grazie alla collaborazione con le società scientifiche, avevamo compiuto passi da gigante, fino ad arrivare alla produzione di dossier consegnati alla commissione di aggiornamento dei Lea. Sarebbe stato sufficiente portare avanti il lavoro fin qui compiuto». Il commento politico: «Il Governo Giallo Verde dovrebbe occuparsi seriamente di sanità. Due milioni di italiani, non sono un numero che ci si può permettere il lusso di sottovalutare». Boldrini, componente della commissione Igiene e Sanità,  assicura comunque la sua intenzione di non mollare. «Ho chiesto in Commissione l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare l’impatto sociale, lavorativo, relazionale della malattia. Occorre far capire quanto essa sia limitante». L’obiettivo rimane «giungere ad una prassi consolidata ed uniforme sul territorio nazionale per la presa in carico e il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica ed invalidante».

Rassegna stampa:

Emergenza organici nei Pronto Soccorso, dopo l’allarme Simeu interviene la Sen. Boldrini: “serve coordinamento tra Ministeri”

Rivedere i contenuti del decreto, datato 1992, con cui di fatto è stato istituito il 118. «Va aggiornato, considerando anche l’avvenuto mutamento di tutti i profili professionali, dagli infermieri ai medici, senza trascurare la figura degli autisti soccorritori. Oggi, quando parliamo di Medicina di Emergenza e Urgenza non possiamo non tenerne conto». Così la senatrice Pd, Paola Boldrini, interviene sull’allarme ‘carenza organico nei Pronto Soccorso’ lanciato dalla SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza) alla Regione Emilia Romagna. «Le proposte esplicitate dalla SIMEU regionale – dettaglia la senatrice – hanno una valenza nazionale. Serve un coordinamento tra Ministeri, quindi Miur e Salute, Regioni e sigle sindacali di categoria». E se dieci sono le proposte della SIMEU, almeno tre, secondo Boldrini, sono prioritarie  e «da inserire immediatamente» nell’agenda del Governo in via di formazione: «Il riconoscimento del titolo di specialità attraverso concorsi, quindi con acquisizione sul campo e passaggio alle dipendenze dei medici oggi convenzionati; potenziamento del numero degli specializzandi in Medicina d’Emergenza-Urgenza, così da coprire il reale fabbisogno; definizione di indennità economiche, nel rispetto della meritocrazia, per quanti lavorano nei Pronto Soccorso, tenuto conto delle condizioni di forte stress e usura». Traguardi che, secondo Boldrini, andrebbero nella direzione di «combattere il precariato; rendere più appetibile per i giovani professionisti il duro lavoro all’interno dei PS; rassicurare, sul fronte delle prestazioni, i cittadini/pazienti». Con ricadute positive «sui singoli territori», quindi anche Ferrara.

Nei Pronto Soccorso dell’Emilia Romagna si registrano circa 1.800.000 accessi all’anno su 4.000.000 di abitanti (dati del 2015), cioè circa un cittadino su due ogni anno si rivolge a tali servizi. Da una rilevazione del 2018, effettuata dalla stessa Regione, sono 824 i medici che fanno fronte a questa enorme mole di lavoro nelle strutture di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza. Di essi risultano sottoposti a forme di contratto “precario” circa il 30%. Inoltre, allo stato attuale, per coprire i turni necessari nelle strutture di Emergenza Urgenza risulterebbe ancora una carenza di 140 medici.

Questa situazione, già fonte di notevole difficoltà e sovraccarico di lavoro per i professionisti del settore, appare in rapido peggioramento con il rischio che si renda necessaria la riduzione dei servizi offerti ai pazienti.

A lanciare l’allarme sulla grave carenza degli organici di Pronto Soccorso è il Direttivo Emilia Romagna della SIMEU (Società Italiana Medici ed Infermieri dell’Emergenza-Urgenza), che ha stilato un documento di proposte rivolte agli organi competenti della Regione Emilia Romagna. Il documento è stato condiviso con i direttori di tutti i Pronto Soccorso regionali e con le principali sigle sindacali (ANAAO-CGIL-CISL-ANPO-CIMO-FIMMG ES).

La Regione e le Aziende, in risposta a queste problematiche hanno aumentato recentemente il numero di concorsi per assunzione ed incrementato il numero regionale di borse di studio disponibili per la Scuola di Specialità in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Ma il numero di neo-specializzati risulta ancora troppo basso rispetto alle necessità, soprattutto nel confronto con altre scuole specialistiche. E spesso i concorsi per assunzione incontrano scarso interesse per una branca della medicina che richiede notevoli sacrifici ed appare poco remunerativa, avara di soddisfazioni, notevolmente stressante, sebbene sia non riconosciuta come attività usurante.

Il problema è profondo e rappresenta una vera emergenza che tocca aspetti essenziali di tutta l’organizzazione sanitaria. Un Sistema Sanitario Nazionale moderno, efficiente ed efficace, degno di una nazione civile avanzata, non può esistere senza una rete solida e ben strutturata dell’Emergenza-Urgenza. Ma sono ora proprio i lavoratori del settore a denunciare il rischio di implosione nel giro di pochissimo tempo.

Il documento della SIMEU dell’Emilia Romagna abbraccia in 10 punti diverse proposte che tra le altre comprendono: la programmazione delle piante organiche in base alle effettive necessità di servizio; la stabilizzazione delle forme di lavoro convenzionato; l’allargamento delle specialistiche equipollenti e la creazione di percorsi di formazione-lavoro, ai fini dell’assunzione a tempo indeterminato; il riconoscimento di indennità economiche per il disagio dei professionisti in prima linea; la valorizzazione del merito con possibilità di progressione di carriera e la tesaurizzazione dell’esperienza di servizio, da impiegare in attività didattiche ed ottimizzazione di percorsi diagnostico-terapeutici.

Con le proposte avanzate, intese come base di confronto tra gli organismi preposti e le rappresentanze sindacali, SIMEU ha inteso offrire un contributo tecnico per arginare gravi problemi che, se non adeguatamente affrontati, rischiano di compromettere a breve servizi indispensabili per i cittadini e corretto utilizzo delle risorse sia del territorio che delle aziende ospedaliere.

Fonte: Telestense.it

Assemblea Associazione Lotta alla Talassemia di Ferrara

Oggi, alle ore 14.30, presso l’Aula n.7 dell’Ospedale S.Anna di Ferrara, si è tenuta l’Assemblea annuale dell’Associazione Lotta alla Talassemia di Ferrara.

All’incontro era presente anche l’On. Boldrini che ha commentato così: “Oggi ho partecipato all’interessante assemblea a Cona organizzata dall’Associazione ALT “Rino Vullo” (Associazione Lotta alla Talassemia) di Ferrara. La ricerca, soprattutto per i farmaci contro l’epatite C, ha fatto passi enormi per ridare speranza e aspettativa di vita migliore anche per i pazienti talassemici”.

Ecco alcune foto:

 

 

(Fonte: http://www.altferrara.it/joomla3/eventi-medici-scientifici/23-eventi-medici-scientifici/realizzati/121-16-dicembre-2016-assemblea-annuale-alt-ferrara )

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Programma completo

Bologna, evento conclusivo “Si per un’Italia in Salute”

A Bologna, una bella iniziativa di chiusura della campagna referendaria nazionale, con Federico Gelli, Responsabile Nazionale Pd Sanità, con tutti i componenti i comitati “SI per un’Italia in Salute” che si sono costituiti per dire che una Sanità Veramente Universale Equa e Solidale ha bisogno di un Si alla riforma costituzionale per evitare 21 sistemi sanitari diversi.

Ecco alcune immagini:

 

Insieme con Diego Arcuri, Fulvia Signani, Adelina Ricciardelli, componenti dei Comitati “Si per un’Italia in Salute” di Ferrara e Argenta:

  

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http://www.siperunitaliainsalute.it/a-bologna-la-conclusione-della-campagna-referendaria-nazionale-sanita/

Approfondimenti sui Comitati locali e le ragioni del SI:
> http://www.bastaunsi.it/tag/basta-un-si-per-unitalia-in-salute/
> http://www.siperunitaliainsalute.it/ 

Incontro Comitato “Si per un’Italia in Salute” di Ferrara

E’ in corso, questa sera, l’evento, organizzato dal Comitato “Si per un’Italia in Salute” di Ferrara, per spiegare ai cittadini le regioni del SI e di come la Riforma cambierà la Sanità nel Paese  #siperunitaliainsalute

Al dibattito interverranno l’On. Annalisa Silvestro, componente della Commissione Igiene e Sanità del Senato e l’On. Paola Boldrini, componente della Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera.

Ecco alcune immagini:

Approfondimenti sui Comitati locali e le ragioni del SI:
> http://www.bastaunsi.it/tag/basta-un-si-per-unitalia-in-salute/
> http://www.siperunitaliainsalute.it/ 

Medicina di Genere, Convegno SNAMID

Questa mattina al Convegno SNAMID (Società Nazionale di aggiornamento per i medici di Medicina Generale) a parlare di Medicina di genere.
Conforta il fatto che tutti i professionisti medici considerano non più procrastinabile assumere un approccio di genere nella medicina per salvaguardare la salute delle donne. Le conclusioni della Cardiologa hanno messo in evidenza le reali criticità a cui va incontro la donna se non si applica la medicina di genere.

Ecco alcune immagini:

 
 

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SNAMID – Congresso 11-13 Novembre ROMA

Presentazione Breast Unit in Emilia Romagna

Si sta svolgendo ora, a Modena, il Convegno per la presentazione della Breast Unit in Emilia Romagna, organizzato da SiBIOC, Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica, dove io sono intervenuta sulla Medicina di Genere. Ma perché tutte le regioni abbiano Breast Unit #bastaunsi

Ecco alcune foto:

 

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> http://www.sibioc.it/

Convegno: 118, SALVANDO VITE – UN VIAGGIO NELLA RETE DELL’EMERGENZA-URGENZA SOTTO L’ATTACCO DEL REGIONALISMO E DELLE PRIVATIZZAZIONI

Si è svolto, oggi, 22 settembre, il Convegno dal titolo: “118, SALVANDO VITE – UN VIAGGIO NELLA RETE DELL’EMERGENZA-URGENZA SOTTO L’ATTACCO DEL REGIONALISMO E DELLE PRIVATIZZAZIONI“, presso l’Hotel Nazionale Piazza di Montecitorio, 131, a Roma, organizzato dal Sindacato dei Medici Italiani.
All’evento, oltre alle Autorità e diversi parlamentari, era presente anche l’On. Boldrini.

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Programma completo
> Comunicato Stampa | SMI

Convegno Nazionale Medicina di Laboratorio 2020 a Tor Vergata

Si svolge oggi, 5 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, il Convegno Nazionale dal titolo “Medicina di Laboratorio 2020” presso l’Aula Fleming dell’Università di Roma di Tor Vergata.

L’evento formativo promosso dal Prof. Sergio Bernardini, Responsabile Scientifico dello stesso, ha visto lo svolgimento della tavola rotonda “Quale ruolo per i professionisti di laboratorio nell’era del consolidamento” ponendo l’attenzione al futuro della professione medica.

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Ecco alcune immagini:

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Programma completo

Presentazione nuove Scuole Specializzazione UniFE

E’ ufficiale, l’Università di Ferrara accoglie tra le proprie Scuole di Specializzazione due novità, dedicate a Geriatria e Medicina di emergenza-urgenza. L’innovazione, attesa da parecchi anni ormai, è finalmente stata annunciata durante la conferenza stampa di martedì 31 maggio, tenutasi presso la sede di UNIFE nella Sala del Rettorato, alla presenza del Rettore Giorgio Zauli, dei responsabili delle due Scuole prof. Stefano Volpato e prof. Roberto Manfredini, della dott.ssa Adelina Ricciardelli Dirigente Medico del servizio Medicina d’Urgenza, del prof. Stefano Pelucchi Delegato alle Scuole di Specializzazione dell’Università di Ferrara, del prof. Michele Rubbini del Dipartimento di scienze chirurgiche, anestesiologiche e rediologiche dell’Università di Ferrara.

Ospite extraordinario l’Onorevole Paola Boldrini, chiamata a partecipare personalmente a seguito dell’impegno profuso affinchè Unife potesse ottenere questa opportunità. All’interno della nuova legge di stabilità 2016, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sono infatti stati previsti fondi aggiuntivi per attivare nuove borse di studio per specializzandi. Questi nuovi contratti di formazione – 2 per Geriatria e 3 per Medicina di emergenza-urgenza – rappresentano nuove opportunità per gli studenti e vanno ad aggiungersi agli undici contratti in più previsti rispetto allo scorso anno.

In questo modo, Ferrara si allinea alle altre Scuole di Specializzazione nazionali, portando a sedici il numero complessivo e soprattutto fornendo risposta a due ambiti di necessità conosciuti nel Ferrarese, caratterizzandosi con una componente extra-ospedaliera e creando una rete formativa all’interno del territorio.

Ancora non si conoscono i nomi dei Direttori e il corpo insegnanti sarà ancora tutto da decidere, ma il tempo non manca e l’organico potrà essere completato entro il 2018. Nuova linfa ed energia dunque per l’Università di Ferrara, che ancora una volta dimostra il proprio impegno nel voler elevare gli standard qualitativi della propria offerta formativa, per garantire ai cittadini un servizio di eccellenza e aumentare le opportunità per i giovani specializzandi.

Ecco alcune immagini:
Due nuove scuole di specializzazione: Geriatria e Medicina di Emergenza-Urgenza 
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Medicina di genere, una rivoluzione silenziosa

Medicina di genere, una rivoluzione silenziosa, ma inesorabile verso l’appropriatezza ed il rispetto del diritto di salute.

L’Ospedale di Argenta attiverà un progetto pilota dove la struttura sanitaria sarà attenta alle differenze di sesso, orientamento e identità di genere nell’accoglienza dei pazienti e nel trattamento delle loro patologie. Sostenitrice dell’innovazione, attivata dall’Azienda USL di Ferrara, tra le prime in Italia e unica in Emilia-Romagna, la deputata Paola Boldrini, componente della Commissione Sanità e Affari Sociali alla Camera, nonché in procinto di presentare una proposta di legge in Parlamento la prossima settimana che disciplini in modo preciso la materia. “Argenta: un ospedale attento al genere” è lo “slogan” che compare sulle locandine informative al pubblico. Si tratta di un percorso incentrato sulle differenze tra uomo e donna, e la considerazione pratica che i sessi producono malattie e casi clinici da trattare in modo diverso perché diverse sono le componenti fisiche, psichiche e sociali. “Il trattamento delle patologie – precisa Fulvia Signani, responsabile del progetto per Asl Ferrara – è evidentemente diverso, sia in fase di accoglienza, sia in fase di cura. Non tutti i casi sono uguali. Vi sono già stati tre eventi formativi sul personale ospedaliero con presenza di circa 700 persone. Inoltre, abbiamo organizzato un corso on-line accessibile a livello regionale a cui si sono iscritti 400 professionisti. Argenta sarà l’esempio di cosa può accadere su un territorio ristretto, estendibile al territorio nazionale. Il progetto ha bisogno di una organizzazione: si tratta di cambiare pelle. Serviranno circa 12 mesi per attivarlo in tutti i reparti dell’ospedale”. Oltre alla formazione interna, saranno tenuti incontri con i cittadini per la giusta informazione: il primo si terrà il 7 marzo ai Cappuccini e preannuncerà che dal giorno successivo, festa della donna, saranno distribuiti opuscoli sui sintomi di infarto nella donna, diversi da quelli dell’uomo. Materiale che verrà distribuito nei punti sensibili della cittadina argentana, con la collaborazione dei Medici di Medicina Generale e delle farmacie, come ha sottolineato Antonio Di Giorgio, Direttore Sanitario di Argenta. “Siamo di fronte ad una conquista – spiega il sindaco Antonio Fiorentini – dove Argenta arriva prima, attraverso la propria capacità di accogliere e proporre innovazioni. Sono contento ed orgoglioso, ma non stupito”. Il nosocomio argentano è parte dei servizoi sanitari dell’Asl di Ferrara, rappresentata dal Direttore Sanitario Mauro Marabini, e collabora con il Comune di Ferrara tramite l’Assessora Annalisa Felletti (assente per motivi di lavoro) per una specificità del progetto legata all’accoglienza LGTB. “Parliamo da anni di medicina di genere – afferma l’on. Paola Boldrini – ma in Italia siamo lenti nel recepire e applicare un passaggio tanto importante. Sto lavorando per la medicina di genere, affinché venga applicata in tutto il territorio nazionale e non solamente come progetto pilota. Oltre alla formazione del personale, sarà necessario attivare una ricerca scientifica per cure e farmaci diversi in base al genere e una forte comunicazione ai cittadini. Le differenze uomo-donna sono palesi: la discriminazione di genere nelle patologie, non è solo riscontrabile nelle malattie delle donne, ma anche in quelle degli uomini. Il cambiamento dovrà essere forte e deciso. É per questo sto proponendo un testo di legge che depositerò in questi giorni alla Camera dei Deputati”.

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Rassegna stampa
AUSL Ferrara | Medicina di genere
Ospedale ” Mazzolani-Vandini ” di Argenta

Stati Generali della Medicina di Genere, incontro a Firenze

Ho partecipato agli ‘Stati Generali della Medicina di Genere’ una importante iniziativa che si propone di raccogliere quanto é già stato fatto e far emergere le conquiste e i progetti della medicina di genere in Italia. Nel mio intervento ho ribadito il mio impegno alla presentazione di una proposta di legge affinché la medicina di genere sia promossa a livello nazionale“.

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E’ partito con un grande successo, per le presenze e, in particolare, per la ricchezza di contenuti, il “Tour degli Stati Generali della Medicina di Genere”, a Firenze, presso il Centro di Formazione “Il Fuligno”, sito in via Faenza n. 48. Le prossime tappe saranno a Roma, Milano, Napoli, Bologna.

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La medicina di genere influisce sulla qualità e sostenibilità del SSN diminuendone i costi e migliorando i risultati. Per diverse patologie prevenzioni e terapie differenziate per genere si sono dimostrati più efficaci di quelle indifferenziate con conseguente minor costo per il sistema sanitario oltre che migliorare il servizio ai cittadini.
Gli Stati Generali della Medicina di Genere si prefigge l’obiettivo di far emergere le conquiste e i progetti della medicina di genere in Italia e contribuire alla diffusione delle buone pratiche e al coordinamento delle iniziative promuovendo la collaborazione tra Regioni.
Regione dopo regione, Stati Generali della Medicina di Genere sarà lo spazio in cui saranno presentate e discusse esperienze e progetti della medicina di genere in quella regione. Ricerche, strumenti, terapie, processi di cura e organizzazioni, buone pratiche di quella regione saranno presentati e messi a confronto con gli analoghi a livello nazionale e internazionale.

Ecco alcune immagini:

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Programma
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